Claudio Tamburrino

Airbnb, Parigi val ben una tassa

Mentre Uber continua la sua battaglia per convincere le autoritÓ, il servizio che propone in offerta stanze di privati accetta di raccogliere tasse sugli affitti dei turisti

Roma - Airnbnb ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Parigi per iniziare a raccogliere le tasse sugli affitti dei turisti previste dal Comune.

Pur rappresentando, al pari di altri servizi della sharing economy, una startup che sta sparigliando il mercato di riferimento (in questo caso quello degli affitti e degli alberghi), Airbnb dimostra ben più di protagonisti come Uber la capacità di saper dialogare con le autorità e scendere a compromessi prima che le problematiche diventino insormontabili.

Così, mentre Uber deve vedersela con scontri ed opposizioni sparse per il mondo (da ultimo è Rio de Janeiro a votare per il bando del suo servizio), Airbnb ha già trovato accordi con 9 città tra cui San Francisco (sua sede), Portland e Amsterdam.
A queste si aggiungerà a partire dal prossimo primo ottobre Parigi, che rappresenta anche il suo più grande mercato, con le 50mila inserzioni dei suoi utenti: con l'accordo ora sottoscritto Airbnb accetta di organizzarsi per il pagamento automatico della tassa di soggiorno a cui sono sottoposti i turisti di passaggio nella Ville Lumière, 83 centesimi a persona per notte.

Così, anche se non mancano attriti tra Airbnb od i suoi utenti ed alcune autorità locali, il servizio dimostra di voler continuare a perseguire una politica accomodante nei confronti delle autorità, mossa che le permette di ottenere il placet della città in cui il suo mercato è più ricco: "Siamo grati di avere l'opportunità di lavorare insieme alle autorità in Francia - spiega Airbnb contestualmente all'annuncio - e siamo orgogliosi di poter lanciare questo nuovo accordo nella nostra città numero uno".

Claudio Tamburrino
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9 Commenti alla Notizia Airbnb, Parigi val ben una tassa
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  • Con Airbnb mi sono trovato veramente bene: vai in casa di persone che di solito sono cordiali, intelligenti e fiduciose verso il prossimo. Un'altro pianeta rispetto agli hotel o ai B&B. Chi ciancia di rischio per "le garanzie per il cliente" e "gli standard di qualità" lo fa per difendere il proprio orticello oppure è un utente che non riesce a distinguere da sé la qualità delle cose.

    Inoltre Airbnb è la dimostrazione che il sistema fiscale in materia è totalmente sbagliato. "A norma di legge" esistono solo strutture che costano uno sproposito e che comunque evadono alla grande (fattura? Quale fattura?). Il privato che condivide una stanza con Airbnb - conti alla mano - ci può tirare fuori 600 euro al mese nella bella stagione, a fronte di un impegno notevole: pulire, seguire il cliente, ecc., non certo un business! Ma se gli applichi tutti i vincoli di legge quel tipo di offerta semplicemente scompare. Quindi in Italia o dormi sotto un punte o prendi una stanza puzzolente da 70 eruo a notte. Perché non esiste un'offerta per camere in appartamenti condivisi a 35 euro a notte? Airbnb è la dimostrazione che persone disponibili a farlo ci sono...
    non+autenticato
  • - Scritto da: N.R.
    > Quindi in Italia o dormi sotto un punte
    > o prendi una stanza puzzolente da 70 eruo a
    > notte. Perché non esiste un'offerta per camere in
    > appartamenti condivisi a 35 euro a notte? Airbnb
    > è la dimostrazione che persone disponibili a
    > farlo ci
    > sono...

    oddio, in realtà è la dimostrazione che senza tasse puoi offrire servizi a buon prezzo. la differenza che citi in esempio, 35 airbnb vs 70 albergo, non basta neppure a pagare tutte le imposte a cui sono soggetti questi ultimi (non solo tassa di soggiorno, ma iva, irap, irpef, tasi e imu più alti per le attività, ecc ecc...).
    va trovata, e anche in fretta, una soluzione altrimenti mettiamo in crisi l'industria turistica tradizionale, per poi dover correre ai ripari andando a cercare altrove il gettito mancante.

    questo imo non vuol dire chiudere airbnb, ma piuttosto mettere tutti nelle stesse condizioni o perlomeno limare l'attuale enorme distanza: semplificare le attività imprenditoriali da un lato, omogenerizzare la tassazione dall'altra.
    non+autenticato
  • Ma quanto deve costare una camera in abitazione condivisa presso un privato? Se "a norma di legge" viene a costare come un albergo è evidente che è vessatoria la legge! Oltre che vessatoria è a protezione della categoria, contraria al libero mercato e quindi agli interessi dei cittadini.

