Claudio Tamburrino

Lavoro IT, l'altra metà della Mela

Intel e Apple rilasciano rapporti relativi alla parità di genere e alle minoranze tra i loro lavoratori. E dichiarano il proprio impegno a invertire la tendenza

Roma - Apple ed Intel hanno rilasciato quasi in contemporanea due documenti che analizzano i dati relativi alla diversità di genere e razziale nella forza lavoro da loro impiegata, mettendo in particolare l'accento sulle politiche portate avanti rispetto a tale aspetto.

La questione è molto sentita negli Stati Uniti: per evitare discriminazioni in tal senso è per esempio proibito da parte del datore di lavoro chiedere l'indicazione sul curriculum del sesso e della appartenenza etnica. Nonostante ciò, nel settore dell'ICT la prevalenza bianca e maschile è ancora un dato di fatto. Per questo sono state per esempio criticate nel Paese Google e Twitter, mentre il CEO di Microsoft Satya Nadella ha scoperto sulla propria pelle quanto sia scivoloso il discorso relativo al livello salariale delle donne.

Così, presentando all'insegna della trasparenza i numeri relativi ai propri impiegati, sia Apple che Intel hanno cercato di giocare d'anticipo sulle possibili polemiche, evidenziando in prima persona come la realtà sia ancora caratterizzata da una prevalenza di lavoratori di sesso maschile nel settore, ma presentando al contempo gli sforzi ed i programmi per riequilibrare la bilancia.
Così nel rapporto di Apple si legge che, pur avendo ancora per la maggior parte (il 54 per cento) forza lavoro bianca, le assunzioni dell'ultimo anno sono state caratterizzate dall'11 per cento di afroamericani (2.200 lavoratori solo negli Stati Uniti), dal 13 di ispanici e dal 19 di asiatici: questi gruppi sono così arrivati a rappresentare rispettivamente l'8, l'11 ed il 15 per cento della forza lavoro totale.

Inoltre, per quanto potrebbero essere lette positivamente in questo senso le nomine del cubano Eddy Cue al ruolo di vicepresidente senior all'Internet Software e quella di Angela Ahrendts al vertice delle vendite online e in-store, il management di Apple rimane per il 70 per cento caratterizzato da maschi bianchi. Una percentuale curiosamente quasi identica a quella relativa a Mountain View.

Per quanto riguarda il genere, pur avendo in tutto il mondo ancora dipendenti per il 69 per cento maschi, nel 2014 il 35 per cento delle nuove assunzioni sono state al femminile: un totale di 11mila donne, ovvero il 65 per cento del totale di personale assunto nel 2013, una percentuale quanto meno in controtendenza rispetto all'inferenza statistica che vede una presenza minima di donne nelle facoltà di informatica ed ingegneria, ma che significa un più un per cento della presenza in rosa nel totale della forza lavoro impiegata da Cupertino, ora passata dal 30 al 31 per cento.

Il CEO di Apple Tim Cook ha riferito che si tratta di notevoli passi avanti, ma che c'è ancora tanto lavoro da fare anche se si sente di essere soddisfatto "delle decine di migliaia di dipendenti Apple in tutto il mondo che parlano dozzine di lingue diverse ma lavorano tutte insieme". "Noi celebriamo le differenze e i grandi benefici che queste portano", ha dichiarato.

Allo stesso modo Intel mostra dei numeri caratterizzati da una predominanza di bianchi (54,2 per cento), con i neri che sono una piccola minoranza (pari al 3,5) insieme agli ispanici (che sono l'8,3 per cento). Le donne, invece, rappresentano appena il 24 per cento del totale: l'obiettivo è raggiungere il 31 per cento della forza lavoro.
Per invertire la tendenza Intel ha annunciato lo stanziamento a favore dei suoi dirigenti di una serie di incentivi (sotto la forma di bonus in busta paga) per l'assunzione di membri delle minoranze.

Claudio Tamburrino
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