Pedoporno, tutelare i diritti del singolo

di Daniele Minotti - Un'indagine sull'acquisto via internet di immagini illegali mette a confronto Procura e Tribunale. Che a Cagliari cancella il sequestro di un computer

Roma - Su L'Unione Sarda di due giorni fa è apparsa una notizia di grande rilievo. Il testo online dell'articolo è, purtroppo, disponibile per i soli abbonati, ma quanto riportato nella homepage pubblica è più che significativo:
"I giudici affermano che gli investigatori cercavano nel pc prove di cui dovevano già essere in possesso.
Il Tribunale sconfessa la Procura: a rischio l'inchiesta sui pedofili.
Annullato il sequestro del computer di un indagato, in arrivo altri appelli".


La notizia dell'indagine sarda era già circolata ed anche da altre parti d'Italia erano giunte conferme dell'esistenza di procedimenti analoghi (non necessariamente appartenenti allo stesso, originario filone) riguardanti migliaia di persone.

In pratica, secondo la tesi dell'accusa, alcuni utenti avrebbero acquistato materiali pedopornografici (rendendosi, quanto meno, responsabili del reato di cui all'art. 600-quater c.p.) "spendendo" la propria carta di credito sulle pagine di un sito, appunto, di transazioni online al fine di ottenere l'accesso al sito pedopornografico.
Già di per sé la spendita della carta di credito per operazioni notoriamente illegali lascia qualche perplessità. Ma, al di là di ciò, la cronaca (perché il testo dell'ordinanza cagliaritana non è ancora noto) ci consegna una realtà sconcertante: è sufficiente effettuare una transazione con un operatore che fa da intermediario anche per conto di siti pedopornografici (appunto, però, non soltanto per detti siti illeciti) per finire nella lista degli indagati.

Con tre conseguenze non da poco: anzitutto un'accusa infamante che nessuno potrà mai ripagare; poi, il sequestro di strumenti che sono diventati quotidiani per tutti, anche per lavoro; infine, l'esborso di somme talvolta non trascurabili per godere di un'assistenza legale adeguata e che è realistico definire irrecuperabili, anche a fronte di un esito finale completamente favorevole.

Facciamo un passo indietro. Per disporre un sequestro probatorio (verosimilmente quello contestato con il riesame) occorrono fondamentalmente due presupposti:
- il fumus comissi delicti, cioè la riconducibilità dei fatti contestati ad uno schema giuridico astratto, nel nostro caso, il reato di cui all'art. 600-quater c.p. - Detenzione di materiale (pedo-)pornografico;
- il vincolo pertinenziale, vale a dire il rapporto con il reato, nel caso di specie, il computer come presunto "contenitore" di immagini illegali con esso scaricate.

Secondo il Tribunale per il Riesame di Cagliari, però, la semplice transazione, pur fatta su un sito "ambiguo", cioè che ha rapporti con fornitori di materiali eterogenei, anche illegali, non è sufficiente per costituire il "fumus" di cui sopra, non costituisce, di per sé, elemento decisivo e tranquillizzante circa la commissione del reato contestato.

Soprattutto - ed è questo il nocciolo della questione -, il sequestro (pur tecnicamente "mezzo di ricerca della prova") non può diventare un éscamotage per garantirsi l'ipotetico rinvenimento di prove se già gli inquirenti non dispongono di sufficienti elementi.

Il provvedimento cagliaritano risulta essere il primo reso in quell'indagine, ma è ragionevole ritenere che le impugnazioni presentate allo stesso Tribunale avranno esito identico. Meno scontato sarà l'orientamento delle altre sedi giudiziarie anche se chi scrive, pur non conoscendo i particolari della vicenda, ritiene che il Tribunale di Cagliari, per quanto trapelato attraverso la cronaca, abbia giustamente e coraggiosamente (a causa della tipologia del reato che può far emergere questioni di coscienza) riconosciuto i diritti dei singoli, magari, "tra le righe", invitando gli inquirenti a compiere indagini più approfondite prima di accusare migliaia di persone.

