Luca Annunziata

Il Fisco italiano colpisce ancora, nel mirino ora c'è Google

In arrivo l'accertamento fiscale per le attività italiane di Mountain View. La notizia diffusa a mezzo stampa, prima della notifica agli interessati

Il Fisco italiano colpisce ancora, nel mirino ora c'è GoogleRoma - È una situazione paradossale quella vissuta oggi da Google, le cui attività italiane sono finite al centro di un'indagine condotta dalla Guardia di Finanza: la notizia è partita da alcune indiscrezioni raccolte dalla stampa italiana, confermata direttamente dal direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi nel corso di una conferenza organizzata da Il Sole 24 Ore, prima ancora però che ai diretti interessati fosse notificato alcun atto sia presso gli uffici italiani che presso la sede istituzionale in Irlanda a cui fanno capo tutte le operazioni europee.

La mancanza di notizie precise ha anche causato un incredibile balletto sulle cifre che sarebbero in ballo in questa inchiesta: la stima più probabile, che tuttavia andrà verificata in seguito, parla di circa 227 milioni di euro di imposte che la Finanza ritiene siano state evase da Google (a fronte di 300 milioni di imponibile), relative agli anni compresi tra il 2009 e il 2013. Le cifre non sono state confermate dalla già citata Orlandi, che ha invece confermato che "la Guardia di Finanza sta notificando in queste ore un verbale" a Mountain View, ma non ha aggiunto altro trincerandosi dietro l'intenzione di non commentare un procedimento ancora in corso. Cifre per altro lontane da quelle circolate un anno fa, in cui già si favoleggiava di un accordo tra Google e il Fisco italiano.

Va detto che quella che si prefigura è una situazione molto diversa da quanto non fosse nel caso Apple, a cui tutti però già paragonano la vicenda: innanzi tutto siamo agli albori del procedimento, che per ora non ha visto coinvolta l'azienda bensì solo le Forze dell'Ordine che hanno indagato sulle attività svolte da Google nel Belpaese, e con le prime che solo ora hanno presentato le proprie conclusioni alla Magistratura, alla Agenzia delle Entrate e ovviamente alla stessa Big G. A questo punto verrà notificato a Google un verbale che chiarisca quali sono le contestazioni che la Finanza solleva sul suo operato, e si avvieranno due diversi procedimenti (uno in sede civile e uno in sede tributaria) che prevedono delle istruttorie e l'intervento dell'azienda che potrà tentare di spiegare la propria posizione ed eventualmente respingere gli addebiti.
Altra differenza piuttosto significativa è la sostanziale immaterialità che riguarda le attività di Google rispetto a quelle di Apple: l'azienda di Cupertino produce un'ampia fetta del proprio fatturato con la vendita di hardware (smartphone, tablet, PC ecc.), mentre per quanto riguarda Mountain View i Nexus e i Chromebook sono una fetta del tutto marginale del giro d'affari online messo in piedi in questi anni. Non transitano merci negli hub degli spedizionieri e nelle grandi catene della GDO, e dunque in questo caso più che in altri si metterà alla prova l'attuale regime tributario italiano rispetto a queste nuove forme di business fiorite dal 2000 in avanti: argomento a lungo oggetto di dibattito in Italia, con la proposta poi tramontata di una Web-Tax, dibattito che ora si è spostato a livello europeo con la Commissione impegnata ad elaborare un nuovo accordo continentale per accordare e concertare tra di loro i diversi sistemi di tassazione vigenti nei diversi paesi dell'Unione (sposando il principio di tassare i profitti nel paese in cui vengono realizzati).

Al termine della sua vicenda con Fisco italiano, Apple ha inoltre deciso come si dice in gergo di "aderire al verbale": di fatto ha accettato tutte le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate e ha pagato la cifra di 318 milioni che le era stata richiesta senza sconti (particolare che stamani il direttore Orlandi ha voluto ribadire). Non sappiamo ora, e probabilmente non lo sa neppure Google visto che non è al corrente di quali siano le contestazioni che le vengono mosse, se invece in questa circostanza si avvierà una trattativa per negoziare una transazione. In ballo ci sono gli attuali accordi stipulati da molte aziende con il fisco di alcune nazioni come l'Irlanda o il Lussemburgo, che hanno garantito sostanziosi sconti sulle tasse da pagare facendo però transitare tutti gli utili attraverso le maglie del fisco di un solo paese.

