Claudio Tamburrino

Peeple, app per giudicare ed esser giudicati

Una coppia di donne lancia l'idea di un servizio per valutare da 1 a 5 le persone che si conoscono. E si scatenano le polemiche. Che si tratti di una trovata pubblicitaria?

Roma - Secondo diverse fonti che si sono iniziate ad esprimere da fine settembre, starebbe per essere lanciato un nuovo servizio che scavalca il concetto di social network per fare delle relazioni e delle persone un bene valutabile e giudicabile come un'attività commerciale, un prodotto od un servizio. L'applicazione in questione si chiamerà Peeple e promette di commentare ed assegnare un voto da una a cinque stelle "a chiunque tu conosca". E ben prima che diventi ufficiale ha già attirato titoli di articoli e polemiche.

Si parla, così, per esempio di "Yelp per le persone" e lo si descrive come la nuova frontiera della socialità via app: le persone sono talmente abituate a giudicare qualsiasi cosa, dai ristoranti alle agenzie governative, passando per le app, che l'idea di un sistema di valutazione anche per le persone stesse sarebbe solo la logica evoluzione del concetto di reputazione. C'è chi parla addirittura di "sorpresa" nel pensare che nessuno avesse avuto prima il coraggio di lanciare un'idea simile.

Coraggio, perché qualche problema certamente c'è: i primi che vengono in mente (raccolti anche nei commenti sulla relativa pagina Facebook) rispetto ad una tale ipotesi sono, in ordine sparso, le ingiurie, le antipatie, la soggettività delle relazioni, il cyberbullismo, lo stalking o le ripicche che non solo rendono quasi inimmaginabile un sistema di valutazione delle persone, ma anche potenzialmente giuridicamente rilevante.
Ad un ulteriore livello, poi, la questione diventa etica e riguarda la base stessa dell'app: com'è possibile dare un voto ad una persona al pari di qualsiasi prodotto commerciale?
Nonostante questo il progetto ha già raccolto mota visibilità e si parla già di una valutazione finanziaria di 7,6 milioni di dollari: l'hype ed i commenti intorno alla loro creatura, insomma, quelli di Peeple l'hanno finora saputa gestire molto bene, sfruttandola per raccogliere finanziamenti e sostegno.

Così in Rete si moltiplicano le interviste e una delle fondatrici dell'app, Julia Cordray, parla senza remore dell'opportunità di utilizzare un sistema di valutazione tanto utile al momento di comprare un'auto o scegliere un ristorante anche in altri aspetti della vita di tutti i giorni.
Cordray, d'altra parte, dice di non veder alcun motivo per cui qualcuno non dovrebbe desiderare mettere "in mostra il proprio carattere" online. L'altra co-fondatrice poi - Nicole McCullough - parla di un altro possibile utilizzo del servizio: avere ulteriori dati per decidere di chi fidarsi riguardo alle persone cui affidare i propri figli ed è per questo che sottolinea come "le funzioni di integrità" saranno particolarmente rigorose su Peeple: respinge, insomma, subito al mittente le accuse di possibili utilizzi per il cyberbullismo o per diffondere contenuti umilianti.

Anche per questo per utilizzare l'app, spiegano le due, sarà necessario avere più di 21 anni, un riconosciuto profilo Facebook (che funge dunque come una sorta di carta d'identità online) e si potranno esprimere commenti solo su persone che si conoscono realmente: ad ulteriore salvaguardia (ed al contempo minaccia per la privacy dato che si contempera l'ipotesi che un terzo divulghi il numero di telefono, probabilmente trovando eventuale conferma sui dati caricati su Facebook) si potrà aggiungere al database di Peeple una persona solo conoscendone il numero di cellulare.

Tre le aree di possibile conoscenza: personale, professionale o sentimentale. I commenti positivi saranno immediatamente visualizzati sulla piattaforma, mentre quelli negativi dovranno passare un controllo di qualità, saranno automaticamente eliminati quelli sessisti, relativi alle condizioni di salute o contenenti profanità e saranno sospesi in una finestra privata di 48 ore in caso di controversie: chiunque non sia registrato al sito non potrà contestare i commenti negativi e pertanto il suo profilo mostrerà solo quelli positivi. In ogni caso potranno essere presentate contestazioni anche in un secondo momento, quando eventualmente fossero già pubblicati.

