Gaia Bottà

Ryanair: eDreams, Google e la pubblicità che inganna

La compagnia aerea low cost non tollera che si ricalchi il proprio brand per proporre ai consumatori offerte poco trasparenti. A cui Google garantisce visibilità a pagamento

Roma - La piattaforma eDreams pubblicizza voli con tariffe imbattibili ma poco traparenti, e lo fa impersonando le compagnie aeree di cui ripropone le offerte; Google, dal canto suo, non fa nulla per fermarla, continuando a garantire grande visibilità ad annunci pubblicitari ritenuti lesivi dei consumatori. Ryanair le ha denunciate entrambe.

eDrams Ryanair

La compagnia aerea low cost aveva già minacciato di adire le vie legali nel mese di ottobre: ora ha ufficialmente depositato una denuncia presso la High Court irlandese, lamentando come le due aziende "ingannino i consumatori pubblicizzando tariffe Ryanair non esistenti attraverso il sito di eDreams e attraverso l'advertising di Google nelle pagine dei risultati di ricerca".

Il vettore, in particolare, sottolinea come eDreams proponga offerte Ryanair su un sottodominio foriero di confusione: www.ryanair.edreams.com, che ricalca nei colori e nelle immagini il brand della compagnia aerea, indurrebbe i consumatori a credere di essere sul sito del vettore irlandese, così da spingerli a prenotare il proprio volo. Prenotare con l'intermediazione di eDreams, avverte Ryanair, che senza dubbio può vantare esperienza in materia, significa trovarsi di fronte a incongruenze tra i prezzi pubblicizzati e le reali tariffe di acquisto, visualizzate nella loro interezza solo al momento del pagamento. Non è tutto: la mediazione di eDreams avrebbe creato problemi anche per quanto riguarda la qualità dei servizi, fra bagagli non registrati e manchevoli informazioni relative ai passeggeri in viaggio.
L'82 per cento degli utenti, secondo un sondaggio commissionato dalla compagnia aerea, sarebbe convinto che www.ryanair.edreams.com sia un suo dominio: il fatto che eDreams offra un servizio non all'altezza dell'offerta Ryanair getterebbe cattiva luce sul vettore. Su queste basi Ryanair ha già ottenuto in Germania una vittoria su eDreams, vedendosi riconoscere una violazione del proprio marchio registrato.
Google, invece, viene chiamata in causa in quanto soggetto che offre visibilità alle proposte ingannevoli di eDreams. Nulla in contrario rispetto alla vendita di spazi pubblicitari da parte della Grande G, spiega la compagnia aerea: Google, però, permetterebbe all'intermediario di piazzare risultati a pagamento, probabilmente sfruttando per il posizionamento keyword "Ryanair" per AdWords, offrendo una posizione privilegiata nella SERP a una pagina ingannevole come www.ryanair.edreams.com. Non è evidentemente bastato il confronto informale tra il CEO di Ryanair Michael O'Leary e il chairman di Alphabet Eric Schmidt: la compagnia aerea continua a ritenere che Google, nell'offrire spazio all'advertising con cui eDreams ricalca le fattezze di Ryanair, violi le proprie policy tradendo la fiducia dei consumatori e negando loro la necessaria trasparenza.

Ryanair, già in passato, si era scagliata contro aggregatori di proposte commerciali che raccogliessero le sue offerte per un servizio di comparazione di prezzi, ottenendo dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea il riconoscimento del diritto di limitare lo scraping, e quindi l'accesso e l'utilizzo del proprio database di voli, attraverso le proprie condizioni d'uso. Non è dato sapere se la compagnia aerea farà valere le proprie ragioni sulla base della giurisprudenza europea. Probabile invece che Ryanair muova contro eDreams e la complicità di Google anche in altri paesi come Regno Unito, Italia e Spagna. eDreams, dal canto suo, ha bollato l'azione legale del vettore come "l'ennesimo tentativo di Ryanair di impedire alle agenzie di viaggi online di offrire ai consumatori i migliori prezzi e la libertà di scelta".

Gaia Bottà
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3 Commenti alla Notizia Ryanair: eDreams, Google e la pubblicità che inganna
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  • Eh?? Ma stiamo parlando della stessa compagnia che per affermare che esisteva un mezzo di pagamento che non dava origine a sovraprezzo - e che quindi le spese di transazione potevano essere considerate come un optional da non dover necessariamente includere nel prezzo finale da mostrare al pubblico - utilizzava una carta di credito che nessuno aveva ?
    Sostanzialmente loro non vogliono che esistano dei servizi terzi che comparino le varie tariffe. Visto che sono grandi e conosciuti, vogliono che gli utenti vadano sul loro sito specifico e, visto che il tempo è denaro, si fermino lì invece di utilizzare un servizio terzo che gli permetta di comparare le varie proposte.
    Alla faccia della trasparenza!
  • Non è questo il caso di cui parli. Qui si parla di una pagina di eDreams dedicata a Ryanair e che per la grafica potrebbe far credere alle persone di trovarsi su quella ufficiale che invece non è.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Simone
    > Non è questo il caso di cui parli. Qui si parla
    > di una pagina di eDreams dedicata a Ryanair e che
    > per la grafica potrebbe far credere alle persone
    > di trovarsi su quella ufficiale che invece non
    > è.

    Ed edreams e' uno dei servizi piu' scadenti con cui mi sia capitato di avere a che fare.
    Prenoti con loro a tariffe imbattibili, poi se quel biglietto che loro hanno proposto come intermediari non esiste piu', ti ritorna i soldi e ciao.... (e stanno ben lontani dall'avvertirti che funziona in quel modo)