Alfonso Maruccia

Competenze digitali, le mancanze dell'Italia

AgID torna a descrivere la situazione delle competenze digitali nella pubblica amministrazione e tra le aziende private, un ambito in cui non si registrano miglioramenti significativi

Roma - Stando a quanto si evince dalla seconda edizione dell'Osservatorio delle Competenze Digitali, la pubblica amministrazione e le aziende non vanno di pari passo con quanto richiesto da società ed economia, con una conversione al digitale che in sostanza sembra riguardare il mondo intero tranne che l'Italia.

Promosso dall'Agenzia per l'Italia Digitale (alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri di Matteo Renzi) e condotto dalle associazioni dell'ICT italiane come AICA, Assinform, Assintel e Assinter Italia, l'osservatorio sulle competenze digitali denuncia i ritardi strutturali dello Stivale quando si tratta di innestare competenze informatiche e tecnologiche nel lavoro e nell'amministrazione.

Tra i punti cruciali del nuovo rapporto sulle competenze digitali, l'osservatorio evidenzia una copertura, misurata come compresenza di tutte le componenti necessarie, che varia dal 73 per cento delle aziende del settore tecnologico al 41 per cento nella PA, valore che scende al 37 per cento se si prendono in considerazione le pubbliche amministrazioni sul territorio.
I ruoli professionali più ricercati in ambito hi-tech includono esperti di sicurezza, analisti, CIO, amministratori di database, mentre per quanto riguarda il reclutamento di nuovi lavoratori specializzati si passa prevalentemente tra le conoscenze personali e professionali (aziende ICT), le società di ricerca e selezione del personale (aziende "standard") e i bandi di concorso pubblico (PA).

Le lauree più accreditate per i "competenti" digitali includono informatica, scienza dell'informazione e altri indirizzi ingegneristici, sebbene latiti l'incentivo economico: le retribuzioni ICT sono in media tra le più basse, il settore è costantemente arretrato, anche se nel 2014 ci sono stati alcuni segnali di miglioramento.

Per porre rimedio all'arretratezza sistematica dell'Italia in campo tecnologico, le associazioni di settore propongono misure strutturali rivolte alla formazione come una nuova normativa per gli istituti professionali, una piattaforma nazionale di contenuti didattici, percorsi accademici "innovativi" e tutoring extra-curricolari.

Alfonso Maruccia
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11 Commenti alla Notizia Competenze digitali, le mancanze dell'Italia
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  • Il problema è che sbagliano a cercare, perché cercano candidati che conoscano determinati prodotti, piuttosto che quelli che hanno competenze sulle quali si basano quei prodotti.
    Sparano marche, sigle, versioni e da quei requisiti assurdi pretendono di trovare qualcuno. Sapere un prodotto a menadito, non è avere competenze digitali!
    non+autenticato
  • Verità.
    Che tragedia....
    non+autenticato
  • Diciamocelo ben chiaro: in italia si diventa dipendenti pubblici quando non si può/vuole fare niente di più.
    Le qualità della maggior parte di loro si se ngià non lo sono, si abbassano ulteriormente durante la vita, per via delle inefficienze interne che addormentano gli animi e della burocrazia che spegne in breve tenpo ogni voglia di migliorare le cose.
    Senza contare che in cuor suo ogni dipendente pubblico sa che i cittadini lo considerano un lavativo/imboscato, magari a torto perché non si può fare di tutte le erbe un fascio.
    Alcuni di loro diventano anche arroganti perché possono tirannizzare i cittadini nascondendosi dietro le regole e sanno che la responsabilità si perde nei meandri della non chiarezza generalizzata.
    A questo punto fa un po' pena infierire con le competenze digitali, su gente che è mentalmente bloccata all'infanzia da un genitore fortemente normativo (lo stato).
    Ripeto, non faccio di tutte le erbe un fascio, ma il quadro di ritorno che la maggior aprte di noi ha è questo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: surname
    > Diciamocelo ben chiaro: in italia si diventa
    > dipendenti pubblici quando non si può/vuole fare
    > niente di
    > più.
    > Le qualità della maggior parte di loro si se ngià
    > non lo sono, si abbassano ulteriormente durante
    > la vita, per via delle inefficienze interne che
    > addormentano gli animi e della burocrazia che
    > spegne in breve tenpo ogni voglia di migliorare
    > le
    > cose.
    > Senza contare che in cuor suo ogni dipendente
    > pubblico sa che i cittadini lo considerano un
    > lavativo/imboscato, magari a torto perché non si
    > può fare di tutte le erbe un
    > fascio.
    > Alcuni di loro diventano anche arroganti perché
    > possono tirannizzare i cittadini nascondendosi
    > dietro le regole e sanno che la responsabilità si
    > perde nei meandri della non chiarezza
    > generalizzata.
    > A questo punto fa un po' pena infierire con le
    > competenze digitali, su gente che è mentalmente
    > bloccata all'infanzia da un genitore fortemente
    > normativo (lo
    > stato).
    > Ripeto, non faccio di tutte le erbe un fascio, ma
    > il quadro di ritorno che la maggior aprte di noi
    > ha è
    > questo.
    e' un buon riassunto di una buona fetta dei problemi esistenti. bravo. quasiquasi me lo copio sto pezzoOcchiolino
    non+autenticato
  • Se si sognano di trovare competenze a 1000 euro al mese, se lo scordino, quando poi spesso ti tocca abitare in una grossa citta' dove queste aziende risiedono e ti ci vogliono 800 euro solo di affitto.

    Quindi meglio fare il downshift e prendersi un tozzo di terra e ci campi meglio, oppure le competenze createvele a vostre spese.

    PAGAREEEEEEEEEEEEE!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Se si sognano di trovare competenze a 1000 euro
    > al mese, se lo scordino, quando poi spesso ti
    > tocca abitare in una grossa citta' dove queste
    > aziende risiedono e ti ci vogliono 800 euro solo
    > di affitto.
    >
    > Quindi meglio fare il downshift e prendersi un
    > tozzo di terra e ci campi meglio, oppure le
    > competenze createvele a vostre spese.
    >
    > PAGAREEEEEEEEEEEEE!

    Esatto !
    non+autenticato
  • Tutti i lavori si dividono in due grandi tipologie:
    1) quelli in cui alla fine deve funzionare qualcosa
    2) quelli per cui non si produce niente e/o è irrilevante se funziona

    I lavori che ricadono nella prima categoria sono quelli meno considerati e peggio pagati, se hai un lavoro di quel tipo non hai speranza di carriera o gratificazioni particolari.

    Gran parte dei lavori ICT ricadono nella prima.

    Mentre il lavoro per eccellenza della seconda è il politico, l'unico per cui non contano minimanente capacità, corso di studi, competenze e risultati acquisiti... e come detto prima è irrilevante se alla fine hai prodotto niente o se quello che hai prodotto è fallito miseramente.
  • dicono di non trovare figure specializzate perché affidano la selezione ad agenzie di selezione del personale che oltre a fregarti con un contratto da magnaccio (tu sudi e l'agenzia si becca soldi sul tuo sudore), non hanno la più pallida idea di quali siano le tue competenze informatiche
    non+autenticato
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