Claudio Tamburrino

Canone RAI, confusione su tutto e di più

Il sottosegretario Giacomelli parla di esclusione di tablet, smartphone e PC dagli obblighi del canone. Auditel, nel frattempo, medita di monitorare anche queste platee, a dimostrazione del fatto che siano rilevanti

Canone RAI, confusione su tutto e di piùRoma - In attesa del regolamento attuativo continuano ad accavallarsi le voci circa i possibili dettagli sul nuovo Canone Rai delineato nella Legge di stabilità, con le modalità di riscossione ed i dispositivi per cui è richiesto il pagamento che rappresentano gli argomenti più controversi.

Su entrambe le questioni si alternano opinioni ed indiscrezioni apparentemente contrastanti e per il momento l'unica cosa certa è la cifra totale del tributo: da 113,50 a 100 Euro, anche se anche su questo punto non mancano le critiche, in particolare perché alcuni studi sembrano mostrare come la cifra sarebbe dovuta scendere fino a 80 euro.

Questi soldi, inoltre, sembra certo che passeranno dalla Cassa Conguaglio del Sistema elettrico per compiere il loro passaggio dalle società di fornitura elettriche all'Agenzia delle Entrate: un lunghissimo percorso prima di arrivare alla Rai.
Sembra inoltre, da fonti parlamentari raccolte da Repubblica, che il nuovo canone non si pagherà da febbraio 2016, ma direttamente dal prossimo giugno con tre ipotesi: mentre la prima ipotesi circolata era la divisione sulle bollette di sei rate da 16 Euro, questo impianto sembra essere stato superato a favore di tre alternative, o quella più semplice ma più impopolare di superbolletta elettrica con l'aggiunta di 100 Euro (per cui le società elettriche temono un ulteriore rischio di morosità), o una doppia tranche da 50 euro oppure tre rate da 33,33 euro da versare a giugno, agosto ed ottobre.

Per quanto riguarda poi le situazioni di cittadini con più case, sembra che basterà un'autocertificazione, in base al Dpr 445/2000, per superare la "presunzione" di pagamento e la medesima procedura dovrebbe essere sufficiente anche per chi non vuole pagare più il canone in quanto non più in possesso del televisore. Non particolarmente complicato dovrebbe infine essere dirimere i casi di doppio canone (a causa di diversa intestazione - per esempio - delle bollette elettriche in diverse abitazioni all'interno della stesa famiglia) e per gli studenti fuori sede che non cambiano residenza: sono previste le possibilità di incrociare i dati relativi ai nuclei familiari con l'anagrafe.

Per il resto i ragionamenti sul nuovo Canone rimangono nel campo delle opinioni e delle indiscrezioni: di particolare importanza è la voce del sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli raccolta da Radio 24, che sembrerebbe togliere dal campo delle possibilità il pagamento del canone per il possesso di tablet, smartphone o pc.

"È il possesso di un televisore il requisito per il pagamento del canone, non degli altri device", ha spiegato Giacomelli, affermando che "rimane l'impianto della normativa in vigore" e "nella norma abbiamo solo aggiunto una presunzione del possesso del televisore che è il contratto di fornitura elettrica".

Tuttavia i dubbi restano: innanzitutto perché la traslazione dei requisiti per il pagamento del canone da possesso del televisore a, genericamente, "gli apparecchi atti a ricevere trasmissioni televisive" è antecedente all'ultimo intervento sulla tassa, come dimostra, per esempio, il recapito di lettere di richiesta del canone RAI ad artigiani, commercianti e intestatari di partite IVA con computer sul posto di lavoro.
Inoltre, per quanto Giacomelli sia il Sottosegretario alle comunicazioni, il suo resta un intervento al momento non supportato da alcun provvedimento e quindi si perde nel mare di opinioni e dubbi sollevati nei giorni scorsi in attesa della divulgazione di un regolamento finale.

Alla confusione si erano, per esempio, aggiunte nei giorni scorsi indiscrezioni che legavano il pagamento del canone al possesso di un televisore o di una connessione Internet, ma solo di connessioni fisse e non mobile, apparentemente smentite da fonti interne al ministero dello Sviluppo.

A tale proposito, è interessante osservare come Auditel, a seguito del cosiddetto Auditelgate stia rivedendo le modalità di raccolta dei suoi dati, pensando di inserire tra le rilevazioni dell'audience televisivo le utenze streaming, a conferma che siano misurabili ed individuabili. Si tratterebbe di platee evidentemente rilevanti, e non può che emergere un attrito con l'esclusione del canone per queste modalità di fruizione.

In merito all'evasione, poi, la cui sanzione prevista dalla Legge di Stabilità 2015 va da due a sei volte il prezzo del canone, Giacomelli ha spiegato che era stata valutata anche l'ipotesi "di togliere questa forbice e stabilire una sanzione pari a 5 volte la somma dovuta", ma per il momento tale ipotesi è stata scartata ed in ogni caso, continua il sottosegretario, per chi non ha pagato negli anni precedenti "purtroppo non succede niente, non perché sia un condono, ma perché l'utente avrebbe buon gioco a dire che ha acquistato solo ora il televisore".

