Alfonso Maruccia

Apple assume per il machine learning

Indiscrezioni di stampa parlano di una Cupertino indaffarata a cercare nuove, brillanti menti esperte nello sviluppo di algoritmi intelligenti, una branca in cui i professionisti sono ambiti

Roma - Presto gli utenti di iOS saranno assistiti in tutte le loro esigenze, anticipati da algoritmi "intelligenti" delle future versioni del sistema operativo mobile di Apple: la realizzazione di quello che potrebbe essere un sogno per certi adepti della Mela passa per l'assunzione di "almeno" 86 esperti specializzati nell'ambito del machine learning, dicono le indiscrezioni, un settore tecnologico ad alto livello di specializzazione caratterizzato da una concorrenza senza tregua fra i potenziali datori di lavoro.

La ricerca in materia di algoritmi di apprendimento interessa oramai tutti i grandi nomi dell'IT, dalla solita Google a Twitter, passando per Amazon, Microsoft e tanti altri ancora, e tutte le corporation sono convinte della necessità di "aumentare" l'intelligenza di app, software e servizi a beneficio di utenti sempre più eterodiretti agevolati nella gestione di appuntamenti, le potenziali relazioni interpersonali (lavorative e non) e tutto quanto.

Già con iOS 9, la nuova release dell'OS mobile in arrivo questo autunno, Apple dovrebbe cominciare a fornire funzionalità "predittive" nelle app integrate con suggerimenti sui contatti per le email, i giochi (a casa) e le app professionali (al lavoro) da scaricare e la playlist da suonare in auto tramite collegamento Bluetooth con l'iPhone.
Diversamente da un'azienda che fa i soldi con l'advertising come Google, Apple auspica di applicare la lezione del machine learning ai dati degli utenti senza tracciare le loro abitudini per scopi diversi da quelli della personalizzazione: iOS sarà in grado di fornire suggerimenti utili senza per questo cominciare a leggere il testo dei messaggi e delle email spedite da gadget mobile, augurabilmente, e per farlo a Cupertino avranno bisogno di "data scientist" che tengano a cuore la privacy oltre all'accesso alle informazioni sensibili e personali.

Alfonso Maruccia
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