Gaia Bottà

Facebook, simulazioni di guerra con Google

Il social network ha nel corso degli anni condotto esperimenti sui propri utenti, innescando crash per mettere alla prova la loro fedeltà e per provare a dirottarli su servizi che facessero a meno della mediazione di Google

Roma - Per comprendere il proprio ruolo nella vita quotidiana degli utenti, per misurare la propria capacità di essere indispensabile ai propri milioni di amici, Facebook non ha esitato a condurre esperimenti che prevedevano l'indisponibilità della propria app mobile in scenari reali, con utenti inconsapevoli e costretti a rivolgersi a soluzioni alternative.

Non è chiaro quanti siano gli utenti coinvolti, né sono emersi i dettagli dei test: The Information ha semplicemente reso noto che "diversi anni fa", prima che Facebook iniziasse a capitalizzare il proprio miliardo e mezzo di utenti, quasi 900 milioni dei quali connessi a mezzo mobile, ha condotto esperimenti negando loro la funzionalità della propria applicazione Android, per comprendere quanto l'accesso al social network fosse per loro indispensabile.

La fonte di The Information racconta che i crash artificiali rendevano indisponibile l'applicazione per alcune ore: Facebook meditava di individuare le soglie di sopportazione degli utenti, mettere alla prova la loro pazienza e stimare il valore percepito di Facebook, se raffrontato all'ostacolo rappresentato dall'errore artificiale.
L'esperimento, pare, ha saputo dimostrare l'incrollabile fiducia degli amici, indefessi nei loro tentativi di accesso all'app e nel rivolgersi alla versione Web del social network. Un simile atteggiamento è stato rilevato in un altro test, per cui agli utenti di un piccolo paese è stata negata per una settimana la possibilità di scaricare l'applicazione attraverso Play Store ed è stato rivolto l'invito a fare riferimento a un link ordinario.
Lo scopo ultimo dell'esperimento, riferiscono gli informatori della testata, era quello di immaginare un futuro scenario di competizione nel quale Google avrebbe negato al social network l'accesso al marketplace: se le relazioni fra le due aziende sono apparentemente pacifiche, tanto da aver permesso lo sviluppo di servizi come Facebook Home, è altresì vero che le condizioni di sfruttamento della API Google da parte del social network, da quelle dedicate alle mappe a quelle impiegate per le notifiche, potrebbero cambiare, ai danni di Facebook. Menlo Park sembra avere tutte le intenzioni di volersi cautelare.

Gaia Bottà
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