Gaia Bottà

Rightscorp e il ransomware della pirateria

L'azienda che vuole agire da braccio armato a favore dell'industria dei contenuti torna a proporre una soluzione radicale: ottenere la collaborazione degli ISP per impedire la navigazione a chi viola il copyright

Roma - Nota per la spregiudicatezza con cui offre ai detentori dei diritti protezione e compensazioni, Rightscorp intende perseguire la propria missione con una soluzione automatizzata e dissuasiva nei confronti di chi venga colto ad abusare del diritto d'autore in Rete: impedire la navigazione a coloro che ignorino le notifiche di violazione e i solleciti di pagamento dei risarcimenti.

Il sistema, definito Scalable Copyright, si propone da anni come una "tecnologia di nuova generazione" sulla base della quale è possibile interagire con i cittadini della Rete con la mediazione del browser, recapitando loro notifiche di avvenuta violazione ad opera dell'indirizzo IP loro assegnato. Notifiche che si possono scansare con un clic fino al raggiungimento di "un dato numero e un dato periodo di tempo", per poi assumere la forma di un blocco che impedisce la navigazione a meno che non si proceda al pagamento della somma richiesta per chiudere il procedimento.

Se nel 2013 Rightscorp riferiva di aver avviato delle trattative con i fornitori di connettività per mettere in azione questo sistema, prevedendo di implementarlo entro la prima metà del 2014, ora la mancata collaborazione degli ISP viene chiamata in causa come origine dei propri insuccessi finanziari.
Ma Rightscorp sostiene di poter coinvolgere i fornitori di connettività in questo meccanismo per tenere in ostaggio gli utenti Internet: la leva per ottenere la loro collaborazione sarebbe rappresentata dalla responsabilità indiretta che peserebbe sull'ISP che sia stato informato delle violazioni commesse da un suo utente. Il contenzioso in corso tra l'ISP statunitense Cox e la casa discografica BMG Rights Management LLC verte proprio su questa responsabilità e sulle deroghe previste per i fornitori di connettività, ed appare ancora lontano da una conclusione.

Quello che Rightscorp non spiega di Scalable Copyright, però, è come intende giustificare questo sistema di giustizia privata dal punto di vista dei diritti del cittadino che venga raggiunto dalla notifica che lo obbliga al pagamento, privandolo della connettività senza nemmeno garantirgli la possibilità di contestare di fonte alla giustizia l'accusa di una violazione commessa da un indirizzo IP.

Gaia Bottà
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13 Commenti alla Notizia Rightscorp e il ransomware della pirateria
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  • in italia si parla di tentativo estorsione, anche perchè pagando l'eventuale reato rimarrebbe tale.
    non+autenticato
  • Il P2P é stato e continua ad essere una manna per gli ISP, l' industria dei "contenitori vuoti" se ne facia una ragione assieme ai suoi scagnozzi.
    non+autenticato
  • Un progetto del genere non ha né capo né coda: come penserebbero di "ottenere la collaborazione degli ISP"? Non hanno nulla da offrire in cambio, e perciò gli ISP non avrebbero nessun motivo di assecondarli.

    Inoltre, se occorre la mediazione del browser il progetto è morto ancora prima di cominciare, perché occorrerebbe un browser blindato e non modificabile dall'utente, quando nella realtà i browser più usati sono open source (almeno in parte) e quindi non possono essere blindati.

    È poco credibile che una azienda che opera nel settore possa essere così incompetente, altrimenti avrebbe già chiuso. Però è possibile che i suoi clienti e i suoi investitori lo siano, e che lo scopo sia proprio di convincerli a finanziare misure completamente inutili.
    non+autenticato
  • è per quello che serve la collaborazione dell'isp

    ad un certo punto qualunque browser usi secondo l'idea bislacca di questi qui, l'isp ti dovrebbe dirottare sempre verso la richiesta del pagamento e solo dopo il pagamento potrai riprendere a navigare dove vuoi tu