Da Google per ora arriva solo una dichiarazione laconica, che dice molto su quanto l'intera vicenda sia decisamente solo all'inizio di un lungo percorso: "Google rispetta le normative fiscali in tutti i paesi in cui opera - recita il comunicato attribuito a un portavoce - Continuiamo a lavorare con le autorità competenti". Come ha fatto nel Regno Unito, dove ha appena chiuso una vicenda simile con il pagamento di 130 milioni di sterline.

Luca Annunziata
71 Commenti alla Notizia Il Fisco italiano colpisce ancora, nel mirino ora c'è Google
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  • L'itaglia chiede il doppio circa dell'inghilterra.
    Il paese da cui chi può scappa, non si smentisce.
    Evasione, reato penale; in itaglia lo è perché fa pena l'evasore (non delinquente, ovvio).
    E la corruzione pubblica da decine di miliardi dove la mettiamo?
    Ma va 't cagher!
    non+autenticato
  • Il fatto che esista la corruzione non ti autorizza ad evadere il fisco, per me se evadi sei un delinquente analogo ad un corruttore. E per la cronaca, i politici corrotti esistono anche perchè esistono imprese private disposte a pagarli.

    E il fatto che cameron prenda tangenti dalle multinazionali per concedere loro sconti fiscali, ovviamente non autorizza renzi a fare altrettanto. In entrambi i casi gli indecenti "sconti" concessi destano la ragionevole deduzione che siano stati pagati dalle aziende beneficiarie a suon di tangenti.
    non+autenticato
  • In Italia finché c'è l'Euro e trattati europei come MES e Fiscal Compact le tasse vanno evase il più possibile.

    Se evadi ti restano soldi in tasca da spendere per alimentare la domanda aggregata della zona in cui vivi. E quindi la ricchezza gira tra i cittadini.

    Se paghi, finisce nel buco nero dei trattati europei che succhiano da soli ogni anno 13x quello che costa tutta la burocrazia italiana compresi furti dei politici.
    iRoby
    6842
  • - Scritto da: iRoby
    > In Italia finché c'è l'Euro e trattati europei
    > come MES e Fiscal Compact le tasse vanno evase il
    > più
    > possibile.
    >
    > Se evadi ti restano soldi in tasca da spendere
    > per alimentare la domanda aggregata della zona in
    > cui vivi. E quindi la ricchezza gira tra i
    > cittadini.
    >
    > Se paghi, finisce nel buco nero dei trattati
    > europei che succhiano da soli ogni anno 13x
    > quello che costa tutta la burocrazia italiana
    > compresi furti dei
    > politici.

    E' per questo che evadi e poi i soldi che ti restano in tasca li porti in svizzera?
    non+autenticato
  • Ben detto, una cosa a cui pochissimi pensano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: iRoby
    > In Italia finché c'è l'Euro e trattati europei
    > come MES e Fiscal Compact le tasse vanno evase il
    > più
    > possibile.

    Eh sí ... perché prima invece le pagavano tutti ...
  • - Scritto da: aphex_twin
    > - Scritto da: iRoby
    > > In Italia finché c'è l'Euro e trattati
    > europei
    > > come MES e Fiscal Compact le tasse vanno
    > evase
    > il
    > > più
    > > possibile.
    >
    > Eh sí ... perché prima invece le pagavano
    > tutti
    > ...

    No, pero ora c'è una motiviazione più valida. Quando le nostre tasse torneranno a servire solo all'Italia e agli Italiani invece che al sostenimento del sistema UE-banchieri-BCE ("ce l'ha chiesto l'europa") e a deprimere l'economia italiana a vantaggio di quelle del centro-nord europa, allora ci sarà una scusa in meno per evaderle.
    non+autenticato
  • In Italia gli evasori ci sono sempre stati. Anche negli anni '70 quando la pressione fiscale era parecchio sotto il 40% del PIL.
    non+autenticato
  • Svizzera? Al massimo li portiamo al supermercato per comprare da magna'.
    non+autenticato
  • L'evasione fiscale è reato penale.
  • - Scritto da: Uqbar
    > L'evasione fiscale è reato penale.

