Alfonso Maruccia

Google, ingegneri del codice arruolati tramite Search

Risolvere un enigma di programmazione potrebbe aprire le porte del Googleplex a chi ancora non sa di essere sulla lista dei potenziali impiegati del colosso americano. Da Mountain View confermano, tramite puzzle esadecimale

Roma - Il programmatore Max Rosett è da poco entrato a far parte della élite dei diependenti di Google, e come lui stesso ha documentato online il lavoro al Googleplex è arrivato da lui senza che pensasse di candidarsi per un impiego in quel di Mountain View.


L'incontro apparentemente casuale tra Rosett e le bizzarre procedure di assunzione di Google è partito da una ricerca online dei termini "python lambda function list comprehension", ricerca che ha provocato la comparsa di un box di invito a una "sfida" in rete che ha infine indirizzato il programmatore su foo.bar.

La pagina Web rappresenta un test di programmazione già usato da Google in passato, e anche nel caso di Rosett la soluzione di alcuni problemi "richiedenti una certa conoscenza degli algoritmi" si è conclusa con l'invito a spedire un curriculum via posta elettronica.
Rosett non se lo aspettava, ma alla fine quel curriculum si è trasformato in un invito a un colloquio a Mountain View, al passaggio attraverso le note procedure di assunzione di Google e infine alla firma del contratto di lavoro vero e proprio.

Interrogata sulla questione, la corporation californiana ha inviato in risposta un puzzle in numeri esadecimali (tradotto in "Puzzles are fun. Search on") che conferma implicitamente la veridicità della storia di Rosett. Che, da parte sua, dice di aver apprezzato la tattica di avvicinamento a mezzo foo.bar.

Alfonso Maruccia

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