Claudio Tamburrino
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85 Commenti alla Notizia Canone RAI, confusione su tutto e di più
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  • se nella casa di propriete ho due contatori enel uno per l;alloggio e l,altro per la cantina devo pagare due canoni?
    non+autenticato
  • - Scritto da: emiliana filippi
    > se nella casa di propriete ho due contatori enel
    > uno per l;alloggio e l,altro per la cantina devo
    > pagare due
    > canoni?
    non+autenticato
  • "per chi non ha pagato negli anni precedenti "purtroppo non succede niente, non perché sia un condono, ma perché l'utente avrebbe buon gioco a dire che ha acquistato solo ora il televisore""

    LOL! A bocca aperta
    non+autenticato
  • È impressionante come la discussione nazionale sul canone tv sia condotta da ipocriti che semplicemente vogliono trovare il modo di non pagare (continuare a non pagare).
    Non pago perché la rai fa schifo. Non pago perché ho la tv ma non ho il decoder. Non pago perché anche il frigorifero è adattabile a ricevere programmi tv…
    Ma per favore… ipocrisia allo stato puro!

    I fatti:
    - Il canone radio tv è consolidato in Europa come prassi per mantenere un servizio pubblico di qualità
    - Il canone Italiano è tra i più bassi (e sarà probabilmente il più basso se portato a 100 Eur)
    - Il canone lo deve pagare chi guarda la tv e/o ascolta la radio (a prescindere che guardi o voglia guardare/ascoltare i canali del servizio pubblico).

    La formula tecnica si può adattare ma a mio parere chiunque (qualunque famiglia) abbia un decoder, tv, radio o connessione a internet di QUALUNQUE tipo dovrebbe pagare il canone.
    Così come chiunque è tenuto a pagare le tasse per usare le strade anche se ci sono le buche o se non possiede l’auto e va col bus.

    La logica di lamentazione nazionale sul canone rai è così palesemente ipocrita da essere patetica.

    È meglio continuare così - i soliti pagano (molti, moltissimi non pagano) e avere poche risorse mal gestite e produrre programmi così così?

    Oppure è meglio trovare un modo per cui tutti quelli che devono pagare pagano e le risorse diventano sostanziali? Solo a quel punto (quando chi si lamenta della RAI è anche chi paga il canone - no representation without taxation) allora le risorse DEVONO essere spese bene.

    Altrimenti andiamo avanti così, facendo sempre (come da 30 anni) gli interessi dei diretti concorrenti della RAI.
    cordialmente
    non+autenticato
  • - Scritto da: lammy
    > È impressionante come la discussione nazionale
    > sul canone tv sia condotta da ipocriti che
    > semplicemente vogliono trovare il modo di non
    > pagare (continuare a non
    > pagare).
    > Non pago perché la rai fa schifo. Non pago perché
    > ho la tv ma non ho il decoder. Non pago perché
    > anche il frigorifero è adattabile a ricevere
    > programmi
    > tv…
    Soprattutto MOM VOGLIO pagare per 12K raccomandati dei quali almeno la metà in eccesso ed assunti solamente per connivenzxa politica. Non sto a spiegare ad una pecora da macello cosa significhi il mettere a bilancio uno stipendio senza se e senza ma in quanto statale e pagabile per definizione...

    > Ma per favore… ipocrisia allo stato puro!
    >
    > I fatti:
    > - Il canone radio tv è consolidato in Europa come
    > prassi per mantenere un servizio pubblico di
    > qualità
    "servizio", "pubblico" e "qualità" per la RAI sono un ossimoro. Cmq se sono così bravi, decoder+crittazione+smart card e possono toccare con mano quanto il pubblico considera la loro qualità.

    > - Il canone Italiano è tra i più bassi (e sarà
    > probabilmente il più basso se portato a 100
    > Eur)
    Bisognerebbe compararlo con l'effettivo potere d'acquisto al netto delle imposte degli altri paesi...

    > - Il canone lo deve pagare chi guarda la tv e/o
    > ascolta la radio (a prescindere che guardi o
    > voglia guardare/ascoltare i canali del servizio
    > pubblico).
    >
    > La formula tecnica si può adattare ma a mio
    > parere chiunque (qualunque famiglia) abbia un
    > decoder, tv, radio o connessione a internet di
    > QUALUNQUE tipo dovrebbe pagare il
    > canone.
    > Così come chiunque è tenuto a pagare le tasse per
    > usare le strade anche se ci sono le buche o se
    > non possiede l’auto e va col
    > bus.
    Paragone improprio. E comunque, strade, sanità etc. sono leggermente più indispensabili di contenuti audio tranquillamente reperibili in numerose fonti, senza le quali, comunque sopravvivi.


