Gaia Bottà

Facebook, pubblicità per mercati emergenti

Un nuovo formato per l'advertising dedicato alle connessioni più lente. Il "dovere morale" di Zuckerberg di abbattere il digital divide offre concrete opportunità di business

Roma - Il raggio di conquista di Facebook non spazia solo nei mercati connessi e pressoché saturi, dove si sta progressivamente ponendo come una rete nella rete per fungere da snodo per la vita quotidiana: il social network è da tempo impegnato a dispiegare le proprie funzioni presso i mercati emergenti, per irretire anche i netizen raggiunti da connessioni instabili, soprattutto sui ristretti schermi mobile. Parallelamente all'avvio di iniziative per consolidare la connettività come Internet.org e di funzioni dedicate con la piattaforma Free Basics, naturalmente, Menlo Park lavora anche per colonizzare questi mercati mettendoli a frutto con l'advertising.

Adv slideshow

È in quest'ottica, a favore dei propri inserzionisti e dei propri introiti, che Facebook ha annunciato Slideshow: si tratta di uno strumento per confezionare pubblicità video a partire da immagini statiche. Appurato che il segmento video offre a Facebook grandi potenzialità in termini di intrattenimento e di coinvolgimento degli utenti, il formato di advertising distillato da slideshow si propone come "fruibile su tutti i dispositivi e con tutte le velocità di connessione".


Il social network offre agli inserzionisti la possibilità di caricare le proprie immagini o di attingere all'archivio interno per creare una presentazione lunga fino a 15 secondi che Facebook stima essere 5 volte meno ingombrante rispetto a un video della stessa durata, anche sulla base del fatto che non si possa sincronizzare con alcun suono.
La presentazione che Facebook fa del prodotto, pur sottolineando l'utilità di una soluzione semplice e immediata anche per gli inserzionisti con budget ridotti, è esplicita nel delineare i mercati emergenti come frontiera di conquista anche per gli opulenti brand globali. Ne sono un'esempio le partnership per le sperimentazioni del formato avviate da un colosso come Coca-Cola per i mercati di Kenya e Nigeria.

Zuckerberg, dal canto suo, persiste nel dichiarare di essere mosso da un "dovere morale" a connettere il mondo. Ma non tutti percepiscono il suo intento come tale: gli attivisti indiani di Savetheinternet.in non hanno risparmiato le critiche, ben consapevoli del fatto che "i business di Internet come Facebook e Google sono stati costruiti intorno all'idea di servizi inizialmente gratuiti, poi monetizzati attraverso mezzi come la pubblicità".

Gaia Bottà
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