    In compenso ci sono leggi più chiare e vengono applicate con rigore e non ad capzum. In Italia è successo più volte che dei commercialisti si suicidassero per aver sbagliato tutti i 740 dei propri clienti.
    Izio01
    3882
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: Uqbar
    > > L'evasione fiscale è reato penale.
    >
    > In compenso ci sono leggi più chiare e vengono
    > applicate con rigore e non ad capzum. In Italia è
    > successo più volte che dei commercialisti si
    > suicidassero per aver sbagliato tutti i 740 dei
    > propri
    > clienti.
    Strano visto che le responsabilità ricade sul CLIENTE
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hop
    > - Scritto da: Izio01
    > > - Scritto da: Uqbar
    > > > L'evasione fiscale è reato penale.
    > >
    > > In compenso ci sono leggi più chiare e
    > vengono
    > > applicate con rigore e non ad capzum. In
    > Italia
    > è
    > > successo più volte che dei commercialisti si
    > > suicidassero per aver sbagliato tutti i 740
    > dei
    > > propri
    > > clienti.
    > Strano visto che le responsabilità ricade sul
    > CLIENTE

    Eppure è successo. Non parlo di chi si è ammazzato per i soldi che doveva (a torto o a ragione) ad Equitalia ma proprio di professionisti che hanno sbagliato i 740.
    https://goo.gl/VLNKmS
    Ricordo che qualcosa di simile è successo nel periodo in cui anch'io lavoravo a partita IVA. E avendo provato di persona a compilare 740 e dichiarazione IVA prima di portarli dal commercialista per la revisione, senza mai riuscire a farlo senza sbagliare qualcosa, ti assicuro che lo capisco benissimo.
    Ma guarda anche solo le varie IMU, TARI, TASI, eccetera. Il comune ha i miei dati catastali, non mi potrebbe mandare semplicemente lui la cifra da pagare???
    Izio01
    3882
  • Ma anche mandarti uno stagista statale che ti aiuta per il 740; Per dire!
    non+autenticato
  • Al mio commercialista è capitato di sbagliare e ha sempre pagato le sanzioni dovute. Non gli è mai passato per la testa di suicidarsi, anche perchè gli errori, SE IN BUONA FEDE, quasi sempre sono relativi a cifre irrisorie che determinano semplici sanzioni pecuniarie, il penale scatta solo sopra i 250mila euro di sottodichiarazione. Se uno commette "errori" per cifre superiori, e chi sa come mai tali "errori" sono SEMPRE a favore del cliente e mai contro, merita di finire in galera e di starci dentro per tanti anni.

    Basta con le fregnacce: più manette e meno "errori".
    non+autenticato
  • Ma poi hanno anche una assicurazione obbligatoria per la loro associazione di categoria.
    iRoby
    6842
  • - Scritto da: antievasore
    > Al mio commercialista è capitato di sbagliare e
    > ha sempre pagato le sanzioni dovute. Non gli è
    > mai passato per la testa di suicidarsi, anche
    > perchè gli errori, SE IN BUONA FEDE, quasi sempre
    > sono relativi a cifre irrisorie che determinano
    > semplici sanzioni pecuniarie, il penale scatta
    > solo sopra i 250mila euro di sottodichiarazione.
    > Se uno commette "errori" per cifre superiori, e
    > chi sa come mai tali "errori" sono SEMPRE a
    > favore del cliente e mai contro, merita di finire
    > in galera e di starci dentro per tanti
    > anni.
    >
    > Basta con le fregnacce: più manette e meno
    > "errori".