    nel frattempo puoi cantare: tu chiamale se vuoi estorsioniiiiiiiii
    non+autenticato
  • Siamo alle solite .
    A questi non interessano affatto i diritti ma solo i loro "diritti" commerciali.
    Non sarebbe male cominciare a chiamare le cose in maniera più consona alla realtà dei fatti ... Royalties mi pare più vero e anche più corretto.
    Certo suona meno "nobile" ma fare l'abitudine a dire la verità non può essere poi così "malaccio".
    Sono certo che ci sia di peggio!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Erroneament e
    > Siamo alle solite .
    > A questi non interessano affatto i diritti ma
    > solo i loro "diritti"
    > commerciali.
    non c'e' bisogno che usi le virgolette su 'diritti'... impiega pure il termine NON in neolingua... ossia 'privilegi'. 'Privilegio d'Autore' rende molto piu' chiaro il senso di quell'accozzaglia di norme fortemente drogate dai lobbysti di hollywood (e dai suoi parenti, in mezzo pianeta).
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > 'Privilegio
    > d'Autore'
    Beh oddio anche su questo ci sarebbe da ridire più che altro è "privilegio d'editore" non "d'autore".
    Di editori ricchi ce ne sono a bizzeffe di autori ricchi assai meno.
    Ci sarà un motivo?
    Non sarà che anche la parola "autore" è come al solito il termine sbagliato nel contesto sbagliato?

    Sai il povero autore bohemien che fa la fame è mediaticamente assai miglior veicolo del "messaggio" che il "povero editore che mendica una royalty"....

    E questo le lobby degli editori lo sanno benissimo per cui la "royalty commerciale dell'editore" diventa (improvvisamente) "diritto di autore".

    Anzi l'editore diventa il "magnate di buon cuore" che devolve una piccola parte dei suoi "legittimi guadagni" (per puro buon cuore si capisce) al povero autore....

    Diventando così l'unica industria che paga trasferendo il "rischio di impresa".
    In pratica è ti pago solo se vendo e quando vendo.
    Te lo immagini marchionne che dice agli operai a Detroit "vi pago quando vendo".
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    Oppure il papa che dice a Michelangelo ...
    "per San Pietro ti paghiamo a seconda di quanti pellegrini arrivano...."
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    Il bello è che la "retorica pelosa" nasconde esattamente questo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: salvatore che mi piace a tutte le ore
    > - Scritto da: bubba
    > > 'Privilegio
    > > d'Autore'
    > Beh oddio anche su questo ci sarebbe da ridire
    > più che altro è "privilegio d'editore" non
    > "d'autore".
    > Di editori ricchi ce ne sono a bizzeffe di autori
    > ricchi assai
    > meno.
    > Ci sarà un motivo?
    > Non sarà che anche la parola "autore" è come al
    > solito il termine sbagliato nel contesto
    > sbagliato?
    >
    > Sai il povero autore bohemien che fa la fame è
    > mediaticamente assai miglior veicolo del
    > "messaggio" che il "povero editore che mendica
    > una
    > royalty"....
    >
    > E questo le lobby degli editori lo sanno
    > benissimo per cui la "royalty commerciale
    > dell'editore" diventa (improvvisamente) "diritto
    > di
    > autore".
    >
    > Anzi l'editore diventa il "magnate di buon cuore"
    > che devolve una piccola parte dei suoi "legittimi
    > guadagni" (per puro buon cuore si capisce) al
    > povero
    > autore....
    >
    > Diventando così l'unica industria che paga
    > trasferendo il "rischio di
    > impresa".
    > In pratica è ti pago solo se vendo e quando vendo.
    > Te lo immagini marchionne che dice agli operai a
    > Detroit "vi pago quando
    > vendo".
    > Rotola dal ridereRotola dal ridere
    > Oppure il papa che dice a Michelangelo ...
    > "per San Pietro ti paghiamo a seconda di quanti
    > pellegrini
    > arrivano...."
    > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    >
    > Il bello è che la "retorica pelosa" nasconde
    > esattamente
    > questo!

    Tutto giusto.

    Io più che di privilegi dell'editore parlerei di di sfruttamento dei diritti d'autore da parte di questo ineffabile soggetto.

