Thomas Zaffino

HP, stampa 3D su scala industriale

A due anni dall'annuncio, l'azienda mantiene le promesse sfornando le prime stampanti 3D capaci di produrre su scala industriale, ridefinendo il concetto di progettazione, produzione e distribuzione della piccola e media impresa

Roma - Sul palcoscenico del RAPID 2016 di Orlando (Florida), il maggiore evento mondiale su produzione additiva, scansione e stampa 3D, HP ha annunciato alcune importanti novità circa le proprie soluzioni. A meno di due anni da quando aveva presentato i principi sui quali si basa la tecnologia 3D Multi Jet Fusion, rispettando il calendario allora previsto l'azienda ha finalmente svelato la linea HP Jet Fusion 3D Printing, composta di due stampanti ordinabili già da ora e che approderanno sul mercato a fine 2016.

Nuove stampanti 3D Jet Fusion di HP

HP ritiene che la tecnologia 3D Multi Jet Fusion permetta di stampare oggetti tridimensionali con una velocità fino a 10 volte maggiore rispetto agli attuali metodi di stampa, il tutto in maniera più economica, senza compromessi sulla qualità, il dettaglio e la robustezza dei prodotti. "La nostra piattaforma di stampa 3D è unica nella sua capacità di gestire oltre 340 milioni di voxel - il pixel 3D - al secondo, offrendo ai nostri partner velocità di produzione radicalmente superiori, parti funzionali e economie rivoluzionarie", ha commentato Stephen Nigro, presidente della divisione 3D Printing Business di HP, nel comunicato ufficiale rilasciato in occasione del RAPID 2016. Secondo quanto affermato da Nigro, la nuova linea di stampanti 3D offre una combinazione di velocità, qualità e costi mai vista prima nel settore, consentendo ad aziende e produttori di ripensare totalmente la progettazione e al fornitura di soluzioni per i propri clienti.


Il modello Jet Fusion 3D 3200, pensato per la prototipazione, giungerà sul mercato ad ottobre 2016 al prezzo di 130mila dollari, ai quali si devono aggiungere altri 25mila dollari per servizi, software e accessori, mentre l'arrivo del modello Jet Fusion 3D 4200, destinato invece alla produzione vera e propria, è atteso per il 2017, ad un prezzo di 200mila dollari all'incirca. Si tratta di soluzioni destinate a scuotere il mercato della stampa 3D, considerando che le proposte dei competitor partono da 100mila dollari per superare gli 800mila. Già nel 1984 HP aveva rivoluzionato il mercato di massa della stampa, introducendo la prima stampante a getto d'inchiostro, grazie ad una tecnologia denominata DeskJet. L'azienda prova ora a ridefinire il settore della stampa 3D commerciale, al quale sono destinati i prodotti della linea Jet Fusion 3D.

HP sta cercando inoltre di creare un ecosistema che ruoti attorno alle sue soluzioni di stampa 3D, grazie ad un'ampia rete di partner che comprende Arkema, BASF, Evonik e Lehmann & Voss, sul lato dei materiali, e Autodesk, Materialise e Siemens sul lato software. L'obiettivo è di offrire un numero più ampio di materiali e colori, nonché la possibilità di creare parti al volo. L'azienda ha anche intenzione di consentire ai propri sistemi di stampa 3D l'integrazione di sensori IOT e del proprio PC e software Sprout per portare la produzione additiva nell'ambito delle piccole imprese e dell'istruzione, obiettivo di partenza dell'azienda, che intendeva fornire una stampante 3D su ciascun banco di scuola. HP conquista comunque un risultato non trascurabile, ovvero fornire una soluzione innovativa per la stampa 3D ad un prezzo decisamente inferiore rispetto ai concorrenti, dotata di un sistema intelligente, a getto d'inchiostro, per la colorazione dei prodotti, anche se il sistema è limitato alla stampa su Nylon e alla realizzazione di fasce di colore, non potendo parlare pertanto di colorazione piena. Nella roadmap delle soluzioni è tuttavia previsto l'impiego di altri materiali plastici e probabilmente anche della ceramica.

Nuove stampanti 3D Jet Fusion di HP

Secondo Joe Kempton, analista per la società di ricerche di mercato Canalys, la tecnologia Multi Jet Fusion di HP interesserà solo una parte del settore della stampa 3D, focalizzandosi tra l'altro sul solo mercato enterprise di tale segmento. Per l'analista si tratta di un tipo di clientela diversa da quella che attualmente ricorre maggiormente alla stampa 3D, come nel caso del settore della stereolitografia (SLA), un metodo di stampa 3D in cui la resina fotosensibile viene indurita con luce laser o UV. La stampa Multi Jet Fusion di HP ha un velocità decisamente superiore a qualsiasi metodo di stampa precedente.
"HP sta offrendo un metodo rivoluzionario per la stampa 3D", dichiara Kempton, il quale ritiene che la tecnologia è destinata a far presa sul mercato, anche se l'analista non crede che possa modificare gli attuali sistemi produttivi, ritenendo che si tratti di un sistema destinato al mercato della prototipazione veloce. Qualità e velocità garantite della nuova tecnologia fanno però di HP un player di primo piano nel settore della stampa 3D per i prossimi anni.

Thomas Zaffino

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