Alfonso Maruccia

Google, Chrome OS sparirÓ in Android?

Nuove indiscrezioni condannano il sistema operativo Internet-dipendente alla fusione con Android, che entro breve dovrebbe diventare l'unico OS di Google su gadget mobile e terminali che sembrano computer. Mountain View, dal canto sui, difende i Chromebook

Roma - Nel giro di un paio d'anni, dicono le indiscrezioni riferite dal Wall Street Journal, Chrome OS e Android si fonderanno in un unico sistema operativo installato su smartphone, tablet, terminali Web e qualsiasi altra cosa. La strategia non è nuova, gli esperti non sono contenti e Google smentisce.

Entro il 2017, sostengono le succitate indiscrezioni, l'OS unificato di Google dovrebbe essere Android, i Chromebook spariranno lasciando il posto ai gadget con form factor da laptop o convertibili: ovviamente, prima dell'unificazione definitiva, Mountain View dovrà migliorare il comportamento dell'OS mobile con i dispositivi di input classici (mouse e tastiera) implementando una GUI adatta.

Qualora le indiscrezioni si rivelassero veritiere, Google avrebbe deciso di seguire la stessa strategia implementata da Microsoft (e imposta) con Windows 10, sistema operativo "universale" che vuole proporre un modello unico di app in grado di girare su PC, smartphone, tablet e console da gioco (Xbox One) a partire dallo stesso codice sorgente.
A questo punto resterebbe solo Apple, nel campo dei colossi informatici che maneggiano OS, a voler continuare a proporre sistemi operativi diversi (OS X, iOS) per form factor e utilizzi diversi. Sempre che la fusione Android-Chrome OS vada a buon fine, e non è detto che il processo sia indolore o ben accetto presso la community.
Al momento, infatti, Chrome OS e Android servono due modelli di utilizzo molto diversi: il primo sistema è estremamente limitato nelle funzionalità offline ma rispettato per il suo modello di sicurezza, il secondo ha una base utenza incommensurabilmente superiore e anche per questo, e per le dinamiche del suo business, è il sistema operativo mobile più bucato, bersagliato e pericoloso di sempre.

Al di là delle indiscrezioni anonime, però, la posizione espressa ufficialmente da Google parla di un'azienda impegnata a sviluppare e migliorare Chrome OS anche per il futuro: i Chromebook non spariranno dagli store online, ha confermato la corporation, e una eventuale fusione tra due modelli di OS molto diversi tra loro dovrà aspettare ancora parecchio.

Alfonso Maruccia
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21 Commenti alla Notizia Google, Chrome OS sparirÓ in Android?
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  • fate sparire android e lasciate chromeosSorride
  • Sta per nascere un OS android per PC con processori ARM
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Sta per nascere un OS android per PC con
    > processori
    > ARM

    Apple ci sta già pensando

    http://appleinsider.com/articles/15/01/14/why-appl...
    non+autenticato
  • - Scritto da: SalvatoreGX
    > siamo avantiOcchiolino

    mentre apple vi abbraccia da dietroOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: salvatroneB MX
    > - Scritto da: SalvatoreGX
    > > siamo avantiOcchiolino
    >
    > mentre apple vi abbraccia da dietroOcchiolino

    E a noi ci piaceOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: SalvatoreGX
    > siamo avantiOcchiolino

    Tu e chi altri? Che parte hai tu in tutto ciò? Racconta, racconta che son curioso. Un po' comne quelli che, dopo una partita vista alla tv dicono "abbiamo vinto"... Giocavano anche loro?
  • - Scritto da: Elrond
    > - Scritto da: SalvatoreGX
    > > siamo avantiOcchiolino
    >
    > Tu e chi altri? Che parte hai tu in tutto ciò?
    > Racconta, racconta che son curioso. Un po' comne
    > quelli che, dopo una partita vista alla tv dicono
    > "abbiamo vinto"... Giocavano anche
    > loro?

    Loro pagano, questa è la loro unica funzione. Lavorare e dilapidare tutto in cazzate.
    non+autenticato
  • Chrome OS doveva essere il minimo sindacale per poter usare i servizi di Google: in pratica, un sistema operativo su cui far girare solo il browser Chrome. Di conseguenza, qualunque altro sistema operativo in grado di far girare Chrome sarebbe stato in grado di fare tutte le cose che si potevano fare con Chrome OS: Windows, Linux o OSX sarebbero risultati quindi migliori, perché avrebbero consentito di usare tutti i software cloud pensati per Chrome OS, e in più le applicazioni locali, che su Chrome OS non sarebbero state disponibili.