    Tu pensi che io stia difendendo gli evasori, invece non ho proprio alcun interesse a farlo (da anni sono lavoratore dipendente). Ho detto semplicemente che è assurdo creare una dichiarazione delle tasse talmente complicata che è impossibile per un povero cristo qualsiasi compilarla senza commettere errori. Se per te più è complicata e meglio è, perché così possiamo spennare con le multe quei cattivoni che guadagnano tanto, bè, vuol dire che la pensiamo diversamente.
    Izio01
    3882
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: antievasore
    > > Al mio commercialista è capitato di
    > sbagliare
    > e
    > > ha sempre pagato le sanzioni dovute. Non gli
    > è
    > > mai passato per la testa di suicidarsi, anche
    > > perchè gli errori, SE IN BUONA FEDE, quasi
    > sempre
    > > sono relativi a cifre irrisorie che
    > determinano
    > > semplici sanzioni pecuniarie, il penale
    > scatta
    > > solo sopra i 250mila euro di
    > sottodichiarazione.
    > > Se uno commette "errori" per cifre
    > superiori,
    > e
    > > chi sa come mai tali "errori" sono SEMPRE a
    > > favore del cliente e mai contro, merita di
    > finire
    > > in galera e di starci dentro per tanti
    > > anni.
    > >
    > > Basta con le fregnacce: più manette e meno
    > > "errori".
    >
    > Tu pensi che io stia difendendo gli evasori,
    > invece non ho proprio alcun interesse a farlo (da
    > anni sono lavoratore dipendente). Ho detto
    > semplicemente che è assurdo creare una
    > dichiarazione delle tasse talmente complicata che
    > è impossibile per un povero cristo qualsiasi
    > compilarla senza commettere errori. Se per te più
    > è complicata e meglio è, perché così possiamo
    > spennare con le multe quei cattivoni che
    > guadagnano tanto, bè, vuol dire che la pensiamo
    > diversamente.

    Poche fregnacce, un "povero cristo" non sottodichiara oltre 250mila euro, e i commercialisti esistono proprio per non "sbagliare", altrimenti tanto vale che uno il 730 se lo faccia da se. Quanto a google poi, avrà un'ufficio fiscale dedicato con qualche centinaio di dipendenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: antievasore
    >
    > Poche fregnacce, un "povero cristo" non
    > sottodichiara oltre 250mila euro, e i
    > commercialisti esistono proprio per non
    > "sbagliare", altrimenti tanto vale che uno il 730
    > se lo faccia da se. Quanto a google poi, avrà
    > un'ufficio fiscale dedicato con qualche centinaio
    > di dipendenti.

    Cominci a scassare un po' con la storia delle "fregnacce". Le tasse non le paga solo Google, e quando lavoravo a partita IVA non fatturavo certo 250mila euro. Eppure mi sono trovato una multa da pagare da 1.200.000 lire e sai perché? Perché un bel giorno hanno spostato il termine di pagamento per la contabilità semplificata IVA al 5 dopo il trimestre, dal 15 che era. Io e altre migliaia di sfigati abbiamo pagato tutto il dovuto, ma con ben dieci giorni di ritardo, ed ecco che è arrivata puntuale la mazzata.
    Non sarà penale, ma ho la forte impressione che tu parli solo perché questo genere di cose non ti tocca (e quando toccherà a te, rideremo). Chiedere una semplificazione ad un livello civile non ha niente a che vedere con l'evasione.
    Izio01
    3882
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: antievasore
    > >
    > > Poche fregnacce, un "povero cristo" non
    > > sottodichiara oltre 250mila euro, e i
    > > commercialisti esistono proprio per non
    > > "sbagliare", altrimenti tanto vale che uno
    > il
    > 730
    > > se lo faccia da se. Quanto a google poi, avrà
    > > un'ufficio fiscale dedicato con qualche
    > centinaio
    > > di dipendenti.
    >
    > Cominci a scassare un po' con la storia delle
    > "fregnacce". Le tasse non le paga solo Google, e
    > quando lavoravo a partita IVA non fatturavo certo
    > 250mila euro. Eppure mi sono trovato una multa da
    > pagare da 1.200.000 lire e sai perché? Perché un
    > bel giorno hanno spostato il termine di pagamento
    > per la contabilità semplificata IVA al 5 dopo il
    > trimestre, dal 15 che era. Io e altre migliaia di
    > sfigati abbiamo pagato tutto il dovuto, ma con
    > ben dieci giorni di ritardo, ed ecco che è
    > arrivata puntuale la
    > mazzata.

    Non avevi scritto di avere avuto un commercialista? Il commercialista si assume gli oneri di questo genere di errori, e tra l'altro li scarica sull'assicurazione professionale che deve obbligatoriamente avere. E comunque a giudicare dall'insistenza con cui difendi gli evasori, la sensazione è tu abbia avuto problemi ben più seri di una multa da 600 euro (che avrebbe dovuto pagarti il commercialista).

