Luca Annunziata

Apple ha bisogno di Microsoft per iPad, e viceversa

La comparsa dell'azienda di Redmond durante il keynote di Cupertino segna una svolta nelle prospettive di Office e del tablet con la mela

Roma - "Chi ne sa più di produttività di Microsoft?": la domanda con la quale Tim Cook ha accolto sul palco del keynote Apple quelli che un tempo erano stati gli arci-nemici di Windows è una sorta di cartina di tornasole dello sviluppo delle due aziende. Microsoft che sceglie l'evento di Apple per fare un annuncio su Office, Apple che fa ricorso a Microsoft per mostrare le capacità del suo iPad Pro e della sua Pencil da 99 dollari.

Per entrambe le aziende si tratta di un momento cruciale: sotto la guida di Satya Nadella, Microsoft ha abbandonato l'abitudine di considerare Office e altri prodotti analoghi come un bene esclusivo da riservare unicamente agli utenti dei sistemi operativi di casa, e da ormai diversi mesi Office ha fatto il suo debutto su iOS e Android. In particolare su iPad è disponibile una delle migliori implementazioni di Word, Excel e Powerpoint dopo quelle per Windows, e i cambiamenti introdotti ieri dimostrano un certo grado di attenzione verso la piattaforma.

Le nuove versioni delle app Office per iOS, destinate a equipaggiare iOS 9 e ovviamente a sfruttare al massimo iPad Pro, si arricchiscono di funzioni specifiche: supporto al multitasking, e sopratutto la tecnologia necessaria a sfruttare al meglio l'inchiostro elettronico rilasciato dalla nuova Pencil di Apple. Una scelta che non deve essere risultata troppo complessa per Microsoft, visto che già da tempo ha in casa una soluzione del tutto analoga all'iPad Pro con Apple Pencil: ovvero il Surface Pro.
A ben guardare non c'è molta differenza tra i due prodotti: entrambi montano uno schermo UHD da 12 pollici, entrambi hanno un aggancio magnetico per una tastiera-cover esterna, entrambi tra gli optional contano uno stilo. In più il Surface ha anche un sostegno posteriore orientabile, mentre iPad necessita di una meccanismo interno. L'autentica differenza tra i due è ovviamente costituita dal sistema operativo: Windows 10 per Microsoft, con ormai piena compatibilità con l'universo di applicazioni desktop x86, iOS per l'iPad che lo tiene confinato alle app e al mondo mobile.

Anche sotto questa luce il ricorso di Apple a Microsoft non è un caso. L'unica autentica novità presentata per i tablet di Cupertino è costituita dall'iPad Pro, mentre il resto della gamma è rimasto invariato fatta eccezione per il nuovo iPad Mini 4 che è praticamente un iPhone 6 dello scorso anno ridimensionato nella diagonale dello schermo. Le vendite dei tablet non sono più quelle di un tempo, e le mosse di Apple sono ovvie: ridurre l'investimento in sviluppo per massimizzare i margini con prodotti già consolidati, cercare nuove forme di impiego per la tecnologia esistente.


Il passo più ovvio è andare verso la formula del 2in1, che stanno battendo da tempo tanti marchi che si focalizzano su Windows, e che Microsoft ha fatto nascere col suo Surface. La matita, lo stilo che Steve Jobs aveva dileggiato all'epoca del lancio del primo iPhone, è utile proprio in questo senso: le esigenze degli utenti sono cambiate da quando i tablet furono annunciati la prima volta, e la Pencil si offre proprio a un pubblico che fino a oggi è stato monopolizzato da altri produttori e prodotti.

Quando verranno svelati i prezzi ufficiali per l'Italia del nuovo iPad scopriremo anche quanto questa competizione tra PC e prodotti post-PC sarà o meno ad armi pari. Senza dubbio, già ora possiamo dire che i PC hanno resistito ancora una volta all'assalto di nuovi formati e i tablet stanno finendo per assomigliare sempre di più in foggia e funzioni ai cari vecchi laptop.

Luca Annunziata