avv. Daniele Minotti
Studio Minotti


dello stesso autore:
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30 Commenti alla Notizia Pedoporno, tutelare i diritti del singolo
Ordina
  • Leggo spesso che le indagini partono da siti civetta. Ma un sito civetta cosa è esattamente? Un sito dai contenuti illegali messo sù dalle Forze dell'ordine, che possono quindi controllarne facilmente i log con gli IP che hanno avuto accesso al sito?
    Leggo un vostro post nel quale si ipotizza anche il controllo di siti come quelli dei centri sociali e qualcuno faceva riferimento anche in questo caso a siti civetta. Mi chiedevo quindi se in teoria la polizia postale è in grado di "leggere" i log di un sito qualsiasi, o di "sniffare" tutto il traffico che scorre, per esempio, lungo le dorsali di un provider. Oppure possono farlo solo dietro denuncia e conseguente sequestro del server contenente il materiale illecito?

    Grazie.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Leggo spesso che le indagini partono da siti
    > civetta. Ma un sito civetta cosa è
    > esattamente? Un sito dai contenuti illegali
    > messo sù dalle Forze dell'ordine, che
    > possono quindi controllarne facilmente i log
    > con gli IP che hanno avuto accesso al sito?
    > Leggo un vostro post nel quale si ipotizza
    > anche il controllo di siti come quelli dei
    > centri sociali e qualcuno faceva riferimento
    > anche in questo caso a siti civetta. Mi
    > chiedevo quindi se in teoria la polizia
    > postale è in grado di "leggere" i log
    > di un sito qualsiasi, o di "sniffare" tutto
    > il traffico che scorre, per esempio, lungo
    > le dorsali di un provider. Oppure possono
    > farlo solo dietro denuncia e conseguente
    > sequestro del server contenente il materiale
    > illecito?

    La PolPost può fare, in pratica (non solo in teoria) tutto quello che hai detto ed anche di più. Possono leggere log, sniffare traffico, monitorare siti, intercettare e registrare comunicazioni, etc. etc. Tutto.
    Non c'è bisogno di nessuna denuncia; avuta notizia del reato il magistrato procede d'ufficio. Procede d'ufficio anche per ispezioni, sequestri, assunzioni di prove e tutto quanto sia necessario alla persecuzione del crimine. Nonostante la recente riforma del codice di procedura penale, al riguardo di questi fatti poco è cambiato. La PolPost compie le indagini anche a fini preventivi quando l'attività è sospetta; è sufficiente l'autorizzazione del magistrato, anche successiva. Una semplice segnalazione ai Carabinieri è sufficiente.
    non+autenticato
  • beh chiedo scusa....non capisco una cosa le leggi sono troppo complesse e contorte.

    posso capire la difficolta di riutrovare l'utente sul p2p ma se scarica da un sito o paga per connetersi con carta di credito....di ke prove necessita ancora per arrestarlo?

    chiaro diverso se si trattoiene 5 minuti e scappa
  • Adesso ti spiego come funziona l'ingresso a pagamento su un sito porno:

    Il gestore del sito porno fa un contratto con una terza persona (intermediario) che gli permette di ricevere pagamenti tramite carta di credito. Il gestore mette sulle sue pagine un link per pagare tramite l'intermediario. Un'acquirente che entra nel sito paga tot euro/dollari all'intermediario che fornisce una password. I soldi pagati finiscono nei conti dell'intermediario. Dopodichè il gestore del sito può reclamare i soldi pagati all'intermediario. L'acquirente quindi non paga il gestore del sito porno ma l'intemediario. Sugli etratti conto tale pagamento darà del tutto anonimo (non è rinvenibile il nome del sito per cui si è pagato ma solo il nome dell'intermediario). In questa situazione solo 3 persone sanno cosa sia stato realmente acquistato: l'acquirente, l'intermediario e il venditore. QUINDI basandosi sugli estratti conto non si evince niente se non che si è pagata la società intermediaria per un certo importo. Da qui a dire che si è acquistato materiale illegale è necessaria la fantasia di qualcuno...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Adesso ti spiego come funziona l'ingresso a
    > pagamento su un sito porno:
    >
    > Il gestore del sito porno fa un contratto
    > con una terza persona (intermediario) che
    > gli permette di ricevere pagamenti tramite
    > carta di credito. Il gestore mette sulle sue
    > pagine un link per pagare tramite
    > l'intermediario. Un'acquirente che entra nel
    > sito paga tot euro/dollari all'intermediario
    > che fornisce una password. I soldi pagati
    > finiscono nei conti dell'intermediario.
    > Dopodichè il gestore del sito
    > può reclamare i soldi pagati
    > all'intermediario. L'acquirente quindi non
    > paga il gestore del sito porno ma
    > l'intemediario. Sugli etratti conto tale
    > pagamento darà del tutto anonimo (non
    > è rinvenibile il nome del sito per
    > cui si è pagato ma solo il nome
    > dell'intermediario). In questa situazione
    > solo 3 persone sanno cosa sia stato
    > realmente acquistato: l'acquirente,
    > l'intermediario e il venditore. QUINDI
    > basandosi sugli estratti conto non si evince
    > niente se non che si è pagata la
    > società intermediaria per un certo
    > importo. Da qui a dire che si è
    > acquistato materiale illegale è
    > necessaria la fantasia di qualcuno...


