Luca Annunziata

Kim Dotcom e le relazioni pericolose

Quella volta, era il 2012, in cui una delle grandi sorelle trattava con il signor Mega per un accordo sulla pubblicità

Roma - Dotcom probabilmente non finirà mai di stupire i suoi fan e i suoi detrattori: l'ultima trovata di Kim è stata la pubblicazione di una lunga registrazione di una conferenza telefonica avvenuta nel 2012, prima del raid che avrebbe messo la parola fine all'avventura Megaupload, in cui si sente lo stesso Dotcom illustrare ai rappresentanti di UMG, una delle grandi sorelle della musica, i dettagli di un suo prodotto in corso di sviluppo che avrebbe consentito di monetizzare il traffico generato da chi è alla ricerca di download gratuiti (pirata?) per la musica controllata dalla major.


Megakey, così si chiamava il progetto con il quale Dotcom puntava a sostituire la pubblicità mostrata nei browser con banner altamente targettizzati sul profilo dell'utente, il quale avrebbe navigato col software omonimo installato. Il compito di Megakey sarebbe stato quello di rimpiazzare i banner, in primo luogo quelli di Google, nelle finestre dei navigatori: Dotcom si dilunga nell'illustrare le differenze in termini di prezzo finale CPM (l'unita di misura del costo per clic della pubblicità) che la sua piattaforma sarebbe stata in grado di garantire a Universal Music Group, e come ciò avrebbe potuto garantire introiti miliardari ogni anno andando a rendere remunerativo ciò che ancora oggi non è, ovvero il download gratuito del materiale presente a vario titolo in Rete.

I primi esperimenti in tal senso, operati da Dotcom con i beta-tester appartenenti alla community Megaupload e che offrivano banda illimitata in cambio della cessione dello spazio banner sui propri PC, erano stati incoraggianti: le cifre snocciolate parlano della possibilità per gli utenti di ottenere un certo numero di canzoni gratuitamente ogni anno, garantendo comunque un profitto alle major. I rappresentanti di UMG si mostrano molto interessati e fanno molte domande a Kim, proponendogli di incontrarsi a Hong Kong per discutere i dettagli: peccato che solo pochi giorni dopo Dotcom sarebbe stato il protagonista di un raid nei suoi uffici e a casa sua, raid che avrebbe dato il via alla querelle legale che infuria ancora oggi.
La decisione di Dotcom di rendere pubblica questa conversazione non è ovviamente un caso: nelle scorse ore è stato lanciato Baboom, uno dei servizi nei quali Kim si era impegnato dopo la caduta di Megaupload e dal quale si era poi allontanato, a malincuore pare, a causa delle pressioni subite per via delle sue vicende legali. Baboom è un servizio di streaming musicale, dunque fa un passo avanti rispetto al modello di download libero di Megakey: in ogni caso la registrazione, se confermata come autentica, offrirebbe uno spaccato molto interessante sul mondo del business musicale. Evidentemente non guidato soltanto dagli avvocati, come una delle voci che interviene durante la conversazione si premura di sottolineare.

Luca Annunziata
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