Luca Annunziata

Samsung tenta la mossa Suprema

Nella battaglia legale contro Apple la coreana fa ricorso al massimo organo giudiziario USA. Sperando che ribalti il verdetto che l'ha condannata per aver violato il design altrui

Roma - Nonostante le due restino ottimi partner commerciali, la vicenda legale che separa Apple e Samsung è lungi da essere conclusa: tre anni fa circa, proprio in questi giorni, per la prima volta un giudice USA condannava l'azienda coreana per la violazione dei brevetti di quella statunitense, e nonostante appelli e ricorsi tale verdetto è ancora valido oggi. Certo le cose sono cambiate da allora, ora che anche l'USPTO - l'ente dei brevetti a stelle e strisce - sta valutando la validità di quei brevetti contesi: per questo Samsung confida che la Corte Suprema degli Stati Uniti possa darle manforte e sostenerla nella diatriba.

Il ricorso alla Corte Suprema è cosa recente, ed è soggetto all'accettazione da parte dei massimi giudici: Samsung sostiene l'errore da parte dei tribunali dei gradi inferiori, ma la Corte dovrà innanzi tutto stabilire se intende esprimersi sulla questione. Una scelta non scontata, ma che di solito può essere influenzata dalle richieste di altre parti che ritengono importante un pronunciamento: stando a quanto rivelato dal San Jose Mercury News ci sarebbero diversi nomi altisonanti della Silicon Valley pronti a sponsorizzare l'appello Samsung, evidentemente convinti dalla importanza della faccenda.

Qualunque sia la vostra opinione sulla validità delle privative di Apple, infatti, in ballo c'è un fattore cruciale per lo sviluppo futuro del settore: la pratica di registrare brevetti, brevetti software, design e marchi sta condizionando ormai l'informatica e l'elettronica di consumo, con accordi incrociati e complicatissimi tra le diverse aziende per condividere e scambiarsi le tecnologie che ciascuna rivendica come proprie e originali, e ciò condiziona il mercato. Un pronunciamento della Corte Suprema sui principi generali che dovrebbero regolare questo terreno potrebbe fare chiarezza e pulizia per il prosieguo.
Una vittoria in tribunale, in ogni caso, non basta: se anche Samsung ottenesse un capovolgimento, annullando le condanne a suo carico, non è facile stabilire quali sarebbero le conseguenze generali di un cambiamento nell'ordinamento brevettuale. Anche per questo sin dal principio la querelle legale non ha influenzato il resto delle attività dell'azienda: l'ultima iniziativa per promuovere la vendita dei suoi smartphone Galaxy consiste in una prova su strada degli ultimi modelli offerta ai proprietari di iPhone, che per trenta giorni potranno testare un nuovo apparecchio e poi decidere se tenerlo (e pagarlo) o restituirlo.

Luca Annunziata
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