Gaia Bottà

BlackBerry: nessuna backdoor per l'Olanda

L'azienda canadese interviene per dissipare i dubbi calati sulla sicurezza dei propri terminali: l'accesso ai dati degli utenti, afferma, non è avvenuto né per responsabilità di BlackBerry né con la sua complicità

Roma - BlackBerry da sempre fa della sicurezza e della privacy la leva per il proprio business, presso utenti consumer e utenti business. Con l'incertezza che aleggia su un mercato nettamente cambiato rispetto al passato, per l'azienda canadese è determinante ribadire la propria affidabilità: è per questo motivo che ha scelto di intervenire a seguito delle recenti indiscrezioni trapelate dalle forze dell'ordine dei Paesi Bassi.

Nei giorni scorsi l'Istituto Forense olandese ha confermato, senza entrare nei dettagli, la possibilità di accedere a comunicazioni cifrate scambiate attraverso i terminali BlackBerry, operazione riuscita però solo avendo accesso fisico al terminale. Si tratta di una possibilità a cui ambiscono i governi di numerosi paesi del mondo, a cui BlackBerry ha sempre però negato la collaborazione almeno per quanto riguarda la piattaforma BES.

L'azienda canadese, con un post sul proprio blog ufficiale, ha ora espresso la propria posizione in merito al "crack del sistema di cifratura che protegge le email e altri dati conservati su terminali BlackBerry". Ammettendo che mancano i dettagli riguardo al dispositivo in oggetto, alla sua configurazione e al tipo di dati a cui le forze dell'ordine sostengono di aver avuto accesso, BlackBerry imputa la presunta violazione a "fattori non collegati alla progettazione del dispositivo". Si potrebbe trattare di "consenso da parte dell'utente, applicazioni di terze parti non sicure, un comportamento manchevole in termini di sicurezza da parte dell'utente" i cui dati sono stati consultati dalle autorità. In ogni caso, BlackBerry esclude la propria responsabilità.
"Non ci sono backdoor in alcun dispositivo BlackBerry e BlackBerry non conserva la password di accesso al dispositivo e quindi non può condividerla con le forze dell'ordine o con alcun altro soggetto", assicura l'azienda: "Ammesso che gli utenti si adeguino alla pratiche che vengono raccomandate loro, i dispositivi BlackBerry rimangono sicuri e privati come sono sempre stati".

Gaia Bottà
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