Alfonso Maruccia

Google, uno sguardo oltre la Grande Muraglia Digitale

Breve sblocco dei servizi telematici di Mountain View su territorio cinese, un evento che ha sollevato speranze ma è durato poco. Giusto il tempo di aggiornare i database dei server "proibiti". In Cina Internet è sempre più controllata

Roma - Una piccola breccia inaspettata si è aperta nella Grande Muraglia Digitale cinese, il "firewall" che tiene separata la Internet autorizzata da Pechino e quella non regolamentata accessibile nei paesi a regime democratico. Un malfunzionamento temporaneo, subito risolto, e che presto potrebbe essere seguito da regolamentazioni ancora più stringenti e da una censura ancora più draconiana.

Il fatto è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, e ha permesso agli utenti cinesi di accedere "in chiaro" ai servizi di Google (Search, Gmail, YouTube ecc.) per la prima volta dopo anni di censura di stato. Prevedibilmente la notizia ha fatto il giro dei social network, e presto anche i netizen del Celeste Impero si sono ritrovati a guardare video di gattini sul Tubo come il resto del mondo.

L'inatteso squarcio nella Grande Muraglia ha sollevato qualche speranza sulla possibile fine della censura di stato, una speranza che si è però spenta in fretta: dopo 105 minuti di libero accesso, i servizi di Google sono tornati inaccessibili con l'aggiornamento delle blacklist con i siti Web "sgraditi" di Pechino.
La momentanea disponibilità di Google in Cina è in effetti dipesa dall'aggiunta di nuovi indirizzi IP locali pensati per gli utenti della zona asiatica (Vietnam, India, Giappone, Singapore, Pakistan,...), quindi è facile ipotizzare che la censura cinese sia gestita in via del tutto manuale piuttosto che tramite sistemi o algoritmi automatizzati.

Internet, in Cina, continua a essere sotto stretto controllo governativo, forse lo store Google delle app mobile (Android) tornerà disponibile in versione epurata ma il futuro è tutto fuorché roseo per la libertà di espressione nel paese: il governo di Pechino lavora a nuove regolamentazioni pensate per restringere l'accesso ai quei server e siti Web (entro o forse anche fuori il territorio nazionale) non opportunamente registrati presso le autorità.

Alfonso Maruccia
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5 Commenti alla Notizia Google, uno sguardo oltre la Grande Muraglia Digitale
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  • Per fortuna c'è un gruppo di cino-americani che tiene vivo un sistema anti-censura: FreeGate.
    Portable USB, gratis, in lingua inglese oltre che in cinese, veloce nelle connessioni. Funziona da subito con I.E. e Chrome, invece con firefox basta cambiare il proxy in 127.0.0.1:8580
    Ovviamente il governo cinese insiste a segnalarlo come virus, e a volte un antivirus (es. Norton) da un falso positivo.
    http://us.dongtaiwang.com/loc/download_eng.php
    non+autenticato
  • La cina andrebbe isolata, fino a quando i cinesi, poveri teste chine che si fanno governare da quattro gatti barbogi chiusi in una cittadella, non faranno una bella rivoluzione (come già accaduto in passato) tagliando la testa marcia di quel paese e riportandolo a dividersi in varie nazioni, come le molteplici etnie esigono che sia.
    Tipo la ex-yugoslavia o l'unione sovietica, tenute insieme con la forza e poi disgregatesi, anche se gli ex-sovietici, avendo un retaggio secolare da schiavi, non si sono ancora affrancati completamente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nubacco
    > La cina andrebbe isolata, fino a quando i cinesi,
    > poveri teste chine che si fanno governare da
    > quattro gatti barbogi chiusi in una cittadella,
    > non faranno una bella rivoluzione (come già
    > accaduto in passato) tagliando la testa marcia di
    > quel paese e riportandolo a dividersi in varie
    > nazioni, come le molteplici etnie esigono che
    > sia.
    > Tipo la ex-yugoslavia o l'unione sovietica,
    > tenute insieme con la forza e poi disgregatesi,
    > anche se gli ex-sovietici, avendo un retaggio
    > secolare da schiavi, non si sono ancora
    > affrancati
    > completamente.

    Noi occidentali siamo abituati a guardare sempre verso l' orizzonte, mai guardiamo intorno a noi.

    Siamo troppo impegnati a guardare altri popoli "sottomessi", tanto da non accorgerci della morsa di sottomissione, oscurantismo, perdita di diritti fondamentali, libertà di espressione, di privacy, e libertà degli individui, ecc, ecc, che ci sta travolgendo noi stessi!

    Ma d'altronde si vive meglio facendo finta di non sapere-vedere.
    non+autenticato
  • Me ne accorgo eccome.
    Se ho parlato della cina è perché questo è l'argomento.
    Ma noi siamo massificati alla grande, abbiamo come specchio per le allodole una democrazia che, come ho letto da qualche parte è invece una demoniocrazia.
    E stiamo perdendo libertà a ritmo vertiginoso, in cambio di false sicurezze.
    E sarà sempre peggio.
    non+autenticato
  • Hai dimenticato di scrivere che la gente chiede a gran voce sicurezze di ogni genere.
    I politici sono ben contenti di controllare meglio tutto e tutti.
    Anche le aziende abbastanza potenti da partecipare a questo controllo/profilazione ringraziano, anzi, fomentano.
    Non possiamo farci niente: finché esisteranno masse, esisteranno lupi, pastori e cani pastore.
    E l'epoca delle masse è iniziata solo da un secolo.....
    non+autenticato