Claudio Tamburrino

FAA: occhio ai droni

I piloti di linea lamentano sempre più avvistamenti di UAV. Ma le leggi USA non sono ancora in grado di regolare lo spazio aereo per questi nuovi velivoli

Roma - I piloti di linea si sono rivolti alla Federal Aviation Administration (FAA) per segnalare il crescente numero di droni avvistati sulle loro rotte, addirittura quadruplicato nell'ultimo anno, e quindi l'aumento in maniera direttamente proporzionale del rischio di collisioni pericolose.

Gli ultimi a rivolgersi alle autorità sono stati gli equipaggi di quattro aerei diretti all'Aeroporto internazionale di Newark: gli avvisamenti di dispositivi teleguidati sono avvenuti tra i 2mila ed i 3mila piedi di altezza e non hanno portato a scontri, ma hanno costretto i piloti a monovre evasive.

I rappresentanti di categoria, come la Global Gateway Alliance che raggruppa gli aeroporti dell'area di New York, hanno quindi invocato l'imposizione di una no-fly zone nelle aree critiche, come per esempio previsto in Italia.
Inoltre, anche se qualche regola ci sarebbe, sembra di difficile applicazione da parte della FAA: soprattutto perché i piloti tendono ad ignorarle o a sottovalutarle e le stesse aziende a cercare scappatoie per aggirarle. Così mentre Google ha trovato un'inaspettata alleanza nella NASA per ottenere i necessari permessi a condurre le sperimentazioni dei suoi droni commerciali (sfruttando piccole scappatoie in una normativa ancora in sviluppo), i piloti di aeroplani chiedono anche l'installazione sui droni di programmi che impediscano di entrare nelle aeree ristrette.

Non si tratta di un problema ignorato dalle autorità: oltre alle possibili interferenze con il traffico aereo, i pericoli sono individuati nel fatto che i droni sono oggetti che possono cadere in testa ad ignari passanti ed essere utilizzari per attentare alla privacy di terzi, potendo volare e spiare attraverso finestre ed alti muri di protezione.

Per questo i soggetti interessati allo sviluppo del settore dei droni stanno cercando di avanzare proposte per regolamentarlo, mentre la NASA, con il placet della FAA, sta sviluppando un sistema di gestione del traffico aereo per il controllo degli UAV commerciali e civili sufficientemente flessibile da poter fare uso di diversi network per il monitoraggio e controllo dei velivoli.

Claudio Tamburrino
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