Alfonso Maruccia

Viv, l'assistente virtuale 2.0

I creatori di Siri tornano alla carica con una nuova IA evoluta, in grado di rispondere in maniera più intelligente alle richieste degli utenti. Ora sono alla ricerca di sviluppatori interessati a integrarla

Roma - Viv è frutto del lavoro di alcuni dei creatori di Siri, tecnologia acquisita da Apple e poi adottata per l'omonimo assistente digitale accessibile dai gadget mobile di Cupertino. Diversamente da Siri, però, Viv viene indicato come una piattaforma evoluta capace di apprendere da sola - e fare molto altro che rispondere a una serie di domande predefinite.

Lo sforzo dietro Viv è volto a semplificare radicalmente il mondo moderno attraverso un'interfaccia intelligente verso "qualunque cosa" possegga un cuore di silicio e transistor, un "Cervello Globale" potenzialmente in grado di giocarsela già alla pari con le IA più comuni oggi in circolazione come la succitata Apple Siri, Microsoft Cortana, Google Now e Amazon Alexa.

Viv non ha dietro di se un colosso tecnologico come le summenzionate corporation statunitensi ma possiede qualità innovative, ha spiegato il CEO della società Dag Kittlaus: l'interpretazione avanzata delle richieste degli utenti lavora su fattori multipli, così che sia possibile chiedere le condizioni meteorologiche di una certa città in un certo giorno passato e ricevere la risposta corretta.

Una richiesta successiva collegata a quella precedente riterrà le informazioni già fornite, spiegano i ricercatori, così da poter ad esempio raffinare una ricerca di fiori con la richiesta specifica di tulipani: Viv è in grado di interpretare tutto e stare al passo con l'utente, di supportare i servizi di prenotazione dei trasporti (Uber incluso) e di capire quando occorre richiedere un pulmino al posto di una semplice automobile in base al numero di persone indicato.

Altra caratteristica piuttosto innovativa di Viv, a detta dei suoi creatori, è il fatto che si tratta di una piattaforma in grado di auto-programmarsi: a ogni richiesta che richiede di contattare un servizio di rete mai testato prima, Viv genera le linee di codice necessarie e le immagazzina per un riutilizzo successivo.

La piattaforma Viv può essere integrata facilmente su software, servizi e app, spiega la società, e gli assistenti digitali rappresenteranno la "next big thing" dopo gli app store digitali: i servizi tecnologici di domani hanno tutto l'interesse a integrare una IA capace di interagire in maniera colloquiale con l'utente, dicono da Viv. O almeno la speranza è che programmatori e software house ci puntino per davvero.

Alfonso Maruccia
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