Domenico Galimberti

Microsoft, Apple, Google: piattaforme e strategie

di D. Galimberti - C'è chi punta alle soluzioni universali come Redmond e Mountain View, c'è chi come Apple continua a credere nei compartimenti stagni legati dal cloud: obiettivi e tattiche per un mercato dei dispositivi sempre più vario

Roma - Qualche anno fa parlavamo dell'evoluzione dei sistemi operativi in relazione all'evoluzione delle interfacce, in particolare alla convergenza (o divergenza), tra il computer classico e i dispositivi mobili. Il passaggio evolutivo è per certi versi obbligato, legato al fatto che il mondo dell'informatica si è arricchito di nuovi dispositivi: ai computer tradizionali si sono affiancati smartphone e tablet, con nuove funzioni ma schermi necessariamente più piccoli, da tenere letteralmente in mano, che hanno richiesto nuove modalità di interazione. Anche il recente avvento degli smartwatch (in realtà non ancora consacrato da un vero e proprio successo su larga scala) o più in generale dei cosiddetti "indossabili", ha richiesto ulteriori evoluzioni, ma di questo accenneremo solo più avanti.

Tornando al successo di smartphone e tablet, Microsoft qualche anno fa prese coscienza (grazie al nuovo CEO Nadella) del fatto che la società era passata da una posizione dominante nel mondo dei Personal Computer, ad una posizione di assoluta minoranza quando, nella "famiglia allargata" dell'informatica, si includevano anche smartphone e tablet. Qualche tempo dopo Nadella fece trasparire quella che sarebbe stata la futura (attualmente già in parte attuata) strategia di Microsoft, una strategia che sarebbe passata dall'offerta di servizi cloud accessibili da tutti i sistemi. Dopotutto il cavallo di battaglia di Redmond, prima ancora di Windows, è la suite Office: per mantenere un certo predominio era naturale puntare ad offrire Office su tutti i sistemi abbinandolo ai propri servizi cloud, così da stabilire un certo legame con Microsoft proprio dove Redmond è più debole, cioè su smartphone e tablet. Si tratta di una posizione e una strategia sicuramente condivisibile, anche se a mio avviso non copre la totalità dei possibili utilizzi di questi nuovi strumenti, anzi: pensando all'utilizzo consumistico dei telefoni cellulari, credo che le persone che confidano in un utilizzo "serio" di Office sullo schermo di uno smartphone siano davvero una percentuale molto ridotta.

Su questo aspetto però entrano in gioco Windows 10 e Continuum. Diverso il caso dei tablet, ed infatti è proprio lì che Microsoft sta riguadagnando un po' di mercato, grazie anche alla scelta di molti produttori di realizzare dispositivi "convertibili", che possono fare tanto da tablet quanto da notebook, scelta che personalmente non trovo molto attraente ma che per alcuni unisce l'aspetto lavorativo/professionale a quello più ricreativo: anche in questo settore il punto di forza è legato al nuovo sistema operativo di Microsoft e alle sue capacità di adattabilità dell'interfaccia grazie al già citato Continuum.
Riallacciandoci più direttamente a quanto detto qualche anno fa, con Windows 10 Redmond ha realizzato un unico sistema per tutti i dispositivi: con questa scelta non solo l'esperienza d'uso è necessariamente identica e ripetuta su ogni dispositivo utilizzato quotidianamente, ma si ha a che fare proprio col medesimo sistema e in molti casi con le stesse applicazioni. Anche gli smartphone, che per ovvi motivi richiedono qualche distinzione in più (e sono oggetto di una variante specifica del sistema) possono contare su Continuum per offrire delle funzionalità desktop (seppur limitate) quando collegati a monitor e tastiera. In definitiva Continuum potrebbe essere il punto di forza di Microsoft, consentendo a Windows 10 di adattare la propria interfaccia per offrire di volta in volta il giusto livello di interazione: certo questo comporta del lavoro in più dal punto di vista dello sviluppo del software, perlomeno per chi desidera realizzare applicazioni "universali", ma la situazione non è dissimile da quando i sistemi sono già diversi in partenza.

