Claudio Tamburrino

Chromebook, la classe non è iPad

La digitalizzazione delle scuole passa attraverso i tablet, ma non solo. Per ora è stata Apple a guadagnarci di più, ma Google è decisamente arrembante

Roma - Mentre negli Stati Uniti sono sempre di più gli istituti scolastici che scelgono di adottare i computer come supporto didattico, il mercato si muove di conseguenza cercando di conquistare i nuovi spazi e clienti: per il momento Apple ha il record di fatturato, Microsoft quello di numero di dispositivi e Google il miglior trend di crescita.

A riferirlo è l'ultima analisi di settore effettuata dall'istituto di ricerca IDC che ha calcolato in 7 miliardi di dollari il mercato totale legato alla distribuzione di computer, laptop e tablet alle scuole, da quelle primarie fino agli istituti superiori degli Stati Uniti.

Si tratta di un complesso di 13,2 milioni di sistemi distribuiti solo ne 2014, con una crescita di 33 punti percentuali rispetto al 2013: nel dettaglio tra iPad e MacBook, prodotti con ampi margini, Apple ha portato nelle scuole circa 4,2 milioni di device (32 per cento del totale) che le permettono di detenere per il 2014 il record di fatturato, contando circa la metà dei dollari spesi in computer nel settore dell'educazione.
In termini di dispositivi venduti, invece, è Microsoft a guidare ancora le fila: circa 4,9 milioni di dispositivi Windows tra notebook e desktop computer sono stati distribuiti nelle scuole. Numeri che permettono a Redmond di detenere il 38 per cento circa di market share.

Sono i dispositivi Chromebook a rischiare di sparigliare questa situazione di sostanziale pareggio: 3,9 milioni di dispositivi con il sistema operativo Google sono stati distribuiti nelle scuole nel 2014, una crescita nelle vendite di più del 310 per cento rispetto all'anno precedente.

Si tratta di numeri notevoli rispetto al calo di vendite (da 2,9 a 2,7 milioni) di iPad e al volume di vendite di Microsoft: nel primo semestre del 2015, d'altra parte, sono stati distribuiti 2,4 milioni di Chromebook contro 2,2 milioni di dispositivi Windows.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • AttualitàLos Angeles, stop agli iPad a scuolaInterrotto il programma di fornitura per presunto conflitto d'interessi. Nel frattempo continuano le indiscrezioni sugli schermi più grandi che dovrebbero trovare spazio su iPad e iPhone
  • TecnologiaScuola, il tablet lo porta News CorpPronto un dispositivo da 10 pollici basato su Jelly Bean, a disposizione di studenti ed insegnanti. Al prezzo di 299 dollari, offerto da Amplify, divisione educativa dell'impero di Rupert Murdoch
1 Commenti alla Notizia Chromebook, la classe non è iPad
Ordina
  • La roba elettronica in classe e' solo fonte di distrazione, non deve essere il mezzo ma il contenuto ad avere l'attenzione dello studente.

    Informazioni ottenute troppo facilmente altrettanto facilmete vengono dimenticate e allo studente non rimane nulla, il solo fatto di tappare uno schermo anziche' leggere e scrivere induce ad una regressione mentale.

    Chi ha usato pesantemente la calcolatrice durante il suo ciclo di studi adesso e' in seria difficolta' a fare un semplice calcolo mentale oppure ad incolonnare i numeri, la prima cosa che fa e' cercare una calcolatrice quando deve fare un conto e non eseguirlo mentalmente, si e' di fatto venuta a creare una dipendenza, se oltre a questo aspetto ne aggiungiamo tanti altri a lungo termine cosa si verra' a creare?

    La scuola serve per dare e non a togliere
    non+autenticato