    molto chiaro ma...se il link del'intermediario è su un sito porno pedofilo penso che gli estremi ci siano....anche perchè penso che ci sia una pagina di conferma che viene creata


  • Beh forse leggendo con piu' attenzione l'articolo non avresti fatto questa domanda.
    L'utente ha usato la carta per pagare una societa' che gestiva ANCHE siti con materiale pedopornografico. L'accusa al momento non puo' dimostrare se lui abbia speso i soldi per accedere a un sito pedofilo o ad uno dei siti legali gestiti dalla stessa societa'.
    Insomma e' come se tu compri il dvd di un film su un sito e ti arrestano perche' la ditta di quel sito gestisce ANCHE un sito pedofilo.

    - Scritto da: vegeta
    > beh chiedo scusa....non capisco una cosa le
    > leggi sono troppo complesse e contorte.
    >
    > posso capire la difficolta di riutrovare
    > l'utente sul p2p ma se scarica da un sito o
    > paga per connetersi con carta di
    > credito....di ke prove necessita ancora per
    > arrestarlo?
    >
    > chiaro diverso se si trattoiene 5 minuti e
    > scappa
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Beh forse leggendo con piu' attenzione
    > l'articolo non avresti fatto questa domanda.
    > L'utente ha usato la carta per pagare una
    > societa' che gestiva ANCHE siti con
    > materiale pedopornografico. L'accusa al
    > momento non puo' dimostrare se lui abbia
    > speso i soldi per accedere a un sito
    > pedofilo o ad uno dei siti legali gestiti
    > dalla stessa societa'.
    > Insomma e' come se tu compri il dvd di un
    > film su un sito e ti arrestano perche' la
    > ditta di quel sito gestisce ANCHE un sito
    > pedofilo.
    >
    non credo.se uno clicca su un link a carattere pedofilo e poi compra...le probabilità che abbia comprato un dvd sono scarse
  • > non credo.se uno clicca su un link a
    > carattere pedofilo e poi compra...
    una serie porno normale (magari orgia selvaggia all'ospizio collection...A bocca aperta)
    > le
    > probabilità che abbia comprato un dvd
    > sono scarse
    Mmm a quanto pare la società che endeva quella mer... gestiva anche siti porno normali, se uno ha cliccato per accedere alle pagine pedoporno, protette da password, ha già violato la legge, la storia del pagamento sarebbe un'aggiunta.
    Se la società (pedoporno) usa lo stesso conto sia per il materiale lecito che per quello illecito? cosa molto probabile, anche per "tutelare" gli orchiA bocca storta
    L'aver speso più di 30$ costituisce una prova fondata di acquisto di materiale pedoporno, prova abbastanza fondata da giustificare ulteriori indagini, con perquisizioni e sequestri?
    Riprendendo un'esempio già postato, supponiamo ci sia un'edicola che vende roba sottobanco e questa roba costi almeno 30?.
    Il fatto che uno prenda più di 30? di riviste lo rende molto sospetto di acquisto di materiale sottobanco?
    Personalmente credo che per avere una prova fondata di acquisto di quella mer... occorra avere sia l'accesso a pagine riservate con la mer... e sia il pagamento.



