Gaia Bottà

Facebook Free Basics e il tecnocontrollo d'Egitto

Le autorità egiziane avrebbero decretato la sospensione del servizio di connettività perché sarebbe sfuggito alla sorveglianza, suggeriscono fonti anonime. Il Ministero delle Comunicazioni parla invece di tutela della concorrenza

Roma - Facebook l'aveva presentato come uno strumento di emancipazione, una soluzione per accedere almeno a porzioni della Rete quando le offerte di connettività non sono alla portata di tutti i cittadini. L'India ha bollato Facebook Free Basics e la sua offerta zero rating come un'attentato alla net neutrality, strumento nelle mani di una azienda che non nasconde le proprie ambizioni di conquista, l'Egitto, che allo stesso modo aveva sospeso l'iniziativa, sembrerebbe aver agito con altre motivazioni.

A rivelarlo sono due fonti che Reuters descrive come addentro alle trattative tra Facebook e il governo egiziano: Free Basics sarebbe stato sospeso perché Facebook non avrebbe consentito alle autorità di "aggirare i sistemi di sicurezza" al fine di mettere in atto misure di controllo.

Facebook, a seguito delle critiche mosse al lancio del servizio, si era adeguata implementando delle soluzioni per la cifratura delle comunicazioni. Le fonti di Reuters non sono però entrate nei dettagli del tipo di sorveglianza che avrebbe voluto condurre il governo egiziano, né del tipo di richieste che sono state formulate a Facebook: non è dunque dato sapere se l'attenzione delle autorità fosse concentrata su certi individui o se fosse una esigenza di monitoraggio generalizzata, contemplata o meno da un quadro normativo prono alle esigenze del potere.
Facebook, che al momento della sospensione di Free Basics aveva dichiarato il proprio disappunto, non ha rilasciato commenti in proposito. Un portavoce del Ministero delle Comunicazioni egiziano, invece, ha ricondotto l'interruzione del servizio a motivazioni economiche: l'accordo tra Facebook e Etisalat per offrire agli utenti l'accesso gratuito ai servizi supportati sarebbe stato ritenuto "dannoso per le aziende e la competizione".

Gaia Bottà
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