Si tratta, evidentemente, di un'impostazione che vuole giocare sul sicuro, evitando le maggiori polemiche legate alle calunnie, alle offese ed ai contenuti violenti: tuttavia ciò non manca di sollevare critiche diverse, basate sul controllo dei contenuti, la censura ed una moderazione che appare (preventivamente) particolarmente presente.

L'idea, d'altra parte, è tanto estrema da far pensare ad una provocazione, uno scherzo, un fake o una trovata assolutamente pubblicitaria: alcune fonti collegano l'idea dell'app alla pubblicità di una web serie con protagoniste le due fondatrici e dedicata proprio al processo di sviluppo del servizio di valutazione delle persone. Oltre ai primi video divulgati attraverso il relativo profilo Twitter e Facebook ed alle indiscrezioni raccolte attraverso di essi dagli osservatori al momento,d'altronde, non c'è nulla di concreto.


Claudio Tamburrino
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14 Commenti alla Notizia Peeple, app per giudicare ed esser giudicati
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  • E' già sparita dal web e social. Hanno ricevuto minacce di morte e l'hanno fatta sparire.
    non+autenticato
  • Chiunque conosca il tuo numero di telefono potrà recensirti senza che tu lo sappia, a prescindere che tu abbia o meno facebook:
    https://www.washingtonpost.com/news/the-intersect/.../

    Inutile dire che come già sottolineato da altri, questa scemenza è manifestamente illegale e CRIMINALE in Italia, in gran parte d'europa, e secondo me anche in parecchi stati USA, per il solo fatto di permettere la diffusione di informazioni personali senza il consenso dell'interessato (in una recensione potrebbero essere presenti nome, cognome, informazioni professionali, idee politiche e personali, magari persino foto, ecc...), quindi è illegale a prescindere dalle possibili diffamazioni.

    Spero anch'io in oscuramenti e denunce, ma non basta, voglio anche indagini penali con annesse richieste d'estradizione per le due fondatrici cerebrolese.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Arciduca Onorario di Java

    > per il
    > solo fatto di permettere la diffusione di
    > informazioni personali senza il consenso
    > dell'interessato (in una recensione potrebbero
    > essere presenti nome, cognome, informazioni
    > professionali, idee politiche e personali, magari
    > persino foto, ecc...), quindi è illegale


    Un buon metodo per schedare le poche persone che resistono ai social... Questo prodotto sarà senza dubbio agevolato, anzi spinto con ogni mezzo, da tutti i governi spioni.

    Certo, ci saranno denunce e contro-denunce, se ne parlerà nei talk-show e sui giornali. Il solito teatrino insomma, col risultato che tutti verranno a conoscenza di questo strumento e lo useranno per togliersi i sassolini dalle scarpe facendo così il gioco degli spioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: hhhh

    > Questo prodotto sarà senza dubbio agevolato,
    > anzi spinto con ogni mezzo, da tutti i governi
    > spioni.

    Ma cosa vuoi che gliene freghi ai governi di semplici voti basati sulle stellete?
    A loro interessano i dati oggettivi, non le valutazioni soggettive del primo che passa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nnnn

    > Ma cosa vuoi che gliene freghi ai governi di
    > semplici voti basati sulle
    > stellete?

    mi sa che ti è sfuggita la parte del commento.
    non+autenticato
  • ma se viene implementata, quelli di PI sono recensiti dopo 20 minuti Sorride
    non+autenticato
  • Ma vi è davvero la necessità di un servizio simile?
    Poi questo punto non lo capisco..

    "... chiunque non sia registrato al sito non potrà contestare i commenti negativi e pertanto il suo profilo mostrerà solo quelli positivi."

    Che vantaggio avrei dunque nel registrarmi a questo "servizio"?
    E per le aziende invece come dovrebbe funzionare?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fogin Laied
    > Ma vi è davvero la necessità di un servizio
    > simile?
    > Poi questo punto non lo capisco..
    >
    > "... chiunque non sia registrato al sito non
    > potrà contestare i commenti negativi e pertanto
    > il suo profilo mostrerà solo quelli
    > positivi."