  • - Scritto da: vegeta
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > Beh forse leggendo con piu' attenzione
    > > l'articolo non avresti fatto questa
    > domanda.
    > > L'utente ha usato la carta per pagare
    > una
    > > societa' che gestiva ANCHE siti con
    > > materiale pedopornografico. L'accusa al
    > > momento non puo' dimostrare se lui abbia
    > > speso i soldi per accedere a un sito
    > > pedofilo o ad uno dei siti legali
    > gestiti
    > > dalla stessa societa'.
    > > Insomma e' come se tu compri il dvd di
    > un
    > > film su un sito e ti arrestano perche'
    > la
    > > ditta di quel sito gestisce ANCHE un
    > sito
    > > pedofilo.
    > >
    > non credo.se uno clicca su un link a
    > carattere pedofilo e poi compra...le
    > probabilità che abbia comprato un dvd
    > sono scarse

    Chi e' un minimo informato sull'argomento capisce chiaramente quale e' la situazione, e che ti ha preceduto (con il post anteriore al tuo) ha spiegato perfettamente il problema.

    I circa 90 indagati dalla procura di Cagliari (poveri loro...) sono finiti nell'occhio del ciclone non peche' hanno cliccato su un link pedofilo (come tu scrivi), non perche' hanno acquistato materiale illegale... ma solo perche' hanno acquistato tramite carta di credito in uno dei tanti siti che si appoggio alla societa' americana Ibill.com che funge da intermediario nei pagamenti on-line per tanti siti...

    Troppo facile sparare sul mucchio, senza la benche' minima rilevante prova, sperando di trovare qualche colpevole...


    non+autenticato
  • .. magari fossero solo i 90 di Cagliari. Credo che questa inchiesta partita da Pistoia veda coinvolte centinaia di persone in tutta Italia
    non+autenticato

  • > posso capire la difficolta di riutrovare
    > l'utente sul p2p ma se scarica da un sito o
    > paga per connetersi con carta di
    > credito....di ke prove necessita ancora per
    > arrestarlo?


    credo che la situazione sia tipo questa:

    http://tinyurl.com/3a5su


    Dove la transizione e' stata fatta, ma solo con lo stesso intermediario e non dal sito porno. Un po' come se, sopettando che per un uffico postale sia transitata materiale illegale, si indagasse a campione su tutti quellic eh si servono di quell'ufficio, dalla vecchietta che prende la pensione a l'ufficio che spedisce le raccomandate.

    non+autenticato
  • Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa l'avv. Daniele Minotti, l'autore dell'articolo "Pedoporno, tutelare i diritti del singolo", dopo gli ultimi sviluppi dell'indagine di Cagliari...

    http://www.unionesarda.it/UNIONE/2004/NZ1402/CRCP/...
    non+autenticato
  • In tal caso, chiedo scusa per la mia indicazione errata e ringrazio per la segnalazione circa la disponibilita' dell'articolo completo (che, in effetti, dice molto di piu' del mero sunto che ho potuto citare)
    Evviva L'Unione SardaSorride
    Un saluto.
    avv. Daniele Minotti
  • >Su L'Unione Sarda di due giorni fa è apparsa una notizia di >grande rilievo. Il testo online dell'articolo è, purtroppo, >disponibile per i soli abbonati

    L'edizione online, è consultabile gratuitamente. E' sufficiente premere sul link "archivio" in alto sulla Home Page, per poi scegliere il numero da consultare (disponibile sia in Html che PDF).
    L'Unione Sarda è stato il primo quotidiano online in Italia, sono disponibili tutte le copie edite a partire dal marzo 1994.
    Per esempio l'edizione dell'11/02 è disponibile qua:

