Amazon reinventa YouTube

Al via Video Direct, un nuovo servizio di video sharing destinato a professionisti e utenti che desiderano farsi conoscere e guadagnare con i propri contenuti

Roma - Sperimentando oltre al nocciolo del proprio business, l'e-commerce, Amazon ha fuso la propria idea di self publishing con l'intenso interesse per lo streaming video, e ha scelto di esordire con una nuova piattaforma, questa volta dedicata ai contenuti generati dagli utenti, amatori o professionisti che siano. Si chiama Video Direct e offre la possibilità di caricare, pubblicare e mettere a frutto il proprio lavoro raggiungendo milioni di utenti in tutto il mondo. Gli unici requisiti richiesti per l'upload dei file sono il formato in alta risoluzione e la presenza di sottotitoli per facilitare la fruizione del materiale anche ai non udenti.

Amazon Video Direct

Il nuovo servizio del colosso statunitense, alternativo a soluzioni già esistenti come YouTube e Vimeo, ma con qualcosa in più dal punto di vista funzionale, offre una vetrina esclusiva e diverse modalità di guadagno: in base al numero di visualizzazioni, attraverso la vendita o il noleggio, l'abbonamento e la pubblicità. I video-maker, inoltre, potranno decidere a che tipo di utenza riservare la fruizione delle proprie opere: a tutti gli utenti Amazon oppure a quelli abbonati a particolari servizi come Prime Video.

L'azienda americana, per promuovere la diffusione della piattaforma, riserverà un milione di dollari ogni mese da dividere tra i cento filmati di maggior successo. E c'è da scommetterci: con incentivi di questa portata saranno in tanti a scegliere Video Direct per ottenere denaro e visibilità. Gli autori, inoltre, avranno la possibilità di accedere a strumenti di analisi ad hoc per valutare l'indice di gradimento relativo ad ogni filmato.
Tra i partner già operativi figurano case di produzione e editori del calibro di Conde Nast Entertainment, HowStuffWorks, Samuel Goldwyn Films, The Guardian, Mashable, Mattel, Business Insider e altre. Sul fronte dei ricavi si parla del 50 per cento degli introiti provenienti da vendita, noleggio e abbonamento, e del 55 per cento di quelli che originano dalla pubblicità. In caso di streaming, invece, 15 centesimi di dollaro all'ora se il video è riprodotto negli Stati Uniti, e 6 centesimi nel resto del mondo.

Attualmente Video Direct è attivo negli USA, in Germania, Giappone, Austria e Regno Unito. A quando l'esordio in Italia? Difficile fare previsioni, al momento non ci sono informazioni a riguardo.

Luca Barbieri
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