    > Non sarà penale, ma ho la forte impressione che
    > tu parli solo perché questo genere di cose non ti
    > tocca (e quando toccherà a te, rideremo).

    No, più semplicemente io non ho mai evaso.
    non+autenticato
  • I dati fiscali sono tutti digitali.
    I software ce li hanno da tempo.
    Le risorse necessarie ai controlli non approfonditi non dipendono dagli importi dichiarati/versati/evasi.
    Parto con le 100 aziende più grandi, tipo Google, Microsoft, Fiat & co.
    Se ho, per esempio, 10 mila contribuenti che hanno fatture per servizi di Google, vuol dire che Google ha fatto reddito in Italia.
    Poi vedi che le fatture son con partita IVA Irlandese. Chiami Google, le tiri le orecchie, e le mandi Equitalia anche perché esiste Google Italia srl.
    Poi trovi altri 10 mila contribuenti che hanno fatture per servizi di Microsoft, con fatture su partita iva irlandese.
    Chiami anche loro, tirata di orecchie, Equitalia ecc. ecc.
    Quando hai finito, abbassi l'asticella e passi al secondo strato con altre 1000 aziende "più piccoline".
  • - Scritto da: Uqbar
    > I dati fiscali sono tutti digitali.
    > I software ce li hanno da tempo.
    > Le risorse necessarie ai controlli non
    > approfonditi non dipendono dagli importi
    > dichiarati/versati/evasi.
    > Parto con le 100 aziende più grandi, tipo Google,
    > Microsoft, Fiat & co.
    > Se ho, per esempio, 10 mila contribuenti che
    > hanno fatture per servizi di Google, vuol dire
    > che Google ha fatto reddito in Italia.
    > Poi vedi che le fatture son con partita IVA
    > Irlandese. Chiami Google, le tiri le orecchie, e
    > le mandi Equitalia anche perché esiste Google
    > Italia srl.

    Ma chi lo dice?
    Cioè, chiedo: è la legge europea o quello che vorresti tu? Google Italia quanti dipendenti ha? cinquanta? Perché tutto il reddito che fa in Italia non dipende mica dal lavoro di quei cinquanta, ma da quello dei diecimila nel resto del mondo.
    I servizi che Google Italia vende derivano dal lavoro fatto altrove. Per quel poco che so della UE, questo non è affatto vietato. Altrimenti, cancelliamo la famosa libera circolazione e torniamo ai dazi nazionali, con tutto ciò che ne consegue.

    > Poi trovi altri 10 mila contribuenti che hanno
    > fatture per servizi di Microsoft, con fatture su
    > partita iva irlandese.
    > Chiami anche loro, tirata di orecchie, Equitalia
    > ecc. ecc.
    > Quando hai finito, abbassi l'asticella e passi al
    > secondo strato con altre 1000 aziende "più
    > piccoline".