    http://www.unionesarda.it/UNIONE/2004/NZ1102/PRIM/.../

    Saluti
    Ichnusa
    non+autenticato
  • > L'edizione online, è consultabile
    > gratuitamente. E' sufficiente premere sul
    > link "archivio" in alto sulla Home Page, per
    > poi scegliere il numero da consultare
    > (disponibile sia in Html che PDF).
    > L'Unione Sarda è stato il primo
    > quotidiano online in Italia, sono
    > disponibili tutte le copie edite a partire
    > dal marzo 1994.
    > Per esempio l'edizione dell'11/02 è
    > disponibile qua:
    >
    > www.unionesarda.it/UNIONE/2004/NZ1102/PRIM/PR
    >
    Non è più accessibile a tutti, bisogna registrarsi, ma la registrazione è gratuita.
  • Finalmente un pò di giustizia e un giudice saggio....
    non si possono sparare 2000 nomi e sperare ke tra loro ci sia qualcuno che ha commesso reato.:)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > non si possono sparare 2000 nomi e sperare
    > ke tra loro ci sia qualcuno che ha commesso
    > reato.:)

    Purtroppo questa è la filosofia in base alla quale è giusto spiare tutti per individuare i delinquenti, o anche solo i malintenzionati.
    non+autenticato

  • Si sa bene che in Italia relativamente al modo in cui la pensano i tuoi vicini di casa un avviso di garanzia equivale a una condanna quindi non si puo' assolutamente sparare nel vuoto un'accusa di pedofilia sperando di pizzicare così qualche criminale. E' una metodologia che va contro tutti i dettami fondamentali del nostro sistema giuridico. I fatti emersi in questa fattispecie la dicono lunga sui metodi di indagine delle nostre forze dell'ordine, ma per fortuna ci danno qualche speranza, proprio da quella magistratura che oggi viene continuamente vituperata. I

    n realtà negli utlimi tempi ho visto qualche interessantissimo slancio di libero pensiero proprio da parte dei magistrati, guarda il caso dei chip di modifica della PlayStation 2, in cui Sony aveva fatto sequestrare delle PS2 gia' modificate adducendo una presunta violazione dei sistemi di protezione del macinino nero. La risposta della magistratura è stata che non solo le loro accuse non erano basate su alcun diritto riconosciuto nel nostro codice, ma che le loro protezioni violavano i diritti del consumatore di sfruttare al meglio l'apparecchiatura da lui acquistata e anche i principi del libero commercio. Ma questa notizia credo sia stata riportata anche da P.I. ai suoi tempi. Cmq è stata una vera ventata d'aria fresca...

    Luke
    non+autenticato
  • concordo, sono "su Internet" da prima che inventassero l'HTML (vecchiotto, eh?) ma più pass ail tempo e più divento paranoico sui siti e i link da seguire
    se uno compra una rivista porno (legale) in edicola è finita li, ma se visiti un sito a luci rosse (a parte la tonnellata di dialer, virus e schifezze varie) sei sicuro che il tuo IP non finisca in qualche bell'elenco di "possibili" indigati?
    Sarà lo stesso anche per siti, che ne so, sui centri sociali?
    non+autenticato


  • - Scritto da: ishitawa

    > so, sui centri sociali?


    Bravo! Hai appena scoperto uno dei metodi d'indagine !
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > - Scritto da: ishitawa
    >
    > > so, sui centri sociali?
    >
    >
    > Bravo! Hai appena scoperto uno dei metodi
    > d'indagine !

    Mai sentito parlare di "siti civetta" ??Sorride
    non+autenticato
  • > non si possono sparare 2000 nomi e sperare
    > ke tra loro ci sia qualcuno che ha commesso
    > reato.:)

