Gaia Bottà

Facebook, troppi diritti sui contenuti degli utenti

La giustizia tedesca multa il social network per le sue condizioni d'uso: i diritti che rivendica sui contenuti condivisi dagli utenti sono troppo poco circostanziati

Roma - Che Facebook ottenga dagli utenti il diritto di sfruttare contenuti pubblicati e condivisi al fine di fornire il servizio è cosa nota da tempo, aspetto comune a diverse piattaforme che sui contenuti condivisi dagli utenti hanno costruito il proprio business: la Germania ha però multato il social network per non aver garantito agli utenti la trasparenza necessaria a comprendere le condizioni d'uso nei tempi utili.

Per gli utenti italiani la cosiddetta Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità, ricalcata dall'inglese, recita che "Per quanto riguarda i contenuti protetti dal diritto di proprietà intellettuale, ad esempio foto e video ("Contenuti PI"), l'utente ci concede le seguenti autorizzazioni, soggette alle impostazioni sulla privacy e alle impostazioni delle applicazioni: l'utente ci fornisce una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, che consente l'utilizzo dei Contenuti PI pubblicati su Facebook o in connessione con Facebook ("Licenza PI")". Il gruppo di associazioni di consumatori tedesco Verbraucherzentrale Bundesverband (VZBV) nel 2010 aveva denunciato come Facebook, con una formula analoga, non garantisse agli utenti la necessaria chiarezza riguardo ai contenuti postati sulla piattaforma.

Dopo una prima vittoria ottenuta dai consumatori presso la giustizia tedesca, il caso è ritornato all'analisi del tribunale di Berlino che ha rilevato come, al 9 dicembre 2015, le condizioni d'udo di Facebook continuassero ad esprimersi in relazione a una licenza "libera da royalty" in riferimento ai tutti i contenuti "pubblicati su Facebook o in connessione con Facebook", aspetti che continuavano a non soddisfare le richieste della giustizia locale.


Facebook, nel frattempo, ha provveduto a modificare i termini del proprio contratto con gli utenti ma non ciò non è stato sufficiente a scongiurare la sanzione ora imposta da tribunale: il social network ha anticipato che pagherà i 100mila euro stabiliti dal tribunale per il mancato adeguamento in tempi brevi.
I consumatori di VZBV sottolineano che "anche con gli emendamenti alle clausole in materia di proprietà intellettuale, l'azienda continua ad arrogarsi il diritto di impiegare in maniera estensiva i contenuti dei suoi utenti".

Gaia Bottà
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