Parlando di portatili convertibili, o di tablet che si possono trasformare in notebook semplicemente collegandoci una tastiera, il vantaggio per l'utente è evidente, perlomeno per certe tipologie di utente: considerando che il mercato dei tablet sembra rallentare, puntare su quei dispositivi che non sono tablet puri potrebbe essere una mossa interessante.

Resta sempre un po' meno evidente il vantaggio di questa strategia se parliamo di telefoni: anche ipotizzando che i limiti tecnici possano sparire (o diventare sempre meno importanti) col passare degli anni, il telefono è visto ancora come un accessorio, e la fascia degli utenti a cui sono destinati gli smartphone non è la stessa che si destreggia ad utilizzare Office su computer e tablet... Senza considerare che queste funzionalità saranno disponibili solo sui modelli più prestanti, e presumibilmente più costosi. Considerando poi che una delle pecche di Windows Mobile è proprio la sua cronica carenza di software, non sorprende quindi che Microsoft abbia investito tempo e risorse per consentire alle applicazioni Android di girare anche su Windows Mobile, e nel contempo abbia offerto agli sviluppatori iOS tutti gli strumenti per convertire le app iOS in app per Windows; resta da chiedersi se questa scelta porterà veramente benefici o si ritorcerà contro Redmond: perché mai uno sviluppatore dovrebbe realizzare un'app per Windows Mobile se può realizzarla per Android "sperando" nella compatibilità offerta da Microsoft, o per iOS puntando a maggiori possibilità di guadagno? I precedenti non sono favorevoli a questa soluzione, ma è la prima volta che viene applicata agli smartphone, e siccome rappresenta solo un punto della strategia di Microsoft, solo tra qualche anno ne vedremo i risultati.
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23 Commenti alla Notizia Microsoft, Apple, Google: piattaforme e strategie
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  • A proposito di nuove strategie, negli USA M$ ha improvvisamente scatenato una campagna anti Chromebook; molti si sono chiesti il perché, visto che i laptop di Google sembrano rappresentare un segmento di nicchia.
    Il mistero è stato chiarito quando sono state pubblicate le statistiche sulla diffusione dei vari SO (su laptop) in ambito Business e Educational (software educativo per le scuole):

    2013 - Windows 66.2%, Apple 19.2%, Google 14.6%
    2014 - Windows 64.8%, Google 23.5%, Apple 11.7%
    2015 - Windows 59.3%, Google 30.3%, Apple 10.3%

    In pratica, M$ se la sta facendo addosso nel vedere i Chromebook di Google crescere sempre di più negli USA proprio a scapito del laptop con Windows in quel particolare segmento di mercato.

    L'esultanza di M$ per il successo di Windows 10 quindi è una vera e propria reazione isterica dato che a Redmond sanno benissimo che il loro predominio nel settore desktop è l'unica barriera che li separa dal fallimento.
    Ecco allora che M$ reagisce contro i Chromebox con i consueti metodi già applicati a Pescara contro OpenOffice e in Nigeria contro Mandrake che aveva vinto l'appalto per equipaggiare gli OLPC.
    non+autenticato
  • Magari può essere perchè hanno finalmente delle alternative?

    Comunque non capisco come uno possa aprezzare un Chromebook che è ancora più chiuso di un sistema Windows. Non parliamo poi di privacy... ma probabilmente se è qualcuno diverso da Microsoft va bene a prescidere.
  • - Scritto da: Zucca Vuota

    > Comunque non capisco come uno possa aprezzare un
    > Chromebook che è ancora più chiuso di un sistema
    > Windows. Non parliamo poi di privacy... ma
    > probabilmente se è qualcuno diverso da Microsoft
    > va bene a
    > prescidere.

    quindi esiste un complotto di tutti gli smanettoni per nascondere lo spyware presente in ChromeOS?

    non è che magari non c'è nessuno spyware in ChromeOS? e del resto nessuno sano di mente infilerebbe uno spyware in un sistema operativo che cerca di diffondersi

    riguardo la chiusura, basti dire che con un banale switch il computer si "libera" e ci si può installare ciò che si vuole

    senza contare che è libero fino al firmware ( usa coreboot )

    di computer così liberi non ne vedo molti in giro

    ChromeOS semmai è un sistema volutamente castrato, creato per impedire all'utonto di fare danni eccessivi
    non+autenticato
  • ChromeOS è un sistema cloud integrato con i servizi Google che richiedono l'accettazione di un contratto per l'utilizzo. Leggilo e confrontalo con quello Microsoft. Poi spiegami perchè Google va bene e Microsoft no.