    L'unico motivo per cui Google sviluppava Chrome (pur sapendo che era inferiore rispetto ai sistemi concorrenti) era per non dover dipendere da Microsoft (che in qualunque momento poteva, sui preinstallati, creare delle "piccole incompatibilità" sui per rendere difficile l'uso dei servizi Google, e impostare di default i propri, ad esempio Bing): l'idea di Google era qualcosa del tipo "se ti serve il computer solo per navigare su internet, usa Chrome OS al posto di Windows, perché costa molto meno".

    Ma ora che Google ha un sistema operativo vero, che nel suo settore è diffuso quanto Windows se non di più, non ha più bisogno di simili soluzioni: Android consente di fare tutto ciò che si può fare con Chrome OS, e anche di usare applicazioni locali, inoltre è gratuito ed in buona parte open source (come doveva essere Chrome OS), quindi a che serve continuare lo sviluppo di Chrome OS?
    non+autenticato
  • in realtà ci sono alcuni punti che divergono dalla tua spiegazione:

    1. chromeos non è stato abbandonato, parola di Pichai, lo sviluppo continuerà ma forse ( nessuna conferma ancora ) Android vedrà l'integrazione di alcune tecnologie sviluppate per chromeos ( cosa orribile, dato che chromeos è stato pensato per distruggere il computing tradizionale basto su pc stand-alone )

    2. anche chromeos è opensource, anzi lo è più di android, visto che non ci sono applicazioni proprietarie integrate ed è soprattutto diffuso in ambito x86, dove non siamo alle comiche riguardo i driver

    3. chromeos e i chromebook si sono diffusi parecchio, almeno negli USA ( stando ai dati di vendita )

    4. chromeos è principalmente nato per essere un ambiente a zero configurazione, il più sicuro possibile, con una sorta di super secure boot, ripristino da immagini sicure, ecc... ( ovviamente il cloud e cioè l'avere applicazioni solo in remoto è l'elemento necessario almeno per garantire la zero configuration )
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > in realtà ci sono alcuni punti che divergono
    > dalla tua
    > spiegazione:
    >
    > 1. chromeos non è stato abbandonato, parola di
    > Pichai, lo sviluppo continuerà ma forse ( nessuna
    > conferma ancora ) Android vedrà l'integrazione di
    > alcune tecnologie sviluppate per chromeos ( cosa
    > orribile, dato che chromeos è stato pensato per
    > distruggere il computing tradizionale basto su pc
    > stand-alone
    > )

    Il punto chiave di ChromeOS erano le funzionalità TOLTE, non quelle aggiunte: le uniche funzioni che Google voleva aggiungere erano destinate a rimpiazzare le funzioni mancanti: ad esempio, Native Client doveva servire per sostituire la possibilità di installare software locale, e doveva essere compatibile con LLVM per permettere il porting del software esistente, ma ormai non è più così essenziale, perché la stessa funzione è svolta da asm.js.


    >
    > 2. anche chromeos è opensource, anzi lo è più di
    > android, visto che non ci sono applicazioni
    > proprietarie integrate ed è soprattutto diffuso
    > in ambito x86, dove non siamo alle comiche
    > riguardo i
    > driver


    ChromeOS è open source solo a metà, perché quello che installi in locale è solo mezzo sistema operativo: l'altra metà è quello che si trova sul lato server, che non è open.

    >
    > 3. chromeos e i chromebook si sono diffusi
    > parecchio, almeno negli USA ( stando ai dati di
    > vendita
    > )

    E che problema c'è? Puoi sempre sostituire ChromeOS con una distro linux qualunque(se ci installi Chrome sopra avrai esattamente le stesse funzionalità di ChromeOS, e in più potrai metterti anche qualche applicazione locale); oppure, puoi installarci Android x86.


    >
    > 4. chromeos è principalmente nato per essere un
    > ambiente a zero configurazione, il più sicuro
    > possibile, con una sorta di super secure boot,
    > ripristino da immagini sicure, ecc... (
    > ovviamente il cloud e cioè l'avere applicazioni
    > solo in remoto è l'elemento necessario almeno per
    > garantire la zero configuration
    > )

    Quasi tutti i sistemi operativi preinstallati non richiedono configurazione, se ti stanno bene le impostazioni predefinite.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Basilisco di Roko

    > rimpiazzare le funzioni mancanti: ad esempio,
    > Native Client doveva servire per sostituire la
    > possibilità di installare software locale, e

    piuttosto era divenuto evidente che per cose come i giochi occorre sempre un pò di codice nativo lato client

    avevano pensato di poterne fare a meno, si erano sbagliati!