    Hai perfettamente ragione sulla saggezza del giudice, ma quelle 2000 persone sono indagate in quanto 2000 carte di credito hanno effettuato transazioni su quel sito.
    Non stanno sparando nel mucchio, tuttaltro. Certo se poi un certo numero di queste persone indagate sono innocenti ed i dati della loro carta di credito sono stati sfruttati da altri, purtroppo dovranno dimostrare a loro carico di essere innocenti.
    Cio' che IMVHO viene contestato e' il metodo: denunciare 2000 persone per possesso di materiale pedo-pornografico, modificando in seguito il capo di imputazione, perche' nei computer di questi 2000 soggetti non c'e' traccia di materiale pedo-pornografico, bensi' materiale sotto copyright scaricato illegalmente da Internet.
    Non susssistendo il reato di detenzione di materiale pedo-pornografico, la persona venga prosciolta dalle accuse e, in un momento successivo, denunciata per possesso del materiale trovato sul computer sequestrato.
    Al Capone fu denunciato per evasione fiscale ed in un secondo tempo le indagini scoprirono che sotto c'era ben altro... Qui invece si vuol fare al contrario, denunciare persone per reati di mafia e poi scoprire che invece hanno solamente evaso il fisco...
    non+autenticato
  • Altrochè se stanno sparando nel mucchio. Il tutto nasce da una simulazione dei carabinieri. Loro hanno acquistato materiale pedoporno pagandolo mi pare di capire una cifra superiore ai 30$. Dopodichè hanno richiesto ai gestori di carte di credito la lista di tutte le transazioni avvenute con tale società... (sono venuti fuori 60000 mila nominativi) società che è bene ricordarlo gestisce le transazioni di molteplici soggetti (queste società sono solo gateway). Dal momento che nulla si evince dagli estratti conto circa la "qualità" del materiale acquistato (l'unica indicazione è l'importo pagato e il nome della società di transazioni, si badi bene, non l'indirizzo del sito per cui è stata acquistata una password ma solo il nome della società che fa da mediatore tra acquirente e venditore), gli investigatori hanno deciso che chi aveva pagato una cifra simile a quella pagata da loro (più di 30$) aveva acquistato materiale pedoporno, in quanto, quello normale costa di più. Con questo criterio ha estratto dalla lista dei 60000 nominativi un sottoinsieme di persone che avevano pagato una cifra superiore. Il tribunale del riesame ha giustamente affermato che ciò non costituisce prova nemmeno a livello indiziale per cui il sequestro è illegittimo e nullo. Vi faccio notare che pagare una cifra superiore ai 30$ è possibile su tutti i siti porno (normali) basta abbonarsi anzichè per un solo mese per 2 o più mesi e si pagano anche 49$ ... Traete voi le conclusioni. Sono metodi questi? ... Resta ora da capire una cosa, ammettiamo che tra gli indagati ci sia effettivamente qualcuno che aveva materiale illegale, visto che i sequestri sono illegittimi e nullile prove dovrebbero essere inammissibili in quanto acquisite al di fuori della legge...
    non+autenticato
  • mi correggo: ... in quanto, quello normale costerebbe di MENO...
    non+autenticato
  • Il solito modo di fare... arrestano, sequestrano, perquisiscono... giornalate, interviste in tv, conferenze stampa dove fanno vedere coltellini svizzeri come se fossero macheti...

    Poi ai processi la maggioranza dei casi si risolve in una bolla di sapone, intanto pero' stress a manetta, soldi buttati, reputazione rovinata....

    Anche nelle indagini informatiche, che validita' hanno i dati acquisiti dalle forze dell'ordine tramite internet ? sono log, ovvero file di testo senza firma elettronica, che vanno confrontati con i log dei server internet e infine con i log delle compagnie telefoniche. Tutti questi server hanno indicati ora e data creati da orologi non sincronizzati e quindi non certificati.... tutta questa roba regge in un processo ? ho i miei dubbi, visto che hanno liberato mafiosi per semplici irregolarita' procedurali nei documenti....

    Perche' Punto Informatico non fa un bell'articolo di giornalismo VERO andando a ricercarsi tutti i procedimenti penali di cui ha dato notizia negli anni per vedere come sono andati a finire ? archiviati ? rinvio a giudizio ? patteggiamento ? sentenze definitive ? alla fine, dopo anni, tutta quella gente e' stata condannata o assolta ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Perche' Punto Informatico non fa un
    > bell'articolo di giornalismo VERO andando a
    > ricercarsi tutti i procedimenti penali di
    > cui ha dato notizia negli anni per vedere
    > come sono andati a finire ? archiviati ?
    > rinvio a giudizio ? patteggiamento ?
    > sentenze definitive ? alla fine, dopo anni,
    > tutta quella gente e' stata condannata o
    > assolta ?

    Mi pare che qualche tempo fa avesse fatto un articolo con le cifre di procedimenti di questo genere. Mi pare il numero dei condannati non fosse piu` del 20% degli accusati. In pratica per ogni infopedofilo che viene punito ci sono 4 innocenti che perdono per sempre la faccia.
    non+autenticato