Claudio Tamburrino

UberPop, ghigliottina costituzionale

Confermata dalla Corte Costituizionale francese l'illegalità del servizio low cost della startup statunitense

Roma - Il Consiglio Costituzionale francese ha confermato la validità della normativa che aveva decretato illegale l'app della startup statunitense Uber UberPop, il servizio che consente ad autisti occasionali di accogliere passeggeri per trasferimenti a basso costo.

Alla fine dello scorso anno, su pressione dei tassisti, il legislatore francese aveva approvato una normativa secondo cui solo i servizi di taxi riconosciuti e gli autisti certificati potessero operare un sistema che mettesse in contatto guidatori e passeggeri: a differenza del servizio base di Uber, UberPop mette possibili passeggeri in contatto con autisti non professionisti, per cui è di reso illegale da tale normativa nel paese.

Uber aveva dunque fatto ricorso Contro tale disposizione, contestandone la costituzionalità in forza della normativa sulla libera competizione. In attesa della decisioni del tribunale, in ogni caso, Uber aveva deciso autonomamente lo stop del servizio nel paese: a spingerla a tale decisione erano state le violenze ai danni dei suoi autisti e delle loro auto.
La stessa contestazione che aveva portato il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve ad emettere un comunicato con cui chiedeva di riconoscere l'illegalità di UberPop sulla base di tale normativa, in un'invocazione che faceva peraltro eco a quella del Presidente François Hollande che parlava della necessità di "dichiarare illegale UberPOP".
Ora il Consiglio Costituzionale ha stabilito che la norma in oggetto non è discriminatoria nei confronti del servizi di car sharing ma si limita a regolarizzare il settore, respingendo il ricorso di Uber.

La decisione, in ogni caso, non influenza il principale servizio di Uber che mette in contatto gli utenti con autisti dotati di regolare licenza.

Claudio Tamburrino
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9 Commenti alla Notizia UberPop, ghigliottina costituzionale
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  • Intanto la concorrenza di UBER a qualcosa e' servita.

    Senza di loro, non ci sarebbe mai stata questa cosa:
    http://www.alvolante.it/news/mytaxy-app-taxi-milan...
  • Usare Uber è un crimine... roba da veri e propri psicopatici! Indiavolato
    non+autenticato
  • Non poteva essere altrimenti


    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/29/lavoro-.../

    "Uber non paga i contributi Inps e Inail ai lavoratori, ma i conducenti di Uber Pop sanno che non avranno pensioni e che non potranno vedersi liquidato un eventuale infortunio sul lavoro."

    E meno male che ci sono giovani entusiati per la loro rivoluzione "schiavista"


    Secondo la sentenza di Milano

    «Aumenta il traffico, non garantisce la sicurezza e approfitta della fiducia dei giovani»

    Uberpop non serve «a limitare in alcun modo l'inquinamento o la concentrazione del traffico»

    Il servizio «abusivo» e «in concorrenza sleale»
    non+autenticato
  • - Scritto da: Calimero
    > Non poteva essere altrimenti
    >
    >
    > http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/29/lavoro-
    >

    Dell'articolo che hai linkato, però occorre citare anche:

    "Nuove nome più concorrenziali e meno protezionistiche, non solo per i taxi, ma per tutto il settore dei trasporti sono comunque necessarie per incontrare i favori del mercato dei trasporti oggi lontano dai livelli europei"

    "chissà se assieme al contingentamento delle licenze e alle barriere all’ingresso non si configuri un abuso di posizione dominante per i taxisti regolari"

    "Uber Pop sembra intercettare dei segmenti di mercato poco appetibili e trascurati per i taxisti: giovani, aree periferiche e corse notturne del sabato sera"

    Anch'io sono contro la deregolamentazione selvaggia, ma la situazione attuale, in particolare per quanto riguarda le licenze dei tassinari e le loro manifestazioni violente di fronte ad ogni ipotesi di sblocco, è secondo me insostenibile, non sta né in cielo né in terra.
    Izio01
    4151
  • E' semplicemente lavoro nero senza Inps e Inail e non e' ammissibile tutto il resto e' aria fritta
    non+autenticato
  • - Scritto da: DigDag
    > E' semplicemente lavoro nero senza Inps e Inail e
    > non e' ammissibile tutto il resto e' aria
    > fritta

