Gaia Bottà

Foxconn e Sharp, affare al ribasso

Il colosso taiwanese acquisirà il 66 per cento della giapponese ad una somma ridimensionata rispetto a quanto annunciato il mese scorso. Se l'accordo non si rivelasse fruttuoso, si riserva un piano di fuga

Roma - Foxconn e Sharp hanno annunciato l'accordo sull'operazione anticipata nei mesi scorsi da indiscrezioni, strette di mano e attese: il colosso taiwanese Hon Hai Precision Industry Co., altresì noto come Foxconn, acquisirà il 66 per cento delle quote di Sharp per 389 miliardi di yen, 3,05 miliardi di euro.

Hon Hai aveva chiaramente tutto l'interesse a concludere l'operazione: nel 2012 aveva già investito nella divisione di Sharp dedicata ai display, che produce per numerose aziende con cui Foxconn già intrattiene rapporti commerciali. Proprio questa complementarità, soprattutto in ambito degli schermi OLED, si è dimostrata allettante per Foxconn, sia in vista di una produzione con un proprio marchio, sia, soprattutto, in relazione ai contratti di fornitura stipulati da entrambe con i colossi dell'elettronica di consumo: Foxconn può evitare di dipendere da produttori terzi, e contenere i costi per le aziende che vi si affidano per l'assemblaggio.

Ma la cifra a cui si è concluso l'accordo è stata significativamente ridimensionata rispetto alle cifre che erano circolate in precedenza: le due aziende, al momento della conferma dell'accordo sulla acquisizione nel mese di febbraio, fissavano la somma intorno ai 700 miliardi di yen, 5,6 miliardi di euro con cui Foxconn si sarebbe aggiudicata il controllo del 65,9 per cento delle quote di Sharp.
Queste settimane, in cui Sharp ha confermato delle misure di contenimento dei costi per alleggerire il peso dei debiti e ha rivisto le aspettative relative ai risultati finanziari, sono servite a Hon Hai a rivalutare la situazione dopo la prima proposta e a rinegoziare un accordo. Foxconn, dal canto suo, ha comunicato che contribuirà a risollevare le sorti di Sharp con non meglio precisati "aggiornamenti tecnologici".

Nel caso in cui l'operazione dovesse rivelarsi poco costruttiva, Hon Hai si è tracciata un piano di fuga: in una clausola dell'accordo, riferisce Bloomberg, si riserva un'opzione sull'acquisizione della divisione di Sharp dedicata ai display se la situazione dovesse precipitare prima dell'inizio di ottobre.

Gaia Bottà
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