Gaia Bottà

Matchstick, la zavorra del DRM

Prometteva lo streaming su schermi TV con una piattaforma open hardware e open source basata su Firefox OS: la decisione di implementare soluzioni DRM, non richieste dagli utenti, ha affondato il progetto

Roma - Era stato lanciato ad ottobre dello scorso anno con la promessa di offrire un ecosistema senza limitazioni per fruire di flussi streaming di contenuti multimediali attinti da YouTube, Netflix e via dicendo, sul televisore di casa: il dongle HDMI Matchstick, basato su Firefox OS e su codice open source, supportato da una campagna Kickastarter di successo, rinuncia ora alle proprie ambizioni, frenato dagli attriti dati dall'implementazione di tecnologie DRM.

Matchstick

La decisione di abbracciare delle soluzioni DRM era stata annunciata nel mese di febbraio, insieme alla promessa di hardware più potente, causando un primo ritardo: come Mozilla, rassagnatasi ad integrare la tecnologia nota come Encrypted Media Extensions per continuare a giocare con Firefox il ruolo di intermediario per la fruizione dei contenuti online, anche Matchstick si era probabilmente trovata nella condizione di doversi adeguare. Si invitavano gli sviluppatori a collaborare per dotare il dongle del software necessario a implementare soluzioni come PlayReady di Microsoft per garantire lo streaming di "contenuti premium", in accordo con soggetti come Netflix con cui si sarebbero potute stringere delle nuove partnership, suggellate dalla protezione offerta ai prodotti oggetto dello streaming.

"Dopo esserci confrontati con lo sviluppo di DRM basato su Firefox OS per la maggior parte dell'anno - spiegano ora i responsabili di Matchstick - abbiamo compreso che proseguire nello sviluppo, nonostante i promettenti segnali iniziali, sarà una strada lunga e difficoltosa": non è possibile prevedere un traguardo, né un orizzonte temporale per raggiungerlo, e per questo motivo si è deciso di restituire tutti i fondi messi a disposizione dai finanziatori interessati ad accaparrarsi il dongle.
Gli aspiranti utenti del progetto hanno risposto all'annuncio dei responsabili Matchstick pressoché all'unisono: il supporto alle soluzioni DRM non era previsto agli albori del progetto, e anche per questo motivo in molti avevano scelto di appoggiare l'iniziativa, che a differenza del Chomecast di Google si configurava come una piattaforma aperta, open hardware e open source.

Sono in molti ad esortare i responsabili della campagna a rinunciare alle soluzioni DRM e a distribuire Matchstick nonostante non supporti lo streaming di Netflix e compagnia: la consegna dei gadget sarebbe dovuta avvenire nel corso di questo mese, ma i 17,218 partecipanti alla campagna Kickstarter riceveranno invece, nel giro di 60 giorni dalla richiesta, il rimborso della quota versata, per un totale di oltre 470mila dollari.

Gaia Bottà
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8 Commenti alla Notizia Matchstick, la zavorra del DRM
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  • Secondo me visto il successo le major hanno pensato di offrire di più, purché ci sia il loro DRM, questi hanno accettato... e si sono dati la zappa sui piedi da soli.
    non+autenticato
  • ... dove li vanno a prendere per restituirli agli utenti?
    Comunque e' vero non si e' mai capito perche' abbiano voluto implementare il DRM quando nessuno era interessato o quando si sarebbe potuto fare a posteriori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scumm78
    > ... dove li vanno a prendere per restituirli agli
    > utenti?

    quei 4 spicci li defalcano dalla catasta di denaro ricevuta dalle major, ingenuotto!
    perche accontentarsi dei 470mila quando potrebbero aver stratppato 20-30 volte di piu? ai contributori gli si restituisce quanto versato (quindi non possono accusarli di truffa) e con il resto si fa la bella vita: auto di grossa cilindrata, viaggi, grandi alberghi ma sopratutto figa, molta figa.