    Scusa, ma... no.
    Ho già detto che sono contrario ad UberPop e, per intenderci, allo sfruttamento degli pseudo-tassisti. Però guarda che ci sono parecchi lavori dove non hai un datore di lavoro che ti paghi i contributi. Si chiamano lavori autonomi e non sono SEMPRE, PER FORZA una cosa negativa.
    Un po' come le ripetizioni: si può pretendere che uno studente che voglia tirare su qualche soldino venga assunto dai genitori dell'asinello, ceh verseranno fior di tasse e compileranno decine di moduli, a rischio ghigliottina in caso di errore. Secondo te quanti lo farebbero? Allora si può accettare il fatto che le ripetizioni siano sempre pagate in nero, o magari cercare una via di mezzo più intelligente. Ad esempio, mi risulta che si possano legalmente pagare le ripetizioni o altri piccoli lavori con dei coupon pre-tassati alla fonte, purché il guadagno annuo non superi un tot (probabilmente più altre ventimila limitazioni burocratico-italiote).
    Ecco, cercare di gestire nuove realtà e nuove esigenze per sottrarle all'illegalità senza soffocarle sul nascere, mi sembra un approccio più efficiente.
    Izio01
    4151
  • - Scritto da: DigDag
    > E' semplicemente lavoro nero senza Inps e Inail e
    > non e' ammissibile tutto il resto e' aria
    > fritta

    Quindi se il problema e' solo questo basterebbe rivedere il sistema delle licenze.

    1) ritirare tutte le licenze attuali e invalidarle

    2) rilasciare nuove licenze taxi NOMINATIVE E NON TRASFERIBILI per chi effettua l'attivita' di tassista a tempo pieno

    3) mettere a disposizione nuove licenze taxi temporanee per chi vuole effettuare l'attivita' in modo non continuativo (uberpop) e poter comunque essere soggetto a tassazione proporzionata a quella dei tassisti: esempio, se un tassista a tempo pieno dichiara 15.000 euro l'anno come da studi di settore, il tassista casuale dichiarera' 500, 1000 euro l'anno.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: DigDag
    > > E' semplicemente lavoro nero senza Inps e
    > Inail
    > e
    > > non e' ammissibile tutto il resto e' aria
    > > fritta
    >
    > Quindi se il problema e' solo questo basterebbe
    > rivedere il sistema delle licenze.
    >
    > 1) ritirare tutte le licenze attuali e invalidarle
    >
    > 2) rilasciare nuove licenze taxi NOMINATIVE E NON
    > TRASFERIBILI per chi effettua l'attivita' di
    > tassista a tempo pieno
    >
    > 3) mettere a disposizione nuove licenze taxi
    > temporanee per chi vuole effettuare l'attivita'
    > in modo non continuativo (uberpop) e poter
    > comunque essere soggetto a tassazione
    > proporzionata a quella dei tassisti: esempio, se
    > un tassista a tempo pieno dichiara 15.000 euro
    > l'anno come da studi di settore, il tassista
    > casuale dichiarera' 500, 1000 euro l'anno.

    Ma come ti quoto, soprattutto sui primi due punti!!!
    Izio01
    4151
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: DigDag
    > > E' semplicemente lavoro nero senza Inps e
    > Inail
    > e
    > > non e' ammissibile tutto il resto e' aria
    > > fritta
    >
    > Quindi se il problema e' solo questo basterebbe
    > rivedere il sistema delle
    > licenze.
    >
    > 1) ritirare tutte le licenze attuali e invalidarle
    >
    > 2) rilasciare nuove licenze taxi NOMINATIVE E NON
    > TRASFERIBILI per chi effettua l'attivita' di
    > tassista a tempo
    > pieno

    Infatti ogni secondo si deve trasportare qualcuno.
    non+autenticato