Gabriele Niola

WebTheatre/ Post Esami

di G. Niola - Il campionario umano della prima serie torna in Rete. Con finanziamenti che inevitabilmente provengono da un grande gruppo che travasa fondi dal più redditizio mercato televisivo

Roma - Esami - La serie, è ripartita con una seconda stagione che somiglia più ad un sequel. La webserie che due anni fa rese noto Edoardo Ferrario più di quanto la partecipazione a programmi televisivi aveva saputo fare, ora ricomincia. Nel piatto mondo della webserialità è una notizia strana e inaspettata.
Post Esami, è una seconda stagione che non continua sul medesimo passo della precedente ma porta avanti i medesimi personaggi (più qualcuno nuovo). Se la prima raccontava tramite diversi esami, ognuno di una facoltà diversa, il rapporto che esiste con ciò che viene dopo l'università, cioè il lavoro, attraverso quel momento in cui vengono segnati i percorsi individuali, ora Post Esami sembra proseguire nella stessa direzione.

Post Esami

La prima puntata riguarda il personaggio al centro dell'Esame di Economia, l'assistente assente, lampadato e vanesio, laziale e fedifrago. Era una delle puntate più precisamente virate sulla satira sociale e di costume, più che sulla facoltà in cui era ambientata, e il suo seguito mantiene le premesse.
Superata la metafora universitaria, come già il titolo della seconda stagione fa intuire, Edoardo Ferrario svela, se ce ne fosse ancora bisogno, il vero senso di questa webserie: non un racconto generazionale né uno legato all'ambiente studentesco, ma un cavallo di Troia per introdurre un campionario umano di stupefacente varietà e significato.

Con un occhio più alla televisione che al cinema, ma entrambi i piedi piantati dentro la rete, Post Esami è un ibrido che fa testo a sé, mai intenzionato a fare "racconto" nel senso più tradizionale del termine e invece sempre incline a rappresentare un'idea. In questa prima puntata, In linea con Max, tutta confinata nell'abitacolo di una Smart, c'è un gusto per l'immagine che raramente si trovava in Esami. Alla medesima cura dei dettagli che si notava nella prima stagione è affiancata una più sfrontata critica che passa dalle parole come sempre ma soprattutto dalle immagini.
Considerabile per molti versi l'ultimo grande prodotto raffinato immaginato e poi pubblicato online (nonostante sia nato due anni fa), Esami e ora Post Esami sono purtroppo un caso atipico, in questo testimone ancora più veritiero della fatica che le webserie, anche le migliori, fanno a mantenersi con le proprie gambe.
Appositamente pubblicata senza alcun tipo di idea di ritorno economico (niente pubblicità, niente placement, niente partner program) Post Esami ha una produzione evidentemente ricca e non amatoriale, palesemente curata. Per quanto sicuramente "leggera" ed economica rispetto a qualsiasi equivalente televisivo, lo stesso non è una produzione pensabile senza uno stanziamento di fondi. Specie essendo una seconda stagione.

Alla fine dei titoli di coda si legge un ringraziamento a Taodue, società di produzione che già ha finanziato molte puntate di ThePills andate in onda su Mediaset, un loro late show televisivo e infine il film Sempre meglio che lavorare. Visto anche come Medusa ha annunciato per il listino 2016 un film di Edoardo Ferrario (a produzione Taodue) non è difficile immaginare che la casa che ha prodotto i film di Checco Zalone e I soliti idioti abbia deciso di investire anche su questa seconda stagione di Esami.

Il rapporto è evidentemente virtuoso e non ci sono ragioni per non essere contenti del fatto che un grande gruppo tenga in considerazione la produzione di contenuti autonomi per la rete. Se non fosse che questa è l'unica maniera di poter creare qualcosa di valevole online, chiedere fondi a grossi gruppi, potenzialmente gli stessi che producono per la televisione, riportando quelle stesse dinamiche di imbuto in rete.
Se i migliori non riescono a reggersi sulle loro gambe e smarcarsi dai produttori, come possono farlo gli esordienti o i prodotti medi?

POST ESAMI - IN LINEA CON MAX - CENA GALANTE


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