    > Comunque e' vero non si e' mai capito perche'
    > abbiano voluto implementare il DRM quando nessuno
    > era interessato o quando si sarebbe potuto fare a
    > posteriori.

    e' gia', non si e'mai capito....
    non+autenticato
  • ... anche se almeno non mi pare si possa parlare di truffa, visto che restituiscono i soldi.

    In pratica il progetto naufraga per la difficoltà di implementare una funzione che nessuno (o quasi) degli utenti voleva. Suicidio dell'azienda o pressioni dalle major per il pericoloso precedente che un dispositivo del genere avrebbe potuto creare?
    In un mondo dove tutti i dispositivi a larga diffusione sono "addomesticati" un prodotto come questo, che nasce libero, è visto come una minaccia, non c'è nulla da dire.
    E quindi ci teniamo i Play Store, Apple Store e compagnia bella con i loro DRM, la spazzatura del ventunesimo secolo digitale.
  • - Scritto da: pentolino
    > ... anche se almeno non mi pare si possa parlare
    > di truffa, visto che restituiscono i
    > soldi.
    >
    > In pratica il progetto naufraga per la difficoltà
    > di implementare una funzione che nessuno (o
    > quasi) degli utenti voleva. Suicidio dell'azienda
    > o pressioni dalle major per il pericoloso
    > precedente che un dispositivo del genere avrebbe
    > potuto creare?
    >

    Direi la seconda, ma mi chiedo anche in che modo le major avrebbero potuto esercitare queste pressioni. Il loro stile generalmente è la minaccia di ritorsioni legali, ma puoi fare causa a chi fabbrica un dispositivo che tutto sommato fornisce un limitato sottoinsieme delle funzionalità offerte da un PC? Forse ci stiamo mettendo troppa dietrologia, ma ovviamente non ho certezze.

    > In un mondo dove tutti i dispositivi a larga
    > diffusione sono "addomesticati" un prodotto come
    > questo, che nasce libero, è visto come una
    > minaccia, non c'è nulla da dire.
    > E quindi ci teniamo i Play Store, Apple Store e
    > compagnia bella con i loro DRM, la spazzatura del
    > ventunesimo secolo digitale.
    Izio01
    4368
  • - Scritto da: Izio01
    > Direi la seconda, ma mi chiedo anche in che modo
    > le major avrebbero potuto esercitare queste
    > pressioni.

    vero, forse ho un po' esagerato con la dietrologia, però la possibilità opposta mi sembra decisamente idiota, ovvero fallire perché non riesci ad implementare qualcosa che nessuno dei backers vuole... tra l'altro dopo che ci avevi già speso dei soldi per iniziare l'implementazione... mah
  • - Scritto da: pentolino
    > ... anche se almeno non mi pare si possa parlare
    > di truffa, visto che restituiscono i
    > soldi.
    >
    > In pratica il progetto naufraga per la difficoltà
    > di implementare una funzione che nessuno (o
    > quasi) degli utenti voleva. Suicidio dell'azienda
    > o pressioni dalle major per il pericoloso
    > precedente che un dispositivo del genere avrebbe
    > potuto creare?
    >
    > In un mondo dove tutti i dispositivi a larga
    > diffusione sono "addomesticati" un prodotto come
    > questo, che nasce libero, è visto come una
    > minaccia, non c'è nulla da
    > dire.
    > E quindi ci teniamo i Play Store, Apple Store e
    > compagnia bella con i loro DRM, la spazzatura del
    > ventunesimo secolo
    > digitale.

    Ingenui fanciulli, le maf ehmmm... le majors avranno offerto assai di più del valore di rimborso ai sotttoscrittori, pur di togliersi dai piedi l'incubo di un sistema totalmente libero open SW e HW.
  • Chiedere il rimborso della quota versata e annotare il nome di chi ha pensato di fare il furbo in modo che la prossima volta possa essere boicottato da subito.
    non+autenticato