Gaia Bottà

USA, ancora sanzioni per chi blocca il WiFi

Le stutture ricettive e i centri conferenze continuano ad abusare delle apparecchiature per il blocco degli hotspot personali. FCC irroga sanzioni che valgono una manciata di contratti imposti agli ospiti

Roma - Le autorità statunitensi avevano ammonito a chiare lettere: interferire con le connessioni WiFi personali è vietato dalla legge e le strutture ricettive come gli alberghi non possono adottare tecnologie per costringere gli ospiti a rassegnarsi alle soluzioni a pagamento. Nonostante ciò, gli operatori di settore non sembrano recepire.

La Federal Communications Commission si è così trovata costretta ad agire nei confronti dell'operatore M.C. Dean, fornitore di servizi di connettività presso il Baltimore Convention Center. L'azienda, spiega FCC, vende i propri servizi di connettività a 1.095 dollari per evento: lo scorso anno delle segnalazioni di visitatori hanno dato il via alle indagini, ed è stata rilevata l'impossibilità di creare hotspot personali per rilanciare in WiFi connessioni a Internet a favore di terzi. Le tecnologie implementate da M.C. Dean prevedono la deautenticazione ricorrente di tutti gli access point sconosciuti intercettati, così da garantire la connettività ai soli soggetti registrati e paganti: una soluzione che finiva per ostacolare anche i servizi di connettività esterni al centro congressi che si trovassero nel raggio di azione del network.

La multa proposta da FCC nei confronti del fornitore di servizi è di 718mila dollari: "il blocco delle reti WiFi minaccia di ostacolate l'innovazione wireless e la disponibilità di una tecnologia tanto importante per accedere a Internet" spiega FCC, e poiché il WiFi opera in uno spettro di frequenze libero, non sottoposto a licenza, nessuno può interferire con le comunicazioni che vi transitano.
Ad essere consapevole dell'illiceità delle soluzioni tecnologiche per il blocco degli hotspot è evidentemente anche la catena di hotel Hilton, che ha mancato di chiarire i dubbi della FCC in merito alle pratiche adottate nelle proprie strutture ricettive, a seguito di segnalazioni di alcuni clienti costretti a pagare 500 dollari per connettersi all'unica rete accessibile, quella messa a disposizione della struttura alberghiera.

Era il 2014 quando FCC chiedeva informazioni alla catena, un momento che coincideva con le sanzioni irrogate nei confronti della concorrente Marriot per pratiche illegali di jamming di hotspot WiFi. Mentre Marriot combatteva per vedersi riconoscere il diritto di agire a proprio piacimento sulle connessioni dei clienti e si rassegnava ad accantonare le proprie tecnologie, Hilton si negava alle richieste di FCC. Nei confronti della struttura alberghiera è stata proposta una multa di 25mila dollari per aver ostacolato il procedere delle indagini. FCC ha ricordato che qualora Hilton non metta a disposizione delle autorità la documentazione riguardo alle sue pratiche di gestione delle reti WiFi potrebbe incorrere in sanzioni ancora più pesanti. 25mila dollari sono il prezzo pagato da 50 clienti per accedere al servizio WiFi.

Gaia Bottà
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