Claudio Tamburrino

Peeple, la reputazione è un'app

Esordisce la discussa piattaforma che ambisce a sollecitare i giudizi delle persone sui propri conoscenti. A breve, un'opzione a pagamento per visualizzare anche i commenti non pubblicati

Roma - Peeple, il servizio che vorrebbe fare delle relazioni e delle persone un bene valutabile e giudicabile come un'attività commerciale, ha fatto oggi il suo esordio. E se non bastassero le polemiche sulla sua volontà di giudicare tutto e tutti, si parla anche della possibilità di una versione a pagamento per vedere anche i commenti negativi non approvati dagli utenti interessati.

Nata dall'idea di Julia Corddray e Nicole McCullough, l'app che è stata soprannominata "Yelp per le persone" vorrebbe creare uno spazio unico per gestire la propria reputazione online: il tutto "aumentando le persone che si conoscono e formando relazioni più forti avendo un sistema di comunicazione biunivoco basato su feedback e raccomandazioni".

Già ad ottobre erano circolate le indiscrezioni sul prossimo lancio della piattaforma dedicata alla valutazione da 1 a 5 delle persone che si conoscono: l'idea è che le persone siano talmente abituate a giudicare qualsiasi cosa, dai ristoranti alle agenzie governative, passando per le app, che l'idea di un sistema di valutazione anche per le persone stesse sembrava la logica evoluzione del concetto di reputazione. Il tutto era stato accompagnato dal giusto hype, creato soprattutto da polemiche e discussioni legate sia alla questione etica relativa alla valutazione numerica di un essere umano, sia ai rischi di ingiurie, antipatie, soggettività delle relazioni, cyberbullismo, stalking e ripicche.
Così, anche se si parlava di una valutazione finanziari potenziale di 7,6 milioni di dollari, diversi osservatori avevano pensato si trattasse di una provocazione, uno scherzo, un fake o una trovata assolutamente pubblicitaria: alcune fonti collegavano poi l'idea dell'app alla pubblicità di una webserie con protagoniste le due fondatrici e dedicata proprio al processo di sviluppo del servizio di valutazione delle persone.

Ora, invece, Peeple ha fatto il suo esordio ufficiale, nonostante le contromisure pensate dalle due ideatrici, che riferiscono di aver preso in considerazione tutte le segnalazioni e le critiche ricevute, non abbiamo smorzato le polemiche.

Oltre ai sistemi di notifica anti-cyberbullismo, l'età minima di 21 anni, la richiesta di un riconosciuto profilo Facebook come una sorta di carta di identità digitale e come assicurazione di conoscenza della persona che si intende commentare, combinata con la verifica basata sul numero di cellulare, la principale garanzia di sicurezza di Peeble si basa sul sistema di moderazione positiva: i commenti positivi saranno immediatamente visualizzati sulla piattaforma, mentre quelli negativi dovranno passare un controllo di qualità. Saranno automaticamente eliminati quelli sessisti, relativi alle condizioni di salute o contenenti volgarità e saranno sospesi in una finestra privata di 48 ore in caso di controversie.

D'altra parte, tale impostazione non sembra fugare tutti i dubbi legati al servizio, incrementati ulteriormente dalle parole della fondatrice Corddary che anticipano il prossimo lancio (già per aprile) di una "licenza per la verità" a pagamento che permetterà di visualizzare anche i commenti non approvati degli altri utenti: il vero sogno del Grande Fratello, con i vicini che si denunciano a vicenda e si giudicano su qualsiasi cosa, trova la chiusura del cerchio con la possibilità di dubitare di tutti, andando a leggere i possibili commenti sui rapporti interpersonali dei professori dei propri figli o di una persona con cui sia fissato un appuntamento.

Claudio Tamburrino
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