Alfonso Maruccia

Hideo Kojima, reincarnazione PlayStation

Il celebre e celebrato designer videoludico apre un nuovo capitolo della sua giÓ lunga carriera con una partnership con Sony, e un primo gioco realizzato in esclusiva temporanea per console PlayStation. Konami? Una storia finita male

Roma - Dopo mesi di speculazioni sul futuro di Hideo Kojima, è lo stesso designer giapponese a confermare quello che già si sospettava da tempo: il contratto che lo legava a Konami è scaduto il 15 dicembre, e di qui in poi lo sviluppatore lavorerà come indipendente ma sarà legato contrattualmente a Sony Computer Entertainment (SCE).


Kojima-san è la mente creativa che si nasconde dietro la serie Metal Gear Solid, da sempre un'esclusiva del publisher Konami e baciata da un successo costante anche nell'ultima incarnazione (MGS V) recentemente uscita per console di nuova generazione e PC Windows.

Dopo la pubblicazione del nuovo Metal Gear, però, il comportamento di Konami - spesso giudicato come privo di rispetto e considerazione nei confronti del designer a cui tanto deve il publisher nipponico - avevano sollevato mille dubbi sia sul futuro della saga che su quello lavorativo di Kojima. La vicenda si è conclusa piuttosto male con il divieto, imposto al designer dagli avvocati di Konami, di presenziare a una cerimonia di premiazione in occasione di The Game Awards.

In un annuncio congiunto con il presidente e CEO di SCE Andrew House, Kojima ha ora confermato di aver rilanciato Kojima Productions (precedentemente proprietà Konami) come uno studio indipendente e di voler continuare a sviluppare videogiochi innovativi e "nuove serie" per la piattaforma PlayStation. Il suo prossimo titolo arriverà in esclusiva su PS4, e verrà in seguito convertito per PC.

Se Metal Gear sarà ora sospesa in un limbo senza il suo creatore, il futuro di Kojima è oggi più chiaro e può contare sulle performance di mercato delle console di nuova generazione e della PS4 in particolare: la console che ha recentemente superato i 30 milioni di unità vendute ridà fiducia agli sviluppatori di giochi "hardcore" o comunque lontani dalla consunzione un tanto a tocco dei gadget mobile, ha spiegato House, e Kojima può sicuramente essere annoverato fra chi nei videogiochi hardcore ha da sempre investito tutto il suo talento.

Alfonso Maruccia
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