Gaia Bottà

Microsoft ha messo le dita su SwiftKey

Redmond ha acquisito l'azienda che ha sviluppato tecnologie predittive volte ad agevolare la digitazione su display touch. Le integrerà nei propri prodotti e nei propri servizi

Roma - Fondata nel Regno Unito 8 anni fa, fra le prime applicazioni votate a semplificare la digitazione sulle tastiere touch con le proprie tecnologie predittive già al servizio di Stephen Hawking e con le proprie app che permettono agli utenti di comporre testo scorrendo i polpastrelli su circa 300 milioni di dispositivi Android e iOS, SwiftKey è stata acquisita da Microsoft con un accordo che secondo indiscrezioni varrebbe 250 milioni di dollari.

Microsoft già infonde le proprie tecnologie di intelligenza artificiale nelle tastiere dei terminali touch per accelerare e semplificare le operazioni di digitazione da parte degli utenti: Word Flow, apprezzata tastiera dedicata ai terminali Windows Phone, è di recente stata messa a disposizione anche degli utenti iOS. Redmond ha però mostrato particolare caparbietà nel concludere l'operazione, e non solo perché si mormora che lo stesso interesse nei confronti dell'azienda fosse nutrito anche da Apple.

Microsoft riferisce infatti che l'acquisizione ben si inquadra nella strategia che prevede di integrare le proprie tecnologie in un sempre maggior numero di servizi e di piattaforme. Oltre a proseguire con lo sviluppo dell'app SwiftKey per Android e iOS, e ad integrarla nella propria tastiera Word Flow, Redmond "esplorerà scenari per integrare la tecnologia alla base di SwiftKey nel proprio ventaglio di prodotti e servizi": le tecnologie di intelligenza artificiale sviluppate dall'azienda britannica, volte a comprendere il contesto nelle cento lingue in cui operano gli utenti per intuire le parole che intendono comporre, potrebbero ad esempio rappresentare un buon supporto per gli sviluppi dell'assistente digitale Cortana.
Analoghe strategie di mercato si possono osservare anche presso la concorrenza: Apple ha di recente acquisito startup come VocalIQ, con il suo sistema di machine learning in grado di affinare progressivamente la comprensione semantica del parlato dell'utente, come Perceptio, che opera nell'ambito dell'AI per il riconoscimento delle immagini, e come Emotient, incentrata sull'interpretazione le emozioni, mentre Google ha investito in DeepMind, startup le cui competenze e tecnologie sono state già messe a frutto.

Gaia Bottà
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