    Tu sei davvero convinto che questo aiuterebbe l'Italia? Secondo me non lo farebbe per niente. Se fossi un'azienda sana, chiuderei semplicemente la filiale italiana e venderei tramite quella irlandese. Risultato? Non prenderesti nemmeno quello che incassavi prima e perderesti pure un po' di posti di lavoro.
    Magari cercare di ridurre un po' il baratro tra il disastro fiscale e amministrativo che è aprire un'azienda in Italia piuttosto che nel resto d'Europa, porterebbe ad avere un'economia più sana, anche per le aziende tutte italiane.
    Izio01
    3882
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: Uqbar
    > > I dati fiscali sono tutti digitali.
    > > I software ce li hanno da tempo.
    > > Le risorse necessarie ai controlli non
    > > approfonditi non dipendono dagli importi
    > > dichiarati/versati/evasi.
    > > Parto con le 100 aziende più grandi, tipo
    > Google,
    > > Microsoft, Fiat & co.
    > > Se ho, per esempio, 10 mila contribuenti che
    > > hanno fatture per servizi di Google, vuol
    > dire
    > > che Google ha fatto reddito in Italia.
    > > Poi vedi che le fatture son con partita IVA
    > > Irlandese. Chiami Google, le tiri le
    > orecchie,
    > e
    > > le mandi Equitalia anche perché esiste Google
    > > Italia srl.
    >
    > Ma chi lo dice?
    > Cioè, chiedo: è la legge europea o quello che
    > vorresti tu? Google Italia quanti dipendenti ha?
    > cinquanta? Perché tutto il reddito che fa in
    > Italia non dipende mica dal lavoro di quei
    > cinquanta, ma da quello dei diecimila nel resto
    > del
    > mondo.
    > I servizi che Google Italia vende derivano dal
    > lavoro fatto altrove. Per quel poco che so della
    > UE, questo non è affatto vietato. Altrimenti,
    > cancelliamo la famosa libera circolazione e
    > torniamo ai dazi nazionali, con tutto ciò che ne
    > consegue.
    >
    > > Poi trovi altri 10 mila contribuenti che
    > hanno
    > > fatture per servizi di Microsoft, con
    > fatture
    > su
    > > partita iva irlandese.
    > > Chiami anche loro, tirata di orecchie,
    > Equitalia
    > > ecc. ecc.
    > > Quando hai finito, abbassi l'asticella e
    > passi
    > al
    > > secondo strato con altre 1000 aziende "più
    > > piccoline".
    >
    > Tu sei davvero convinto che questo aiuterebbe
    > l'Italia? Secondo me non lo farebbe per niente.
    > Se fossi un'azienda sana, chiuderei semplicemente
    > la filiale italiana e venderei tramite quella
    > irlandese. Risultato? Non prenderesti nemmeno
    > quello che incassavi prima e perderesti pure un
    > po' di posti di
    > lavoro.
    > Magari cercare di ridurre un po' il baratro tra
    > il disastro fiscale e amministrativo che è aprire
    > un'azienda in Italia piuttosto che nel resto
    > d'Europa, porterebbe ad avere un'economia più
    > sana, anche per le aziende tutte
    > italiane.

    I servizi sono venduti in italia ad aziende italiane. Quindi è reddito prodotto in italia, anche se i servizi sono erogati altrove.
    Questa è la legge (non solo italiana).
    I signori di cui sopra la aggirano e cercano sotterfugi per pagare meno o non pagare proprio. E questo è un dato di fatto.

    Pensi veramente che quei signori se ne andrebbero via da qui?
    A fronte di 600 milioni di evasione ci saranno un paio di miliardi di imponibile (leggi "incassi"). Ci rinuncerebbero?

    I posti di lavoro che danno qui sono per 600 milioni l'anno?
    Quindi, meglio farsi derubare 600 milioni e tenerci 20 posti di lavoro (che comunque possono chiudere in ogni momento) o ripristinare lo stato di diritto (tributario)?

    Io li farei pagare tutti e con quei soldi pago le famiglie di quelli che perdono il posto perché i "signoroni" se ne vanno. Ma a casa mia (l'Italia) la legge la si rispetta. O si va via.
  • - Scritto da: Uqbar
    >
    > I servizi sono venduti in italia ad aziende
    > italiane. Quindi è reddito prodotto in italia,
    > anche se i servizi sono erogati altrove.
    > Questa è la legge (non solo italiana).

    Ma no che non è la legge, certamente non quella europea!
    Le aziende italiane che vendono all'estero pagano le tasse in Italia, mica all'estero!

    > I signori di cui sopra la aggirano e cercano
    > sotterfugi per pagare meno o non pagare proprio.
    > E questo è un dato di fatto.
    >

    E infatti la lotta all'elusione fiscale va affrontata con norme comuni e un'armonizzazione delle regole nazionali all'interno dell'unione. Buona la multa a Irlanda e Lussemburgo, ad esempio.

    > Pensi veramente che quei signori se ne andrebbero
    > via da qui?
    > A fronte di 600 milioni di evasione ci saranno un
    > paio di miliardi di imponibile (leggi "incassi").
    > Ci rinuncerebbero?
    >

    Ecco, di nuovo non ci siamo.
    Per la legge europea, NIENTE vieta loro di vendere in Italia dall'Irlanda. Lo so perché una persona a me vicina lavora per una piccola azienda italiana che vende mobili praticamente solo in Germania. Le tasse le paga qui, mica in Germania.
    Se l'Italia fa la furba e pretende di applicare le sue tasse anche al reddito prodotto altrove, certo che un'azienda potrebbe decidere di chiudere la sede nel paese truffaldino. Mica rinuncia a vendere in quel paese, semplicemente lo fa dalla sede che risiede in una zona meno furbetta.