    Comunque ritengo veramente difficile obbligare gli ISP a certe collaborazioni, anche perchè queste hanno un costo, e comunque devono essere realisticamente effettuate tramite tools automatici di individuazione degli IP da cui avvengono violazioni: peccato che se di violazioni si tratta, questo può essere deciso solo dalla sensibilità di un intervnto umano; se Rightcorp (o left?) è in grado di fornire agli ISP un SW di A.I. che faccia questo senza falsi positivi, che faccia...
  • citando un esempio già fatto da altri, è come chiedere al gestore Autostrade di bloccare un guidatore al casello perchè non ha pagato una multa per eccesso di velocità
  • Questo sarebbe ancora ragionevole, benché eccessivo!
    Una multa per eccesso di velocità ti deve essere contestata da una Forza di Polizia o equivalente, e confermata da un Agente anche se rilevata in automatico. Ed esiste un procedimento per contestarla in caso di errore.

    Rightscorp, malgrado il "corp" nel nome, non ha nulla a che fare con una Law Enforcement Agency: è una società privata!

    La pretesa di Rightscorp è molto più assurda!

    E' come chiedere al gestore Autostrade di bloccare un guidatore al casello perchè non ha pagato il meccanico, senza che sia stata messa alcuna fattura e senza passare per un decreto ingiuntivo ed un ordine di pignoramento emessi da un Giudice!


    La "soluzione radicale" esisterebbe ed esisteva: punibilità della violazione del Copyright solo se a "scopo di lucro" e non quando ha solo uno "scopo di profitto".

    Prima del 2000 era così, poi hanno ulteriormente sbilanciato una legge derivante da una Convenzione del 1886 totalmente sbilanciata pensata in tempi in cui le copie erano solo "stampe tipografiche" o "amanuensi".

    Ed andiamo avanti a sbilanciarla sempre di più...

    - Scritto da: Malcolm
    > citando un esempio già fatto da altri, è come
    > chiedere al gestore Autostrade di bloccare un
    > guidatore al casello perchè non ha pagato una
    > multa per eccesso di
    > velocità
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker
    > Questo sarebbe ancora ragionevole, benché
    > eccessivo!
    > Una multa per eccesso di velocità ti deve essere
    > contestata da una Forza di Polizia o equivalente,
    > e confermata da un Agente anche se rilevata in
    > automatico. Ed esiste un procedimento per
    > contestarla in caso di errore.
    >
    > Rightscorp, malgrado il "corp" nel nome, non ha
    > nulla a che fare con una Law Enforcement Agency:
    > è una società privata!
    >

    Ma io potrei anche starci se la giustizia privata funzionasse nei due sensi. Supponiamo che mi blocchino l'accesso ad internet (giustizia privata secondo loro) io devo essere libero di andare a squarciare le gomme dei dipendenti Rightscorp (giustizia privata secondo me). Così sarebbe perfino divertente! Occhiolino
    Izio01
    4150
  • Se proprio una persona estrema, ci vuole equilibrio nella vita. Te la prendi con un dipendente che magari non ha nè moglie nè figli e che è solo una persona che cerca di portare a casa la pagnotta. Non te la puoi prendere con l'ultima ruota del carro, avrebbe più senso prendersela con una figura personale media solo per chiarire che nessuno può ritenersi escluso... cosette da psicologia spicciola da riviste di 1 euro.
    Comunque la regola generale che se vuoi veramente colpire qualcuno devi colpirlo al portafogli: invii una comunicazione al tuo ISP in cui lo diffidi per appropriazione in debita soprattutto se paghi in anticipo il servizio e dai un limite di 72 ore (per non apparire pignolo) entro il quale ti DEVE riattivare la connessione, altrimenti farai disdetta del contratto ovviamente secondo la procedura definito dal tuo ISP (le cose devono essere fatte sempre a modo). Ovviamente le 72 ore partono a tuo insindacabile giudizio e prima ti riattivano la linea e meglio è per tutti.
    La soluzione di ogni problema è sempre il dialogo, poi se uno non ci vuole sentire probabilmente le orecchie non gli servono.Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Malcolm
    > citando un esempio già fatto da altri, è come
    > chiedere al gestore Autostrade di bloccare un
    > guidatore al casello perchè non ha pagato una
    > multa per eccesso di
    > velocità

    No. E' come chiedere al gestore Autostrade di bloccare un guidatore all'ingresso perche' POTREBBE infrangere i limiti di velocita'.