Gabriele Niola

WebTheatre/ Vimeo, YouTube snob

di G. Niola - La piattaforma che da tempo si pone come alternativa al Tubo ha una programmazione. Ovviamente dedicata alle nicchie che contano

Roma - Tempo fa la scelta fatta da Vimeo di differenziarsi dal rivale di maggiore popolarità YouTube, puntando sulla propria immagine di piattaforma "di qualità", poteva sembrare una mossa azzardata, oggi sembra pagare. Il fatto di essere la piattaforma "di qualità" era un azzardo alimentato da un lavoro nemmeno eccezionale sulla parte tecnica, frutto dell'aver accettato per primi video in HD e di aver consentito per primi accesso a funzioni avanzate a fronte di un pagamento mensile, tutte possibilità che solo poco tempo dopo YouTube ha replicato gratuitamente. Vimeo è rimasta ugualmente la piattaforma per aspiranti registi, autori di corti e chiunque voglia dare un'aria professionale al proprio lavoro. Il posizionamento, più che altro, era probabilmente frutto dell'esigenza di una parte dell'utenza di avere un altro posto che non fosse YouTube per definire se stessi come "migliori".


Tuttavia Vimeo l'ha cavalcato benissimo, ha dato vita ad una società con una mission diversa, ha avuto la "fortuna" di ospitare alcune webserie di grande successo e, assieme a YouTube, ha cominciato a lavorare con i creatori di contenuti per diventare produttore. Mentre però YouTube ha le spalle grosse e l'obbligo di finanziare a pioggia, Vimeo può curare ogni prodotto, ogni serie diversamente. È accaduto e ne abbiamo parlato per High Maintanance, vero fenomeno della piattaforma, è accaduto per i film di Spike Lee o di Joss Wehdon (scritto da) e infine adesso accadrà per una serie di nuovi show.

Per la prima volta infatti Vimeo ha annunciato una "programmazione". Certo ci vuole un po' di coraggio a definirla tale visto che sono solo tre show. Ma è qualcosa, è un progetto.
Non ci sono date né tantomeno si può conoscere la cifra che Vimeo ha investito in tutto questo, l'unica cosa certa è che saranno una nuova stagione di The Outs (ottima webserie già presente sulla piattaforma), un cortometraggio di Aidy Bryant (dal Saturday Night Live) chiamato Darby Forever e uno spettacolo di stand up comedy della drag queen Bianca Del Rio.
Nonostante si siano mossi dalle parti della commedia, come poteva essere prevedibile, da Vimeo hanno tenuto a precisare che i prossimi progetti a cui contribuiranno a dare vita non saranno necessariamente commedie ma anche documentari, fantascienza, animazione e via dicendo. Quello che importa ad ogni modo è che se da una parte YouTube incarna un modello necessariamente massimalista (con quei numeri, quella potenza e quel bacino di creatori e utenti sarebbe incredibile il contrario), qualcun altro incarna il modello opposto, quello artigianale. Se YouTube è il centro commerciale che ha tutto a buon prezzo, Vimeo vuole essere la bottega. In ogni caso è una forma di concorrenza, una piattaforma più snob che necessita di segmentare così il proprio pubblico ma anche una che proprio in virtù della sua snobberia cerca di garantire se non la stessa esposizione di YouTube almeno la stessa visibilità presso chi conta.

Perché lo abbiamo detto più volte, oggi produrre qualcosa di audiovisivo per internet non è in nessun caso un punto di arrivo ma sempre un possibile trampolino. Se si escludono pochissime eccezioni (solitamente finanziate in crowdfunding), nessuna società di produzione può intendere YouTube come una piattaforma remunerativa, gli unici a poterlo fare sono una piccolissima percentuale dei singoli che agiscono in proprio. Tutti gli altri lo usano come piattaforma di visibilità. Chi per farsi notare, chi per farsi pubblicità, chi per mantenere alta la propria notorietà e chi per trovare un altro lavoro in un mezzo di comunicazione che paghi. Questo progetto di Vimeo, in fondo, non è diverso.

THE OUTS: STATE OF THE UNION


Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate