Alfonso Maruccia

UK, c'è chi sfugge alla consegna delle password

Un attivista e sospetto hacker di sistemi governativi americani vince la sfida contro la polizia britannica, che avrebbe voluto obbligarlo a consegnare le proprie password per sbloccare i dati sequestrati

Roma - Lauri Love non sarà costretto a consegnare le sue password crittografiche alla National Crime Agency (NCA) britannica, ha stabilito un giudice, perché l'agenzia non ha seguito le procedure richieste dal Regulation of Investigatory Powers Act (RIPA) del 2000, che pure prevede obblighi e garanzie in casi del genere.

Love, hacker e attivista informatico accusato di aver compromesso i sistemi appartenenti al governo statunitense e per questo costretto a fronteggiare la prospettiva di estradizione verso gli USA, è finito nei guai con la polizia britannica nel 2013 quando è stato arrestato per violazione del Computer Misuse Act.

Una prima richiesta di consegna delle password per mezzo della legge RIPA era arrivata nel 2014, ma Love si è rifiutato e la NCA non ha insistito oltre; arrivati nel 2015, 25 dei 31 apparati informatici sequestrati sono stati restituiti a Love, mentre per il resto l'attivista ha provveduto ad avviare un'azione legale contro la polizia.
NCA ha approfittato della nuova causa di Love per chiedere ancora una volta la consegna delle password per sbloccare i dati, ma la Corte di Westminster si è rifiutata di accogliere la domanda. In caso contrario, dice l'organizzazione The Courage Foundation, si sarebbe assistito a un pericoloso precedente di abuso del RIPA Act da parte della polizia britannica.

Lauri Love è riuscito a far valere le proprie ragioni, ma in altre parti del mondo l'autorità giudiziaria si dimostra molto meno propensa a difendere i diritti - anche fondamentali - dei cittadini quando si tratta di risolvere crimini con la crittografia: negli USA si finisce arrestati se non si consegna la password.

Alfonso Maruccia
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