Gaia Bottà

MySpace passa ancora di mano

Il colosso social di un tempo è stato acquisito da Time insieme all'azienda di cui fa parte dal 2011. Rappresenta un patrimonio di dati e di utenti che l'editore potrebbe tornare a far fruttare

Roma - MySpace non è ora che un cumulo di dati personali che gli utenti hanno di anno in anno affidato a quella che un tempo era una vivace piattaforma incentrata sulla musica e le relazioni sociali. Da questo momento il social network è di proprietà del colosso mediatico Time Inc., che ha acquisito Viant, nuova incarnazione di quella Specific Media che anni fa aveva tentato di rilanciarlo.

Viant è principalmente un'azienda che opera nel settore dell'advertising, ha sviluppato tecnologie e può contare su un vasto patrimonio di dati: è indubbiamente per questo motivo che Time ha scelto di investire nell'acquisizione. Anche per MySpace, semplice tassello della strategia di Viant, l'operazione potrebbe però prospettare un futuro.

NewsCorp aveva acquisito MySpace nel 2006 per 580 milioni di dollari nel pieno del suo potenziale, per poi cederlo per 35 milioni, nel 2011, a Specific Media: le prospettive di crescita della piattaforma si erano ormai affievolite, l'interesse degli utenti aveva finito per alimentare il dilagare dall'offerta più strutturata di Facebook, ma la nuova dirigenza aveva dei programmi. Si puntava allo sviluppo di una piattaforma di streaming musicale, ma il piano si è rivelato fallimentare.
Nonostante tutto, MySpace conta ancora su un numero di visitatori mensili che oscilla tra i 20 milioni e i 50 milioni, detiene un miliardo di account e gestisce 13 miliardi di foto. Ed è proprio in questo patrimonio di informazioni che risiederebbe il valore della piattaforma, in combinazione con le tecnologie e il network di advertising di proprietà di Viant. "MySpace non è più il social network di una volta, ma ha parecchio traffico. Molte persone tornano sul sito, abbiamo un buon canale di comunicazioni email e interagiamo con molti di loro - spiega il COO di Viant Chris Vanderhook - L'obiettivo non è semplicemente quello di mostrare la pubblicità su MySpace. È quello di fare leva sui suoi dati per sfruttarli nel Web. Quando gli inserzionisti si rivolgono a noi, sanno che possiamo creare per loro della pubblicità personalizzata che sia rilevante per i consumatori".

MySpace, secondo il CEO Tim Vanderhook, resta "una grade piattaforma editoriale con incredibili potenzialità per la distribuzione di contenuti nella propria rete". Qui risiede la sinergia diretta con Time, editore di un ampio ventaglio di pubblicazioni fra cui People, Sports Illustrated e Entertainment Weekly: si tratta di "contenuti di qualità che un consumatore vuole leggere" e, possibilmente, condividere, insufflando in MySpace nuova vita.

Gaia Bottà
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