Gabriele Niola

WebTheatre/ YouTube Rewind, pubblicità per la pubblicità

di G. Niola - Il tradizionale condensato dell'anno di YouTube dice molto di come la piattaforma si voglia presentare agli inserzionisti. Un mondo patinato e codificato che vorrebbe cacciare sotto il tappeto ciò che non è presentabile

Roma - A partire dal 2010 ogni anno, verso la fine dell'anno, YouTube rilascia il suo YouTube Rewind, video realizzato dalla stessa società per mettere insieme star, meme, canzoni e quanto abbia segnato in termini di visualizzazioni il grande aggregatore nel corso dell'anno. Inizialmente era solamente un montaggio, con il tempo si è fatto più elaborato e adesso regolarmente è un video girato ex novo per il quale vengono convocate star, personaggi televisivi e cantanti e per il quale sono allestite elaborate scenografie che in una maniera o nell'altra richiamino i video più importanti.


La versione 2015 è stata postata il 9 Dicembre ed ha raggiunto 52 milioni di visualizzazioni, parlando di video che si aggirano intorno alla manciata di milioni in media (a dimostrazione di quanto funzioni l'idea). Mentre Google fa il suo zeitgeist (la classifica delle parole più cercate), YouTube con tutto altro atteggiamento elabora quindi Rewind.
I cambiamenti nei diversi video Rewind dal 2010 ad oggi ci suggeriscono però anche quanto sia cambiato YouTube, specie nell'immagine che vuole dare di sé.

Ad oggi i video che totalizzano numeri impressionanti non sono più pochi e non sono più solo video virali. In Rewind non ci sono insomma quasi più gli sconosciuti diventati noti per una performance clamorosa come capitava prima (basta vedere il primo del 2010) ma, come è precisa strategia del Tubo, ci sono tutti i grandi nomi e progetti. Grandi nomi che ad oggi sono sia youtuber di chiara fama (in America, da noi molto meno), che personaggi televisivi come Jamie Oliver (che online fanno una buona parte delle loro visualizzazioni e che partecipano al Partner Program del Tubo) o grandi progetti come Kung fury.
I video Rewind si fanno più professionali ed elaborati, le partecipazioni a questi video si fanno più professionali ed elevate, perché YouTube si fa più professionale. O almeno così intende dare a vedere. La verità è sempre molto più difficile da sapere ma intuitivamente è evidente che aumentando l'utenza aumentano vertiginosamente anche i contenuti pessimi, caricati male e a casaccio, l'UGC peggiore. Tuttavia le strategie di diversione dell'attenzione di Google si fanno sempre più precise tanto che adesso video musicali, clip televisive autorizzate e youtuber riescono a prendere il grosso delle view.

La retrospettiva del 2015 presenta solo una bambina sconosciuta, quella del video su Aretha Franklin (22 milioni di visualizzazioni), il resto delle star sono i nomi più pesanti del Tubo americano e mondiale (non manca PewDiePie). È forse la fotografia più che di cosa sia oggi YouTube, della maniera in cui intende vendere se stesso agli investitori e di dove intenda andare, quel mondo di musica (il sottofondo del video è costituito dalle canzoni i cui video hanno fatto più view), colori, droni, sorrisi e fotografia modaiola è esattamente "l'estetica YouTube".

È forse il primo caso in cui un'emittente vende agli inserzionisti pubblicitari un mondo che è già esso stesso fatto a forma di pubblicità. Di certo è chiaro che nonostante la fatica della piattaforma per promuovere questa parte del proprio catalogo, rimane il fatto che tutto il sommerso, tutto ciò che non è presentabile e non verrebbe mai usato come "copertina", costituisce la parte più interessante del video online, quella più eversiva e innovativa, più rivoluzionaria e anticonformista.

YOUTUBE REWIND 2015


Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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