Claudio Tamburrino

Google.com, per un pugno di dollari

La storia dell'uomo che per un minuto acquistò (apparentemente) il nome a dominio più famoso e visitato del mondo

Roma - Nella notte del 29 settembre, anche se per appena un minuto, Google.com è stato di proprietà di Sanmay Ved, ex Googler che ha per caso cercato la disponibilità del nome a dominio su Google Domains.

Disponibile Google.com

In quelle ore notturne, Ved si trastullava sul servizio di registrazione di nomi a dominio di Mountain View e, invece di trovare l'atteso "non disponibile" per Google.com, a sorpresa si è imbattuto nel segno che indicava il nome a dominio come libero, con accanto il costo di appena 12 dollari.

Come racconta lui stesso, pur non credendo che fosse possibile, ha deciso di provare a concludere la trattativa ed è arrivato fino al punto di effettuare con successo il pagamento e ricevere la conferma d'acquisto di Google.com. A ulteriore conferma della conclusione positiva dell'operazione, poi, Vid ha verificato di poter visualizzare il nome a dominio nella sua lista di acquisti e nella sua Google Search Console relativa ai Google Webmaster Tools.
Convinto in ogni caso che si trattasse di un errore, l'ex googler ha informato Google Security che ha provveduto a porvi rimedio.

Non si tratta d'altra parte di un fortuito errore da parte degli amministratori di Google, come successo in passato per esempio a Microsoft con hotmail.co.uk o a Mediaset con il suo nome a dominio principale lasciato erroneamente scadere, ma di un bizzarro bug registrato dal sistema interno a Google Domains che non avrebbe potuto comunque condurre Vid all'inusitata botta di fortuna.

Alla base della peculiare situazione, probabilmente, vi è piuttosto un bug interno al sistema di acquisto e vendita di nomi a dominio di Google che non ha mai compromesso il reale controllo su Google.com: d'altra parte l'intera operazione di acquisto si è svolta su domains.google.com, che non sarebbe stato attivo in caso di scadenza di google.com in quanto suo dominio di terzo grado.

Inoltre Google.com è registrato da Mountain View attraverso un altro soggetto, scadrà solo nel 2020 ed un'analisi storica dei dati di WHOIS non mostra alcuna variazione registrata nella notte tra il 29 ed il 30 settembre.

Claudio Tamburrino

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