Claudio Tamburrino

Wikimedia, ricerca per la ricerca

La Fondazione vuole liberare la conoscenza e le informazioni disponibili online creando un nuovo search engine slegato da logiche commerciali

Roma - Wikimedia sta lavorando per sviluppare una propria soluzione nell'ambito del search, con un suo proprio motore di ricerca soprannominato Knowledge Engine, al centro di un progetto di sviluppo da 2,5 milioni di dollari.

Per quanto si parlasse da tempo dell'interesse della Fondazione alle spalle dell'enciclopedia libera sul fronte dei motori di ricerca, l'ufficialità è arrivata con un documento relativo ad una donazione da 250mila dollari depositato dalla Knight Foundation for media innovation.

In esso si legge che Knowledge Engine "democratizzerà la scoperta online di media, notizie e informazioni e renderà più accessibili ed aperte le informazioni più rilevanti rintracciabili su Internet". Per far questo, si spiega nel documento, Wikimedia creerà un motore di ricerca open source di dati pubblici del tutto privo di interessi commerciali: in contrapposizione con i motori di ricerca attualmente in circolazione che dominano il mercato e che, avendo interessi commerciali, "utilizzano tecnologie proprietarie e finiscono per consolidare determinati canali di accesso alle conoscenze ed alle informazioni su Internet."
Ciò detto, l'organizzazione sottolinea, soprattutto per rispondere alle critiche al nuovo progetto, come non si tratti di una sfida a Google ma di coerenza rispetto alla propria filosofia originale: "La visione di Wikimedia è quella di raggruppare tutto il sapere umano liberamente disponibile online e se Wikipedia è il nostro progetto più grande e meglio conosciuto ne abbiamo altri come Wikimedia Commons e Wikidata".

Nel dettaglio, poi, il lavoro sul motore di ricerca è iniziato con un team di ricercatori impegnato a creare link migliori tra i diversi progetti della Fondazione, i cui contenuti sono stati quindi inseriti in un sistema di open knowledge completamente ricercabile.

Ai suoi contenuti, Wikimedia sta quindi aggiungendo nuove fonti di dati, a partire da OpenStreetMaps e migliorando le funzionalità di ricerca estendendole oltre alle possibilità di ricerca testuale: da questa base lavorerà quindi ora la Fondazione per sviluppare una nuova idea di motore di ricerca.

Claudio Tamburrino
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