    Uno potrebbe scrivere cose negative nel testo della recensione, dando però un voto numerico alto. E comunque a prescindere dalla positività o meno della recensione, postare dati personali altrui senza permesso è un reato in gran parte dell'occidente.

    Spero siano sommersi di denunce (anche le famose querele temerarie, tipo 50 milioni di richiesta di risarcimento, così magari il recensore si becca un bell'infarto prima della sentenza), e che le autorità nazionali procedano a suon di oscuramenti e bavagli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ........... ......

    > Spero siano sommersi di denunce e
    > che le autorità nazionali procedano a suon di
    > oscuramenti e bavagli.

    Ma no dai, pensa al lato positivo della faccenda. Basterà che qualcuno ti valuti negativamente, così poi potrai "rifarti" abbondantemente con le dovute richieste di risarcimento.
    In fin dei conti, non tutto il male vien per nuocere. Occhiolino
    non+autenticato
  • l'esistenza del profilo Facebook sia un prerequisito, non solo per poter valutare, ma anche per essere valutato.

    A quel punto, per quel che mi riguarda, possono fare tutto quello che vogliono.

    Se uno è su Facebook con il proprio nome e cognome reale, ha già dato ampia autorizzazione a ricevere Like e Dislike. Ma quelli che se ne tengono fuori, dando valore alla propria Privacy, siano lasciati in pace.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker
    > l'esistenza del profilo Facebook sia un
    > prerequisito, non solo per poter valutare, ma
    > anche per essere
    > valutato.
    >
    > A quel punto, per quel che mi riguarda, possono
    > fare tutto quello che
    > vogliono.
    >
    > Se uno è su Facebook con il proprio nome e
    > cognome reale, ha già dato ampia autorizzazione a
    > ricevere Like e Dislike. Ma quelli che se ne
    > tengono fuori, dando valore alla propria Privacy,
    > siano lasciati in
    > pace.

    Non è così. Basterà che una persona conosca il tuo numero di telefono, e potrà "recensirti", anche se non sei registrato. Così dice slashdot e tanti altri siti evidentemente più informati di tamburrino (che non è molto difficile).

    Ovviamente una porcheria del genere in Italia è illegale e mi auguro che i magistrati diano ordine ai provider di bloccare gli IP dei server di peeple. In generale con certi imbecilli della silicon valley è arrivata l'ora di usare il bavaglio.
    non+autenticato
  • un male combattuto con un'altro male....brutta soluzione.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > un male combattuto con un'altro male....brutta
    > soluzione.

    Dalla tu la bella,allora. O sei di quelli delle soluzioni del "non fare" che alla fine non risolve?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ........... ......
    > - Scritto da: Skywalker
    > > l'esistenza del profilo Facebook sia un
    > > prerequisito, non solo per poter valutare, ma
    > > anche per essere
    > > valutato.
    > >
    > > A quel punto, per quel che mi riguarda, possono
    > > fare tutto quello che
    > > vogliono.
    > >
    > > Se uno è su Facebook con il proprio nome e
    > > cognome reale, ha già dato ampia autorizzazione
    > a
    > > ricevere Like e Dislike. Ma quelli che se ne
    > > tengono fuori, dando valore alla propria
    > Privacy,
    > > siano lasciati in
    > > pace.
    >
    > Non è così. Basterà che una persona conosca il
    > tuo numero di telefono, e potrà "recensirti",
    > anche se non sei registrato. Così dice slashdot e
    > tanti altri siti evidentemente più informati di
    > tamburrino (che non è molto
    > difficile).
    >
    > Ovviamente una porcheria del genere in Italia è
    > illegale e mi auguro che i magistrati diano
    > ordine ai provider di bloccare gli IP dei server
    > di peeple. In generale con certi imbecilli della
    > silicon valley è arrivata l'ora di usare il
    > bavaglio.

    Concordo. Il fatto di dare a qualcuno il mio numero di telefono non implica dargli il permesso di spiattellare i fatti miei a mezzo mondo. Per fortuna l'attenzione su queste materie è piuttosto alta, spero solo che non passino soluzioni in stile Boldrini (tutelare solo le donne).
    Izio01
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