Claudio Tamburrino

Gli USA, Obama e il visti social club

Dopo la strage di San Bernardino si Ŕ aperto negli USA il dibattito sulla possibilitÓ che le autoritÓ controllino i richiedenti visto d'ingresso anche sui social network. In modo da individuare eventuali simpatie estremiste

Roma - Il Presidente statunitense Barack Obama ha fatto un poco di chiarezza sui dati attinti ai social network, raccolti dalle autorità per effettuare i controlli necessari a rilasciare un permesso di soggiorno negli Stati Uniti.

Nel corso del suo tradizionale discorso di fine anno, il presidente è intervenuto sulla questione perché legata al massacro di San Bernardino, in California, che ha finto per far aprire il dibattito nel paese sulla possibilità da parte delle autorità di controllare i social network dei richiedenti visti alla ricerca di indizi di simpatie per gruppi estremisti.

A tal proposito il Segretario della Homeland Security Jeh Johnson, prima di Obama, aveva riferito che "vi sono alcuni limiti legali" alle indagini sui social network che le autorità possono compiere: una frase cavalcata, per esempio, dalla candidata repubblicana alla presidenza Carly Fiorina per aizzare la polemica.
Obama ora, innanzitutto, dichiara ottimismo rispetto a quanto fatto dopo le rivelazioni dell'ex NSA Edward Snowden che hanno scoperchiato il vaso di Pandora sugli eccessivi poteri delle autorità rispetto alle libertà ed alla privacy degli utenti: "In generale penso che siamo riusciti a raggiungere un giusto equilibro tra la protezione delle libertà civili e gli sforzi per la sicurezza dei cittadini statunitensi, nel quale la privacy è rispettata".

Obama spiega poi che "le nostre forze dell'ordine e i professionisti dell'intelligence monitorano costantemente i post pubblici, un'operazione che fa parte del consueto processo di approvazione di una richiesta di visto".
Entrando quindi nel dettaglio spiega che il governo non consulta invece quella moltitudine di email, messaggi di chat e piattaforme per l'invio di SMS utilizzati giornalmente: si tratta di sistemi di comunicazione privata "a cui per definizione è più difficile accedere".

In ogni caso, Obama spiega che si sta facendo "tutto il possibile per collaborare con la community high tech per cercare di scoprire quale sia il modo più appropriato per fare un lavoro migliore e tracciare ed individuare i sospetti terroristi".

Da questo presupposto Obama lancia un appello che sembra fare eco alla linea di pensiero francese: "Ci stiamo impegnando per cercare una soluzione per fare un lavoro migliore" e collaborare efficacemente con l'industria ICT.

Claudio Tamburrino
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