    > doveva essere compatibile con LLVM per permettere
    > il porting del software esistente, ma ormai non è
    > più così essenziale, perché la stessa funzione è
    > svolta da
    > asm.js.

    mi chiedo fino a che punto ( performance ) asm.js possa sostituire il nativo

    > ChromeOS è open source solo a metà, perché quello
    > che installi in locale è solo mezzo sistema
    > operativo: l'altra metà è quello che si trova sul
    > lato server, che non è
    > open.

    oddio, tecnicamente potrebbe essere open dato che google usa pesantemente roba open

    comunque mi riferivo chiaramente al sistema operativo, cioè a quel codice che gira sulla macchina locale

    le applicazioni cloud possono benissimo essere sostituite da equivalenti di concorrenti o addirittura open

    google non ha ancora posto limiti a ciò

    > E che problema c'è? Puoi sempre sostituire
    > ChromeOS con una distro linux qualunque(se ci
    > installi Chrome sopra avrai esattamente le stesse
    > funzionalità di ChromeOS, e in più potrai
    > metterti anche qualche applicazione locale);
    > oppure, puoi installarci Android
    > x86.
    >

    ovviamente si, anche se non è alla portata del solito utonto di cui si parla spesso

    > Quasi tutti i sistemi operativi preinstallati non
    > richiedono configurazione, se ti stanno bene le
    > impostazioni
    > predefinite.

    ma l'idea era proprio di eliminare la necessità di configurare senza dover però accettare le impostazioni di default

    per l'hardware e il sistema operativo erano ovviamente impostazioni predefinite, per le applicazioni era tutto a carico dagli amministratori di tali applicazioni

    e poi c'è l'aggiunta di funzionalità di ripristino del sistema in caso di hacking

    nel complesso è una bella idea, ma il cloud stona parecchio
    non+autenticato
  • > piuttosto era divenuto evidente che per cose come
    > i giochi occorre sempre un pò di codice nativo
    > lato
    > client

    Soprattutto per la grafica... ma in tal caso i calcoli più pesanti vengono eseguiti dalla GPU, e quella può essere programmata con il GLSL.


    >
    > avevano pensato di poterne fare a meno, si erano
    > sbagliati!

    Gli unici che avevano pensato di fare una cosa del genere erano quelli della console OnLive. Google aveva investito subito nel WebGL



    > mi chiedo fino a che punto ( performance ) asm.js
    > possa sostituire il
    > nativo

    Abbastanza bene: asm.js comprende solo una parte delle istruzioni Javascript, ed è fatto in modo da poter essere compilato in locale, quindi in pratica quello che viene eseguito in locale è codice nativo, e l'unico rallentamento è dato all'inizio, per la compilazione JIT (ma tanto occorre un po' di tempo comunque per scaricare il programma, quindi aggiungere il tempo di compilazione non cambia molto); tutto questo accade se il browser supporta asm.js e riconosce il codice come tale, altrimenti lo esegue come un normale programma javascript, che di solito è comunque compilato, ma è più lento (la compilazione del javascript è meno efficiente, per via del garbage collection e della tipizzazione dinamica)

    Comunque, anche la tecnologia proposta da Google per Chrome OS in realtà non prevedeva l'uso di codice nativo: Google infatti raccomandava di non usare Native Client puro, ma pNaCl (la versione portabile) che utilizza anch'esso la compilazione JIT in locale (e che quindi dovrebbe avere le stesse prestazioni di asm.js). Il motivo è semplice: alcuni client usano processore ARM, altri usano processori x86, e alcuni sono a 32 bit, altri a 64: l'uso di codice nativo richiederebbe di fornire una versione specifica per ognuno, mentre con l'uso di codice intermedio il problema non si pone.



    >
    > oddio, tecnicamente potrebbe essere open dato che
    > google usa pesantemente roba
    > open

    Irrilevante: se il programma gira su un server che non è sotto il tuo controllo, tu non puoi esaminarne il sorgente né modificarlo, open o no. Anche se fosse tutto sotto GPL sarebbe inaccessibile quanto un software proprietario (anzi, di più, perché di un software proprietario che gira in locale si può almeno tentare il reverse engineering). L'unico tipo di software open pensato per queste situazioni è quello con licenza AGPL, che richiede di dare i sorgenti a tutti coloro che usano il software anche da remoto.