    > I posti di lavoro che danno qui sono per 600
    > milioni l'anno?
    > Quindi, meglio farsi derubare 600 milioni e
    > tenerci 20 posti di lavoro (che comunque possono
    > chiudere in ogni momento) o ripristinare lo stato
    > di diritto (tributario)?
    >

    Su cosa sia lo stato di diritto, ci possono essere opinioni diverse. Tenendo buone le attuali normative, per l'Europa è stato scelto di attuare determinate politiche. Non vanno bene? Ci si mette d'accordo e le si cambia. Tutti assieme, però, in maniera chiara e per tutti. Niente furbate all'italiana stile Boccia, botte piena e moglie ubriaca, pensando che gli altri paese ci permettano di prendere i soldi che spettano a loro, oltre che quelli che spettano a noi.
    Se un'azienda irlandese che vende in Italia deve pagare le tasse italiane, anche l'azienda italiana che vende in Germania dovrà pagare quelle tedesche. Ci conviene? È utile? O forse pretendiamo che entrambe le aziende paghino qui perché noi siamo speciali rispetto al resto dell'unione?

    > Io li farei pagare tutti e con quei soldi pago le
    > famiglie di quelli che perdono il posto perché i
    > "signoroni" se ne vanno. Ma a casa mia (l'Italia)
    > la legge la si rispetta. O si va via.

    La legge si rispetta. O si va via. Sottoscrivo al 100%.
    Però non mi sembra che la legge europea OGGI dica quello che dici tu.
    E poi la legge dev'essere uguale per tutti e quanto più possibile inequivocabile. E qui si esce dal discorso Google e tutto il resto, se mi permetti l'OT. In questo cavolo di paese, per lo stesso reato puoi avere un "il fatto non sussiste" o la condanna a n anni di galera, a seconda delle simpatie politiche del giudice o di come si è svegliato la mattina.
    NON HAI IDEA di QUANTO mi piacerebbe che il motto "la legge si rispetta o si va via" venisse applicato SEMPRE. Ti assicuro che manderei giù con molta meno amarezza le volte che questa legge viene usata come un randello contro di me, sapendo che non ci sono favoritismi verso altre categorie.
    Izio01
    3882
  • Non c'è proprio nessuna "confusione" sulle cifre. Le stime sono due: secondo la procura di Milano l'imposta evasa era di circa 800 milioni, mentre per l'Agenzia delle entrate sono "solo" 227. La differenza è che la magistratura è indipendente, l'AdE invece dipende dal governo. Stesso copione con Apple poche settimane fa, sostanzialmente sommando i due casi il governo sta concedendo oltre un miliardo di sconto ("livello accettabile di frode fiscale").

    A proposito, nel frattempo si è scoperto che la roba aperta da apple a Napoli avrà 600 STUDENTI, non "lavoratori".
    non+autenticato
  • In inghilterra google ha ottenuto un bello sconto. Vuoi dirmi che in questi casi è normale trovare un accordo? Sia mai....
    non+autenticato
  • potrebbe essere normale. GLi accordi sulle doppie imposizioni parlano chiaro. Uno degli ultimi comma parla proprio di un accordo nel caso sia difficile determinare come pagare le tasse
    non+autenticato
  • Esempio accordo italia paesi bassi

    2. L'Autorità competente, se il ricorso le appare fondato e se essa non è in grado di giungere ad una
    soddisfacente soluzione, farà del suo meglio per regolare il caso per via di amichevole
    composizione con l'Autorità competente dell'altro Stato, al fine di evitare una tassazione non
    conforme alla Convenzione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: marx
    > Esempio accordo italia paesi bassi
    >
    > 2. L'Autorità competente, se il ricorso le appare
    > fondato e se essa non è in grado di giungere ad
    > una
    > soddisfacente soluzione, farà del suo meglio per
    > regolare il caso per via di
    > amichevole
    > composizione con l'Autorità competente dell'altro
    > Stato, al fine di evitare una tassazione
    > non
    > conforme alla Convenzione.

