Claudio Tamburrino

Waze e la questione palestinese

L'app di navigazione di Google si trova al centro di un nuovo scontro tra militari israeliani e rifugiati palestinesi

Roma - Waze, l'app di navigazione di Google, ha respinto le accuse di Israele secondo cui avrebbe per sbaglio condotto due soldati istraeliani in un campo di rifugiati palestinesi portando ad uno scontro a fuoco e alla morte di almeno un giovane.

Secondo quanto riferisce il Ministero della Difesa di Israele Moshe Yaalon, lo scorso lunedì due soldati israeliani stavano usando Waze per orientarsi ma l'applicazione avrebbe finito per condurli al campo palestinese Qalandiya: "Come dico sempre anche se usiamo sistemi informatici di navigazione, bisogna ancora sapersi orientare con una mappa".

L'arrivo improvviso dei due soldati nel campo non è stato senza conseguenze: ha portato alle proteste dei rifugiati e a far degenerare la questione fino all'intervento dei rinforzi dell'esercito israeliano ed all'esplosione di uno scontro a fuoco che ha provocato sette feriti e l'uccisione di un ragazzo di 22 anni.
Waze ha respinto le accuse, affermando nello specifico che "era stata disabilitata la funzione di sicurezza impostata di default che impedisce di passare attraverso aree considerate come pericolose o proibite al passaggio dallo Stato di Israele".

Oltre a tale errore di base, secondo quando riferisce Waze i due soldati avrebbero "deviato rispetto alla rotta suggerita", entrando dunque senza le sue indicazioni nella zona proibita.

Claudio Tamburrino
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