    >
    > comunque mi riferivo chiaramente al sistema
    > operativo, cioè a quel codice che gira sulla
    > macchina
    > locale
    >
    > le applicazioni cloud possono benissimo essere
    > sostituite da equivalenti di concorrenti o
    > addirittura
    > open

    Quello però si può fare con qualunque sistema operativo in grado di accedere al web


    > ovviamente si, anche se non è alla portata del
    > solito utonto di cui si parla
    > spesso

    Ma è alla portata di chi produce e vende i Chromebook.

    >
    > ma l'idea era proprio di eliminare la necessità
    > di configurare senza dover però accettare le
    > impostazioni di
    > default

    Perché, con Chrome OS non devi forse accettare le impostazioni di default? Se vuoi usare FireFox invece di Chrome, puoi farlo?


    >
    > per l'hardware e il sistema operativo erano
    > ovviamente impostazioni predefinite, per le
    > applicazioni era tutto a carico dagli
    > amministratori di tali
    > applicazioni


    Di quali impostazioni parli, adesso? Se l'utente vuole fare una cosa banale, tipo cambiare il colore dello sfondo, o ingrandire i caratteri (perché sono quelle le impostazioni da cambiare, non si parla di configurare il layout della tastiera o le impostazioni della scheda audio) deve farlo da solo, perché è lui che sa se riesce a leggere il testo a quelle dimensioni, non può deciderlo un amministratore che sta altrove.

    >
    > e poi c'è l'aggiunta di funzionalità di
    > ripristino del sistema in caso di hacking

    Quello c'è anche su Android.
    non+autenticato
  • Io non so se realtmente verrà inglobato, sicuramente è una opportunità persa per le comunità GNU.

    Si poteva creare un sistema thin client efficientissimo slegandolo dai servizi google.

    Peccato.
    non+autenticato
  • A cosa sarebbe servito? Una qualunque distribuzione linux minimale con browser Chromium avrebbe potuto fare le stesse cose; e se non viene vincolata a Google (o a Microsoft) sarebbe abbastanza inutile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: barcollo
    > Io non so se realtmente verrà inglobato,
    > sicuramente è una opportunità persa per le
    > comunità
    > GNU.
    >
    > Si poteva creare un sistema thin client
    > efficientissimo slegandolo dai servizi
    > google.

    il problema è che i think client hanno fallito.
    Chi, potendo scegliere, preferirebbe avere un sistema castrato anziché uno pienamente funzionante?

    >
    > Peccato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > - Scritto da: barcollo
    > > Io non so se realtmente verrà inglobato,
    > > sicuramente è una opportunità persa per le
    > > comunità
    > > GNU.
    > >
    > > Si poteva creare un sistema thin client
    > > efficientissimo slegandolo dai servizi
    > > google.
    >
    > il problema è che i think client hanno fallito.
    > Chi, potendo scegliere, preferirebbe avere un
    > sistema castrato anziché uno pienamente
    > funzionante?
    >

    Un qualunque acquirente Apple, ovviamente Occhiolino
  • chi?

    ad esempio un'azienda che vuole che i dipendenti non distruggono i loro notebook installando client di casinò online e webcam erotiche
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > chi?
    >
    > ad esempio un'azienda che vuole che i dipendenti
    > non distruggono i loro notebook installando
    > client di casinò online e webcam
    > erotiche

    ma quella roba li' gia' non funziona anche solo via web, cioe' senza dover installare nulla in locale?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    > ma quella roba li' gia' non funziona anche solo
    > via web, cioe' senza dover installare nulla in
    > locale?

    beh insomma

    un client flash per il gioco online sa essere pesantemente, buggato e farti bestemmiare in turco

    c'è una ragione se continuano a distribuire i client nativi
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > - Scritto da: barcollo
    > > Io non so se realtmente verrà inglobato,
    > > sicuramente è una opportunità persa per le
    > > comunità
    > > GNU.
    > >
    > > Si poteva creare un sistema thin client
    > > efficientissimo slegandolo dai servizi
    > > google.
    >
    > il problema è che i think client hanno fallito.
    > Chi, potendo scegliere, preferirebbe avere un
    > sistema castrato anziché uno pienamente
    > funzionante?
    >
    > >
    > > Peccato.

    In realtà i thin client vanno alla grande... dipende dai settori di utilizzoOcchiolino