Claudio Tamburrino

Wind e 3 Italia, accordo per la fusione

L'anticipata joint venture tra le due aziende darà vita al terzo gruppo telefonico italiano. Le sinergie fra i due operatori mirano a migliore qualità della rete e a riduzioni dei prezzi. Antitrust permettendo

Wind e 3 Italia, accordo per la fusioneRoma - Wind e H3G hanno raggiunto un accordo per costituire una joint venture destinata a dare vita al terzo gruppo telefonico italiano.

La russa Vimplecom, che controlla Wind, e l'azienda di telecomunicazioni con base a Hong Kong Hutchison Whampoa, che controlla l'operatore 3 Italia, erano da tempo impegnate in trattative per fondere le rispettive attività nella telefonia mobile in Italia. Tuttavia, fino a questa mattina, e nonostante le indiscrezioni, l'AD di Vimplecom Jean-Yves Charlier si limitava a riferire di essere "in trattative avanzate con Hutchison per fondere le nostre operazioni in Italia".

Ora proprio Charlier ha dato l'annuncio ufficiale nel corso della presentazione dei risultati finanziari del primo semestre del 2015 di Wind.
Si tratterà della più grande operazione del genere in Italia dal 2007 ed andrà a creare il terzo gruppo nel settore mobile: secondo gli ultimi dati di Agcom aggiornati allo scorso marzo, le due aziende aggregate vantano la maggiore quota di mercato nel mobile con il 33,5 per cento contro il 32,3 di Telecom Italia. Nel dettaglio si tratta un potenziale - con i numeri attuali sommati delle due - di 31 milioni di clienti mobile e 2,8 milioni nel fisso, di cui 2,2 con connessione di banda larga, con ricavi complessivi che nel 2014 ammontano complessivamente a 6,4 miliardi di euro.

Per quanto, dunque, sembrano per il momento smentite le ipotesi di un aumento di capitale da 2 miliardi di euro, la nuova società sarà valutata poco meno di 22 miliardi di euro, 14 miliardi da Wind e 8 miliardi da Hutchison.

La fusione è un'occasione unica per le due aziende e per i loro clienti: permetterà infatti l'accesso alle rispettive infrastrutture, con la conseguente possibilità di garantire una maggiore copertura in termini di qualità.

Hutchison e Vimplecom sperano di ottenere i giusti effetti di scala necessari a competere anche a livello europeo e per offrire servizi innovativi e con prezzi competitivi. Secondo l'annuncio solo per i costi si attendono dalla fusione circa 700 milioni di sinergie annuali. D'altra parte con la fusione si parla anche della volontà di continuare ad investire nelle infrastrutture, in modo tale da garantire la qualità della rete e mettere il prima possibile a disposizione connessioni mobile e fisse ad alta velocità.

Destinato a diventare l'amministratore delegato della nuova società sarà Maximo Ibarra, attuale CEO di Wind, con Vincenzo Novari, attuale vertice di 3 Italia, eletto senior advisor di HK Hutchison per l'Italia e membro del cda della nuova società. Inoltre Dina Ravera, COO di 3 Italia, guiderà il processo di integrazione di fusione e avrà un ruolo operativo di alto livello nella nuova società, mentre Stefano Invernizzi, CFO di 3 Italia, sarà il direttore finanziario della joint venture.

L'operazione di fusione dovrebbe concretizzarsi nei prossimi 12 mesi: oltre alle questioni amministrative, serviranno le approvazioni degli organi di regolamentazione e delle autorità antitrust.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
2 Commenti alla Notizia Wind e 3 Italia, accordo per la fusione
Ordina
  • Dunque si riduce il numero degli operatori mobili.

    Ora molti inizieranno a porsi un bel po' di domande.
    Vincerà Roma o Milano? I consulenti a Roma costano un po' di meno, ma Parco dei Medici è un casino. E se rispediscono a Milano quelli di Libero? Saranno molto felici di fare avanti e indietro.

    Chi vincerà nella guerra per accaparrarsi i pochi contratti di consulenza disponibili? (Visto come onorano i pagamanti quelli di Wind forse non ci sarà poi questa grande guerra).

    Ma soprattutto che fine fanno le costosissime licenze?
    non+autenticato
  • - Scritto da: zwxdrrg
    > Dunque si riduce il numero degli operatori
    > mobili.
    >
    >
    > Ora molti inizieranno a porsi un bel po' di
    > domande.
    > Vincerà Roma o Milano? I consulenti a Roma
    > costano un po' di meno, ma Parco dei Medici è un
    > casino. E se rispediscono a Milano quelli di
    > Libero? Saranno molto felici di fare avanti e
    > indietro.
    >
    > Chi vincerà nella guerra per accaparrarsi i pochi
    > contratti di consulenza disponibili? (Visto come
    > onorano i pagamanti quelli di Wind forse non ci
    > sarà poi questa grande
    > guerra).
    >
    > Ma soprattutto che fine fanno le costosissime
    > licenze?

    Sono due le cose, ho la passi o smetti
    non+autenticato