Gaia Bottà

Passata la breccia, gabbato l'utente

American Express avverte gli utenti di una compromissione subita da un non meglio precisato fornitore di servizi. L'attacco è stato sferrato nel 2013, ma i dati sono a rischio almeno per i prossimi 2 anni

Roma - American Express ha recapitato a un numero imprecisato di utenti statunitensi una comunicazione che li avverte della potenziale compromissione dei propri dati. L'attacco che potrebbe aver dato origine a transazioni illecite e furti di identità è avvenuto oltre due anni fa.

L'incursione è stata condotta sui sistemi di un partner di American Express, un non meglio precisato esercizio commerciale che ha
prestato il fianco alla violazione esponendo i dati dei propri utenti: numeri e dettagli relativi alle carte di credito, nomi e dati personali degli intestatari potrebbero essere stati sfruttati dai cybercriminali.

American Express si premura di segnalare che i propri sistemi non sono stati coinvolti, che sta adottando tutte le misure di sicurezza necessarie per accertare che i conti coinvolti nella breccia subita dall'esercente non vengano sfruttati illecitamente, che ha agito con la massima tempestività.
A oltre due anni di distanza da una violazione avvenuta il 7 dicembre 2013, American Express si affretta ad attribuire all'esercente la responsabilità di aver mancato di trasparenza. E raccomanda ai propri utenti di "controllare con attenzione i movimenti sui conti" e di continuare a vigilare. "Soprattutto - avverte l'azienda - nel corso dei prossimi 12-24 mesi".

Gaia Bottà
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