    Da un albergo io ottengo tutta una serie di servizi che se vado ospite di un privato non ho (come non li ho quando sono a casa mia), es. il piano di evacuazione affisso in ogni camera, gli estintori al piano, il portiere, l'associazione consumatori che ti difende, ecc. Ad esempio quando vado ospite può anche capitare che vengo cacciato se non sono gradito al proprietario di casa.

    Airbnb consente questo, la lobby degli albergatori vuole semplicemente che sia vietato a norma di legge. Io non ho dubbi da che parte stare!
    non+autenticato
  • - Scritto da: N.R.
    > Ma quanto deve costare una camera in abitazione
    > condivisa presso un privato? Se "a norma di
    > legge" viene a costare come un albergo è evidente
    > che è vessatoria la legge! Oltre che vessatoria è
    > a protezione della categoria, contraria al libero
    > mercato e quindi agli interessi dei
    > cittadini.
    >
    > Da un albergo io ottengo tutta una serie di
    > servizi che se vado ospite di un privato non ho
    > (come non li ho quando sono a casa mia), es. il
    > piano di evacuazione affisso in ogni camera, gli
    > estintori al piano, il portiere, l'associazione
    > consumatori che ti difende, ecc. Ad esempio
    > quando vado ospite può anche capitare che vengo
    > cacciato se non sono gradito al proprietario di
    > casa.
    >
    > Airbnb consente questo, la lobby degli
    > albergatori vuole semplicemente che sia vietato a
    > norma di legge. Io non ho dubbi da che parte
    > stare!

    la metti sul piano del libero mercato, ti seguo volentieri. non fosse altro che parlavo della stessa cosa, se mi rileggi non ho mai parlato di costi unificati a norma di legge quanto piuttosto di pari condizioni.

    diamo quindi pure la possibilità ad un privato (beninteso nella categoria rientra anche il benestante che ha 5, 10, xxx appartamenti) di offrire tale servizio, ma per ottemperare alla libera concorrenza e agli interessi del cittadino diamo la stessa possibilità a chi ha un'attività alberghiera.
    la metto semplice, parimenti si dia a questi la possibilità di affittare alcune camere, o tutte se preferisce, con airbnb o sistema analogo, a fronte ovviamente degli stessi diritti/doveri in termini di obblighi di sicurezza e di tassazione di quella parte di proventi di un qualsiasi utente.

    sicuri che la famigerata lobby degli albergatori sia davvero contraria?
    non+autenticato
  • Questo è mercato nero. e basta! Se un giorno vi capitasse di trovare un delinquente come proprietario del b&b o del "taxi" fatti vostri, avete accettato la sharing economy.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Emanuele
    > Questo è mercato nero. e basta! Se un giorno vi
    > capitasse di trovare un delinquente come
    > proprietario del b&b o del "taxi" fatti vostri,
    > avete accettato la sharing economy.

    La disorganizzazione di stato provoca queste cose...

    La classica mancanza di un'offerta degna di quella pirata e che favorisce la pirateria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Emanuele
    > Questo è mercato nero. e basta! Se un giorno vi
    > capitasse di trovare un delinquente come
    > proprietario del b&b o del "taxi" fatti vostri,
    > avete accettato la sharing economy.

    Sfortunatamente capita anche con l'offerta "ufficiale". O devo ricordarti quante volte, solo in Italia, albergatori e ristoratori sono stati beccati a truffare turisti stranieri
    Izio01
    4255
  • - Scritto da: Izio01
    > Sfortunatamente capita anche con l'offerta
    > "ufficiale". O devo ricordarti quante volte, solo
    > in Italia, albergatori e ristoratori sono stati
    > beccati a truffare turisti stranieri
    Non solo stranieri, ci provano anche con i locali. Poi se vengono sgamati accusano il governo che le troppe tasse non permettono di vivere e quindi ...
    non+autenticato
  • ... e giustamente un "tizio" che lavora in questa attività guadagnandoci (cioè un'impresa) deve avere gli stessi obblighi, anche burocratici, degli altri "attori" sul mercato. Quindi, se gli altri gestiscono le tasse di soggiorno, giusto che lo faccia anche Airbnb
    non+autenticato