Claudio Tamburrino

Google e la prima trimestrale di Alphabet

Mountain View continua a crescere anche nel nuovo guscio: merito soprattutto del promettente settore mobile. Bene anche YouTube, che paga ancora prima di aver avviato gli abbonamenti

Roma - Google Alphabet ha presentato i risultati finanziari relativi al terzo trimestre 2015 e continua a crescere indipendentemente dalla nuova forma societaria assunta.

In generale Alphabet ha chiuso con un fatturato di 18,68 miliardi di dollari, che rappresenta una crescita del 13 per cento sull'anno scorso, ed un profitto di 4,7 miliardi (più 27 per cento) e di 7,3 dollari per ogni azione del suo titolo, che ha mantenuto il precedente identificativo di GOOG. Sei diversi prodotti (motore di ricerca, Android, l'app Chrome, Maps, Google Play e YouTube) raggiungono ciascuna un pubblico di oltre un miliardo di utenti.
Prosegue dunque il trend di crescita che non tradisce le aspettative degli analisti permettendo alle azioni di salire, sull'onda della fiducia degli investitori, di 9 punti percentuali nelle ore immediatamente successive all'annuncio dei risultati finanziari raggiunti.

Nel dettaglio, ed in attesa di una trimestrale più sfaccettata come sarà (promette il CFO Ruth Porat) la prossima, è il mobile il settore a conquistare una delle migliori performance, un punto particolarmente importante, date le potenzialità del settore in ambito advertising.
A premiare Google c'è anche YouTube, che in attesa di sviluppare il proprio modello di business su abbonamento con YouTube Red si è confermato anche da mobile sinonimo dei video online, con più di un miliardo di utenti al mese, una ogni sette persone sul Pianeta, diventando uno dei maggiori contributori di pubblico mobile per Big G ed iniziando a far ingranare anche il suo sistema di remunerazione.

Positivo, in generale il fronte dell'advertising che rappresenta ancora la fetta più importante del fatturato della compagnia e che fa registrare una crescita di 6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente per quanto riguarda i click a pagamento aggregati e di un punto percentuale per quanto riguarda il costo per click.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate