Internet è una sindrome in Cina

Ne parla l'agenzia di Stato secondo cui emergono i primi casi di giovani cinesi stregati dalla rete e caduti nel tunnel della paranoia, della psicosi e del delirio. La ricetta cinese per salvarsi

Roma - Non si saprà probabilmente mai se si tratta di un nuovo tentativo di repressione del libero uso di internet, ma solleva una certa attenzione un lancio dell'agenzia di stampa cinese Xinhua secondo cui nel paese si stanno verificando i primi casi di quella che viene definita Sindrome da internet.

Xinhua, agenzia legata a doppio filo con il regime di Pechino, riporta i casi di una giovane 16enne e di un ragazzo di 19anni. Entrambi, dopo essere rimasti collegati alla rete per molte ore al giorno tutti i giorni, sarebbero stati ricoverati in preda a problemi psicologici acuti.

"Entrambi - spiega uno dei medici interrogati dall'agenzia - soffrono della Sindrome da Internet, una condizione che mette a rischio la salute mentale dei giovani dipendenti da Internet". Ogni settimana, sostiene il medico, uno o due pazienti vengono ricoverati per questo problema nella struttura ospedaliera.
"Gli adolescenti - afferma il medico - sono più vulnerabili alla Sindrome perché sono curiosi di esplorare il mondo ma non sono maturi abbastanza per bilanciare vita vera e cyberspazio. Così alcuni di loro finiscono per chiedere al mondo virtuale comfort e piaceri. Inizialmente si rivolgono al mondo elettronico e gradualmente diventano sempre più riluttanti ad affrontare la vita. Una dipendenza del genere sul lungo periodo porta a insonnia, malditesta e, nei casi peggiori, depressione o delirio, minando dunque la salute fisica e psicologica del paziente".

Cosa fare dunque? Secondo Xinhua e il medico intervistato i giovani non devono passare più di tre ore al giorno al computer e "soprattutto devono imparare di usare internet per incrementare le proprie conoscenze e aumentare i contatti con il mondo esterno invece di isolarsi dalla società".

Secondo il medico, un ruolo importante lo giocano i genitori, che dovrebbero "parlare più spesso con i figli" e distrarli da Internet, mettendosi anche in condizione di individuare i primi sintomi di un eventuale problema.

Va detto che il problema della cosiddetta netdipendenza è tutt'altro che nuovo, soprattutto in Occidente. Di recente uno studio di massa, il primo del suo genere, condotto a Berlino, ha evidenziato disturbi nell'approccio ad internet di 3 utenti su 100. Ma il dibattito è ancora aperto, soprattutto sugli effetti di un abuso della rete e delle tecnologie da parte dei più giovani.

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TAG: mondo
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