    >
    > La logica di lamentazione nazionale sul canone
    > rai è così palesemente ipocrita da essere
    > patetica.
    >
    > È meglio continuare così - i soliti pagano
    > (molti, moltissimi non pagano) e avere poche
    > risorse mal gestite e produrre programmi così
    > così?
    Sarebbe meglio che abolissero il pizzo medievale degno della scena del fiorino del film con Troisi e Benigni e cominciassero a competere con chi gli stessi contenuti li fornisce con altri finanziamenti facoltativi per l'utente. Si chiama concorrenza e chi lavora nel privato sa benissimo cos'è. Ce la fai con le tue gambine? bene. Non ce la fai? il tribunale cui portare i libri è in fondo a destra.
    Spiegami razionalmente perchè io dovrei continuare a pagare lo stipendio ai dipendenti di una azienda che non riesce a stare sul mercato. Quando la mia azienda è in crisi, non posso contare su nessun canone da estorcere.

    >
    > Oppure è meglio trovare un modo per cui tutti
    > quelli che devono pagare pagano e le risorse
    > diventano sostanziali? Solo a quel punto (quando
    > chi si lamenta della RAI è anche chi paga il
    > canone - no representation without taxation)
    > allora le risorse DEVONO essere spese
    > bene.
    Campa cavallo. E' un concetto socialista smentito dalla storia, dalla cronaca e buono ed accattivante per chi la storia non la conosce. Per i polli, insomma. Pagare tutti per pagare meno ed avere la possibilità di spennare il pollo domani che non può più sfuggire.


    >
    > Altrimenti andiamo avanti così, facendo sempre
    > (come da 30 anni) gli interessi dei diretti
    > concorrenti della
    > RAI.
    > cordialmente

    No. Così non si può andare aventi. Che lor signori diventino un'azienda come le altre, invece. Non sono la sanità, non sono la scuola, non sono cioè indispensabili. Se ne facciano una ragione. Se vogliono propagandare le loro idee socialistiche, che si paghino la facoltà di farlo. La libertà c'è; se non vengono ascoltati si arrangino e smettano la "produzione" come farebbero tutti. Non si estorce un pizzo con la scusa della democrazia, specialmente quando c'è l'alternativa gratuita.
    non+autenticato
  • Scusa (ti do del tu per praticità) non ce l’ho con te, ma come volevo dimostrare:

    - un motivo per non pagare il canone e giustificarsi si trova sempre (ne hai citati una quantità…)
    - grazie a questa autoassoluzione il 50% dei fessi italiani pagatori di canone (a cui mi onoro di appartenere) paga anche per il 50% dei furbi-ladri

    Fortunatamente non sta né a te né a me stabilire che cosa è più importante in termini di tasse, tributi, contributi e imposte. Il canone tv è già da pagare in base a certe norme, e lo sarà ancora di più (in importo inferiore) in base a norme riviste. Tutto qui.

    Disquisizioni su democrazia, libertà, politica, socialismo… non sono interessato. grazie.

    cordialmente
    non+autenticato
  • Ecco, CVD, una pecora da macello. Talmente assuefatta, condizionata e acritica da non accorgersi di pagare per un qualcosa che è gratuito, non indispensabile, in ultima analisi, ingiusto.
    Prima di parlare di ipocrisia o giustificazioni, una tassa , ma direi una qualsiasi decisione politica o economica, deve essere sentita come "giusta" dalla maggioranza. La quale è (dovrebbe, a questo punto) essere cosciente e responsabile delle decisioni che prende. E cassare quelle che qualcun altro prende al posto suo e che non sono condivise. c'è stato un referendum? E' stato rispettato?
    Cmq, questa è la tipica mentalità di chi accetta la TASI (una mostruosità..) o una prossima tassa sull'aria da respirare, chè quella pura costa, quindi se volete non ammalarvi, pagate. Con la mentalità da pecora, ci arriveremo presto. Oh, tassa piccola da pagare tutti, perchè tutti respiriamo; poi nel tempo si vedrà. Ed intanto la pecora viene tosata (altrimenti potrebbe ammalarsi) e poi macellata. Consenziente.
    Contento tu..
    non+autenticato
  • http://it.blastingnews.com/economia/2016/07/canone...

    In arrivo le prime sette rate del canone in bolletta!
    non+autenticato
  • bravo pagalo anche per me. c..zo
    non+autenticato
  • Io pago il canone e ho tutto il diritto di lamentarmi su quanto e come e perché devo pagare, e come vengono (mal)spesi i miei soldi. Ci mancherebbe altro.
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    Modificato dall' autore il 28 ottobre 2015 15.18
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    Funz
    12988
  • Purtroppo ho la "sensazione" che il nostro apparato statale sia composto prevalentemente da persone che nelle ore "lavorative" pensano solo a come fregare i normali e indifesi cittadini, oltre che fare i propri comodi, vedi ultime indagini.
    non+autenticato
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