    P.S.: sui miei PC con Windows, BIOS o UEFI, puoi installare ciò che vuoi. Ma non era questo il punto.
  • - Scritto da: Zucca Vuota
    > Magari può essere perchè hanno finalmente delle
    > alternative?
    >
    > Comunque non capisco come uno possa aprezzare un
    > Chromebook

    Ciccio bello: prezzo estremamente concorrenziale, i servizi gogol sono molto meglio di quelli microsoft, la batteria dura parecchio, boot fulmineo, esteticamente sono più belli dell' orripilante surface.

    > che è ancora più chiuso di un sistema
    > Windows.

    Sei un fan del closed solo quando la mercanzia proviene da Redimmond? Ah sento puzza di markettaro, tanfo insopportabile.

    > Non parliamo poi di privacy...

    Tu sei un utente windows 9, non hai la faccia per parlare di privacy.

    > ma
    > probabilmente se è qualcuno diverso da Microsoft
    > va bene a
    > prescidere.

    Vero, i monopoli vanno abbattuti.
    non+autenticato
  • CVD. Se è Microsoft non va bene a prescindere, se è altro invece è OK.
    Tra 10 anni qualcuno sarà qui a lamentarsi di Google.
  • Ci lamentiamo ANCHE di gughol da un bel pezzo senza fare due pesi e due misure come fanno i piazzisti quando gli rodono una grossa fetta di mercato, i cessi che producono affle e microfrost sono sempre più cari e meno efficienti, non è colpa di golog se il pubblico si è svegliato e con quei soldi compra 3 chromeloop oltretutto più performanti.

    Markettari, abbassate i prezzi se ci tenete tanto a mantenere le quote di market share e fatevi concorrenza HAHA!

    Piccola parentesi: il sentore è che nel mondo rosicone dei mercanti in chiave IT Gogol sta sullo stomaco perchè fa concorrenza invece di fare accordi sotto banco (mic applez coff coff).

    Privacy, sicurezza, libertà di utilizzo/copia/distribuzione/studio/modifica del software sono argomenti che hai scelto di ignorare... voglio dire: che problemi ti fai ad usare un chromefood da winaro, il trapano è lo stesso (3 le3tt3r3) cambia solo la punta.
    non+autenticato
  • In effetti il chrome os non è altro che una distro Linux fatta da google.
    Però trovarla già prona sul PC fa gola a molti utenti.
    non+autenticato
  • Certo che parlare di piattaforma Microsoft e non citare Azure mi pare un po' limitato.

    Poi sull'approccio multipiattaforma di Microsoft ci sarebbe molto da aggiungere (Cortana o Xamarin ad esempio).

    Infine Nadella a me piace abbastanza ma non è che sia lui l'inventore di questa strategia. Molte parti erano già in atto e create sotto Ballmer.
  • Se ne parla anche troppo di markette come piacciono a te, comunque questo spazio è del Galimba e fa quello che gli pare zucchine o non zucchine.

    Se vuoi ampliare le già abbondanti markette in favore di microfot puoi sempre aprirti un blog tutto tuo e levarti dal... sparare le tue news.
    non+autenticato
  • Caro mio, se parli di strategia di piattaforma Microsoft non puoi prescindere da Azure.
    Per il resto insulta quanto vuoi.
  • - Scritto da: Zucca Vuota
    > Caro mio, se parli di strategia di piattaforma
    > Microsoft non puoi prescindere da Azure.
    >
    > Per il resto insulta quanto vuoi.
    se vuoi, ti do ragione io.Con la lingua fuori il galimba ha si nominato 'servizi cloud' parlando di M$, ma si e' soffermato solo sui gadget per utenti, dimenticando quasi del tutto framework (azure per es, alias l'AWS in salsa M$) che e' forse anche piu' invasivo e pericoloso... nella ormai imperante strategia "fate le vostre cose nei computer di qualcun'altro (aka i miei a redmond)"A bocca storta
    non+autenticato
  • Ballmer chi? Questo?

    http://www.theregister.co.uk/2001/06/02/ballmer_li.../

    Lo stratega del FUD.

    ps: lui (la Zucca) non ha capito il perchè del nick "Zucca di Halloween".
    non+autenticato
  • Più che di Linux parlava di GPL.

    Ma questi sono argomenti di molti anni fa e se non hai capito il suo ragionamento allora non lo puoi certo capire adesso.

    Guarda caso oggi Microsoft fornisce una marea di cose open source e partecipa in diverse organizzazioni open (Apache per esempio, da prima di Nadella) ma non rilascia praticamente nulla in GPL.
  • - Scritto da: Zucca Vuota
    > Più che di Linux parlava di GPL.
    >
    > Ma questi sono argomenti di molti anni fa e se
    > non hai capito il suo ragionamento allora non lo
    > puoi certo capire
    > adesso.
    >
    > Guarda caso oggi Microsoft fornisce una marea di
    > cose open source e partecipa in diverse
    > organizzazioni open (Apache per esempio, da prima
    > di Nadella) ma non rilascia praticamente nulla in
    > GPL.
    Apache... già.
    http://www.italovignoli.com/tutto-quello-che-avrei.../
    http://www.italovignoli.com/quelli-che-apache-open.../
    non+autenticato
  • Mah...

    Com'è possibile che IBM voglia distruggere LibreOffice? Non sono più interessati alla cosa, vendevano la loro suite (Lotus Simphony), odiano Microsoft, sono uno sponsor del formato OpenDocument in ISO, vendono Apple, OpenOffice era fondamentalmente di SUN, ecc.

    Tra l'altro non viene neanche considerato il ruolo di Oracle dopo l'acquisizione di SUN.
  • a chiamare "collante" quello che normalmente verrebbe chiamato lock-in ... ma si sa' i macachi hanno un jargon tutto loroSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > a chiamare "collante" quello che normalmente
    > verrebbe chiamato lock-in ... ma si sa' i macachi
    > hanno un jargon tutto loroSorride

    Beh dai, collante vuol dire anche che ci rimani incollato.
  • - Scritto da: bradipao
    > - Scritto da: bubba
    > > a chiamare "collante" quello che normalmente
    > > verrebbe chiamato lock-in ... ma si sa' i
    > macachi
    > > hanno un jargon tutto loroSorride
    >
    > Beh dai, collante vuol dire anche che ci rimani
    > incollato.
    si beh.. un po come "it's not a bug, it's a feature"Sorride mah..
    non+autenticato
  • la parola che si sone inventati quelli del marketing e' ecosistema
    non+autenticato
  • - Scritto da: zagor
    > la parola che si sone inventati quelli del
    > marketing e'
    > ecosistema

    Caratteristiche di un ecosistema, tratto da wikipedia:

    Gli ecosistemi presentano quattro caratteristiche comuni:

    1) sono sistemi aperti;
    2) sono strutture interconnesse con altri ecosistemi;
    3) tendono a raggiungere e a mantenere nel tempo un certo equilibrio dinamico e quindi una particolare stabilità mutevole;
    4) sono sempre formati da una componente abiotica e da una componente biotica.

    Gli ecosistemi markettari invece, tratto da "le mie considerazioni", se vi piacciono bene altrimenti pace:

    1) sono chiusi;
    2) sono molto, ma molto restii verso gli altri ecosistemi;
    3) tendono a sparire in fretta: obsolescenza programmata;
    4) sono sempre formati da hardware e software, componenti totalmente inanimati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: zagor


    Non è giusto che tu vieni ancora pubblicato e io no.
    non+autenticato