Gaia Bottà

Google Loon, connettività indonesiana

I palloni aerostatici della Grande G sono pronti ai test per connettere l'arcipelago. Due terzi della popolazione non accedono alla Rete, solo il 23 per cento possiede uno smartphone

Roma - 17mila isole, una natura rigogliosa e morfologicamente aspra, oltre 100 milioni di persone ancora da connettere: Google ha stipulato un accordo con tre operatori indonesiani, per colmare con il proprio Project Loon e i propri palloni aerostatici il digital divide che affligge il paese.

Loon

Solo un cittadino su tre, in Indonesia, può al momento fruire di una connessione a Internet, e l'infrastruttura che innerva il paese, fortemente limitata dalla conformazione del territorio, è distribuita in maniera parziale e può garantire un servizio di scarsa qualità. Ad offrire un'opportunità ai cittadini indonesiani penserà la collaborazione tra il progetto di Alphabet, nato in seno ai laboratori Google X, e i tre operatori Indosat, Telkomsel e XL Axiata.

In luogo del tradizionale cablaggio nel quale stanno investando altri operatori locali, della costosa connettività satellitare, o delle ordinarie torri per fornire connettività mobile, l'accordo prevede che "diverse centinaia" di palloni aerostatici sospesi a 20 km dalla supeficie terrestre garantiscano connettività in download a 10Mbps.
Loon

Il test, che segue le prime sperimentazioni in California, Australia, Nuova Zelanda e Brasile e il primo accordo stipulato con gli operatori dello Sri Lanka, verrà avviato nel 2016 e servirà prima di tutto a valutare lo stato di avanzamento del progetto, prima di fissare un orizzonte per il lancio commerciale. L'Indonesia, a tale proposito, si mostra un campo di prova ristretto: la penetrazione del mobile è pari al cento per cento della popolazione, ma solo il 23 per cento dei cittadini utilizza uno smartphone.

Google, con i propri palloni aerostatici e con altri progetti ancora in via di sviluppo sulle ali dei droni, non è l'unica azienda affaccendata nel nome dell'abbattimento del digital divide: Facebook con Internet.org sta perseguendo lo stesso obiettivo, per raggiungere i miliardi di persone che ancora non accedono alla Rete, nuovo potenziale bacino d'utenza per i servizi che offrono al mondo già connesso.



Gaia Bottà
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