    Qui non c'è proprio nessuno scontro tra le "autorità competenti" di due Stati, non risulta che il fisco irlandese si stia lamentando per le indagini condotte dalle autorità italiane.

    La cosa più probabile semmai è che il delinquente per cui hai votato (in cambio di 80 euro) abbia incassato tangenti per fare uno sconto ad Apple, e forse ora anche Google.
    non+autenticato
  • La questione non è tra le autorità competenti. E' tra chi dichiara le tasse e uno dei due stati.
    Se chi dichiara le tasse ritiene ingiusto di essere tassato due volte può fare ricorso e si va per via amichevole.
    Comunque non sono un esperto e non sono sicuro che questo è quanto si sta applicando. Volevo solo fare notare che la fiscalità internazionale sembra avere parecchie lacune in termini di chiarezza. Per questa ragione esistono questi accordi tra stato ed "evasore". Poi qualcuno ci marcia, altri secondo me no.
    http://www.fiscooggi.it/files/immagini_articoli/fn...
    non+autenticato
  • - Scritto da: marx
    > La questione non è tra le autorità competenti. E'
    > tra chi dichiara le tasse e uno dei due
    > stati.


    Sì, ma questo l'avevi postato tu, non io:

    - Scritto da: marx
    > L'Autorità competente, se il ricorso le appare fondato e se essa non è > in grado di giungere ad una soddisfacente soluzione, farà del suomeglio > per regolare il caso per via di amichevole composizione con
    > l'Autorità competente dell'altro Stato


    Dato che qui non c'è nessun conflitto tra le autorità dei due Stati, il riferimento non era pertinente. E' google ad asserire (falsamente) di fare tutto in Irlanda, non le autorità irlandesi. Senza contare che in realtà google comunque non paga tasse NEANCHE in Irlanda. Cercati: "double irish with dutch sandwich", è lo schema di FRODE fiscale applicato da google, persino ai danni della stessa Irlanda.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tartassator e
    > E' google ad asserire (falsamente)
    > di fare tutto in Irlanda, non le autorità
    > irlandesi.

    Perché dici "falsamente"? Ti risulta che Google Italia svolga lo stesso lavoro della sede irlandese? Sulla base di cosa?
    Izio01
    3882
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: tartassator e
    > > E' google ad asserire (falsamente)
    > > di fare tutto in Irlanda, non le autorità
    > > irlandesi.
    >
    > Perché dici "falsamente"? Ti risulta che Google
    > Italia svolga lo stesso lavoro della sede
    > irlandese? Sulla base di
    > cosa?

    Per il rispetto che si deve all'intelligenza umana, che evidentemente ti manca. Oltre al fatto che lo dice la procura di Milano, che considero decisamente più pulita e credibile di google.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tartassator e
    > - Scritto da: Izio01
    > > - Scritto da: tartassator e
    > > > E' google ad asserire (falsamente)
    > > > di fare tutto in Irlanda, non le
    > autorità
    > > > irlandesi.
    > >
    > > Perché dici "falsamente"? Ti risulta che
    > Google
    > > Italia svolga lo stesso lavoro della sede
    > > irlandese? Sulla base di
    > > cosa?
    >
    > Per il rispetto che si deve all'intelligenza
    > umana, che evidentemente ti manca.

    Grande argomentazione, hai veramente dimostrato di essere intelligggente.
    Un altro piccolo invidioso che ama ficcare le manine avide nelle tasche altrui.

    > Oltre al fatto
    > che lo dice la procura di Milano, che considero
    > decisamente più pulita e credibile di google.

    Sì, certo, le procure italiane: invitte dispensatrici di giustizia.
    Izio01
    3882
  • - Scritto da: Luca
    > In inghilterra google ha ottenuto un bello
    > sconto. Vuoi dirmi che in questi casi è normale
    > trovare un accordo? Sia
    > mai....

    No, significa che evidentemente cameron è delinquente tanto quanto renzi. E che entrambi avranno ricevuto in cambio una tangente o altra utilità, presente o futura.
    non+autenticato
  • "La notizia è partita da alcune indiscrezioni raccolte dalla stampa italiana."
    Stop ai giornalisti infingardi, che escano e si cimentino nella politica attiva!!
    non+autenticato
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