Pirateria: i CD vendono di più!

Un rapporto sulle vendite di CD musicali negli States sconfessa i discografici americani, pronti a tutto pur di dimostrare le immani perdite da pirateria via internet. Mp3.com al centro

Web - La pirateria digitale sta distruggendo l'industria discografica? Su questo puntano moltissimo gli industriali americani della RIAA, associazione impegnata nel contrastare con tutti i mezzi la pirateria musicale sulla rete. Eppure un rapporto appena presentato dimostra che negli USA, il paese accusato di essere la patria della pirateria digitale nel mondo della musica, nell'ultimo anno si sono venduti l'8 per cento in più di CD musicali.

A produrre le cifre è stato Soundscan, che "conta" i CD venduti calcolando il numero di codici a barre passati sulle casse dei maggiori negozi.

Secondo un legale specializzato intervistato da Wired sulla questione del servizio "mymp3" di MP3.com, messo in croce dai discografici: "Se si guarda a MP3.com si scopre che in realtà fornisce musica a chi già l'ha acquistata. Anche se questo fosse illegale, si può provare che ci siano dei danni in vendite non effettuate? La gente deve comunque comprare i CD" e, pare, "li compra".
Stando alla vicepresidente delle ricerche di mercato della RIAA, Alex Walsh, "anche se siamo cresciuti come settore del 3 per cento, non vuol dire che non saremmo potuti crescere del doppio. Non c'è modo di sapere quanto possiamo aver perso. Non c'è sistema scientifico o empirico per determinare quanta musica in più avremmo potuto vendere".