Gboard, la tastiera Google per iPhone

Da Big G una nuova app che integra i propri servizi di ricerca nella virtual-keyboard dello smartphone firmato Apple

Roma - Intrepida e coraggiosa, in netto anticipo sulla concorrenza: almeno nelle intenzioni dei suoi creatori. È Gboard, la nuova tastiera virtuale progettata da Google per il pupillo tecnologico di casa Apple: iPhone. Già un paio di mesi fa erano trapelate in Rete alcune indiscrezioni circa una presunta virtual-keyboard che avrebbe rivoluzionato l'utenza iOS. I report erano veritieri e a suo tempo avevano suscitato la curiosità e l'interesse di molti.


Il colosso statunitense non è nuovo a questo genere di implementazioni se si pensa che un'altra tastiera, la Google Keyboard, è tra le più apprezzate e utilizzate nel mondo Android e vanta alcune interessanti peculiarità come la possibilità di digitare con una mano soltanto, introdotta con il recentissimo aggiornamento alla versione 5.0. Ma anche un altro nome del settore, Microsoft, ha detto la sua in fatto di tastiere evolute per il mobile. Sono recenti rilasci della casa di Redmond, infatti, la Hub Keyboard, sviluppata per Android, e la World Flow, destinata invece ad iOS.

Ma qual è la particolarità di Gboard? È intelligente, supporta la modalità di scrittura Swipe e supporta alcune funzionalità native del motore di ricerca di Mountain View. Per consentire, durante la digitazione, di intercettare in modo estremamente rapido non solo notizie, ma anche immagini, emoji, filmati e molto altro ancora.
In altre parole, la nuova applicazione firmata Google permette, da qualsiasi area dell'ambiente operativo iOS, il searching in Rete senza necessariamente aprire il browser nativo del dispositivo. Una volta digitata la stringa di ricerca, infatti, è sufficiente premere l'icona "G" posizionata in alto a sinistra per visualizzare i risultati: per farlo non occorre nè disabilitare la tastiera nè tanto meno accedere ad altre applicazioni. Inoltre Gboard implementa anche tutta una serie di funzionalità che favoriscono l'elaborazione e la condivisione delle informazioni.

Facciamo un esempio. In passato, per rispondere ad una semplice richiesta via WhatsApp da parte di un proprio contatto, era necessario lanciare Safari, intercettare i dati e farne copia-incolla dal motore di ricerca alla chat. Con Gboard, invece, l'operazione si svolge in maniera nettamente più rapida e intuitiva: i dati ricercati sono visualizzati in un'area ad hoc ma integrata nell'applicazione principale, e da qui è possibile condividerli semplicemente toccandoli.

L'azienda si è premurata di specificare che, a salvaguardia della privacy, tutte le informazioni digitate, ad eccezione delle query inoltrate al motore di ricerca, rimangono residenti nel dispositivo e prerogativa esclusiva dell'utente. Al momento Gboard è disponibile solo negli Stati Uniti e con supporto per la lingua inglese, ma dal quartier generale di Big G fanno sapere che presto la nuova app sbarcherà anche in altri paesi, e quindi anche in Italia.

Luca Barbieri

Gboard integra i servizi search di Google nella tastiera virtuale di iPhone
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